Ibernarsi il cervello per tornare nel futuro (post crisi). Un investimento geniale

Pesce Pilota
24 Marzo 2018
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Si può fare! Così diceva in Frankenstein Junior il dottor Frederick Frankenstein al suo fido aiutante Igor, dopo aver rianimato un cadavere. Ma la farsa, con lo sviluppo della tecnologia, si è forse trasformata in distopica realtà. Ibernarsi il cervello per tornare nel futuro oggi sembra un investimento geniale. Ecco perché. Lupo ululà, castello ululì.

 

 

Siamo nel 2018, di scienziati pazzi che cercano di ricreare cervelli ibernati ce ne sono tanti e, a quanto pare, hanno pure tanti “follower”. Uno di questi follower è il celebre programmatore Sam Altman. Che sarebbe disposto a farsi uccidere per ibernare il suo cervello e “rianimarlo” in un altro corpo tanti anni dopo. Un investimento geniale.

Dopo aver visto Altered Carbon evidentemente degli scienziati si sono immedesimati troppo nella parte e hanno pensato a come riprodurre cervelli per vivere per sempre.

Ma perché dovremo farci “imbalsamare” il cervello per impiantarlo in un corpo non ancora nato?

Un valido motivo iniziale potrebbe essere per ricominciare a vivere in un periodo fuori dalla crisi economica. Quindi pensiamo di risvegliarci nell’anno 2312 e non dovere neanche inviare CV che ti contatta un’azienda al tuo risveglio. Sembra quindi un investimento geniale soprattutto per i millennial.

Oppure si potrebbe richiedere esplicitamente il trapianto nel corpo di un palestratissimo e sbrilluccicante tronista. In questo modo unirete l’utile al dilettevole, un bel cervello a un bell’aspetto, così da poter vendere su TicketOne i biglietti per accedere al vostro letto.

Ultimo, ma non ultimo, motivo è la possibilità di risvegliarsi in un mondo dove i cittadini italiani possono campare grazie al reddito di cittadinanza. Immagina, svegliarti la mattina e ricevere uno stipendio per guardare Netflix. Sarebbe il sogno di tutti.

Ma poi, ovviamente, ci sono anche dei contro.

Esempio: pensa che sbatti risvegliarti da solo a 30 anni e doverti ricreare una compagnia di tuoi coetanei, dal nulla, senza avere agganci e senza conoscere le tecnologie e i social network dell’epoca.

Ma facciamoci un’altra domanda, non banale. Il nostro conto corrente in quegli anni da chi viene amministrato? E gli interessi vengono accumulati lo stesso? Sarebbe bello risvegliarsi miliardario nel 3.000 grazie agli interessi accumulati. Ma da come vanno le banche sembra più fantascientifica questa ipotesi di quelle raccontate in Frankestein Junior.

E voi sareste disposti a farvi ibernare il cervello? In che anno vorreste scongelarlo?

 

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