9 trucchi con cui anche tu, povero sfigato, puoi conquistarla in cucina

Alice Busi
31 Luglio 2017
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Se sei troppo povero per portarla al ristorante, cucinale tu una cenetta a lume di candela. Ah, sei anche un cane ai fornelli? Allora sei un caso umano. Ma noi faremo trombare addirittura te, sfigato.

  1. Affila i coltelli sul fondo di una tazza di ceramica.

Un coltello di qualità rimane affilato più a lungo, taglia meglio e, sul lungo periodo, ti fa risparmiare perché dura per sempre. Ma tu, che non ti puoi permettere una vacanza a Casal Borsetti, difficilmente ti potrai permettere un coltello decente.
Passa la lama del patetico coltello smussato, adatto tutt’al più ad affettare un budino, contro il fondo di una tazza sverniciata. Ed ecco che sarà perfettamente arrotato. (Prima o poi uno decente te lo dovrai comprare comunque, investi ‘sti 15 euro, così come prima o poi dovrai .)

  1. Usa il pollice per controllare che la carne sia cotta a puntino.

Tu con quel pollice cosa ci fai? Lo alzi per dire missione compiuta al tuo biciclaio dopo che ti ha gonfiato le gomme? Bé, non ci crederai ma ha anche un altro utilizzo. Greg Sherry, co-proprietario della Old Homestead Steakhouse, ti dice (senza guardarti in faccia perché gli fai schifo): unisci il pollice e l’indice e senti la consistenza della parte di muscolo sotto il pollice – questa è la stessa sensazione che provi quando tocchi la carne cotta al sangue (sappiamo che sei più abituato alla gelatina della Simmental). Ripeti poi la cosa unendo pollice e anulare – in questo caso sentirai la consistenza della carne a cottura media. Infine, unendo pollice e mignolo capirai come deve essere quando è ben cotta. Sempre che tu sia dotato di pollice opponibile.

  1. Non girare patatine e verdure se desideri una cottura uniforme.

E’ vero, non avevi una figa per casa da quando tua sorella è scappata con l’idraulico. Ma, per Dio,calmati. Non sfogare il tuo testosterone stantio ravanando con un cucchiaio di legno nella padella. Riscaldala, semplicemente,  prima di iniziare a cuocere. Così che la superficie sarà già calda e non dovrai rigirare le verdure mille volte manifestando la tua ansia e conseguente inattitudine all’accoppiamento. Cuoci per metà del tempo da un lato e per l’altra metà dall’altro. Per calcolare le due metà, appoggia vicino ai fornelli una clessidra. Se la ragazza è tonta, potrà avere un’illuminazione: non sei sfigato come un sorcio asmatico, sei solo bizzarro.

  1. Raffredda un bicchiere di vino con l’aiuto di un frutto ghiacciato.

Annacquare il proprio bicchiere di vino con cubetti di ghiaccio che si sciolgono non è di certo la fine del mondo, ma tutti lo fanno. Non ti basterà per trasformare la sua pietà in ammirazione. Se invece congeli dell’uva o dei frutti di bosco da mettere nel bicchiere per raffreddare il tuo drink, forse, se sarai fortunato, lei potrà addirittura pensare: “guarda te, chissà se nasconde altre sorprese. Magari non è neanche microdotato”.

  1. Griglia il pesce su un letto di fette di limone per evitare che si infili in mezzo alle grate.

Ricopri la griglia con delle fette di limone e mettici il pesce sopra. Così non cadrà nelle braci. Hai solo una vaga idea della scena patetica che interpreteresti in quel caso, vero? Tu che infili quella mano tremante tra i ferri roventi, afferri il pesce al prezzo di orribili sofferenze, il pesce ti cade, corri a sciacquarti, “nessun problema”, le assicuri forzando un sorriso mentre la tua carne sfrigola, e ci riprovi, ancora e ancora, finché non tiri fuori una triglia bruciacchiata, con ustioni di terzo grado fino al gomito. E lei ride, ride, ride. Ascoltaci, pirla, usa il limone, che conferirà anche un ottimo sapore al pesce. No, risparmiale battute a doppio senso, non sei credibile.

  1. Ridai vita allo Champagne sgasato con l’aiuto dell’uvetta.

Cinque anni fa avevi raggranellato sabadine degli zii, rivenduto le sorprese di Pasqua, fatto da cavia a esperimenti per allungare il pene con una fresatrice. E ti eri potuto permettere una bottiglia di Moet. Essendo tu un morto di figa l’hai aperta da solo davanti a un quiz di Jerry Scotti. Non hai mai avuto il coraggio di finirla. Sta lì, come un cimelio della tua gloria fugace. E’ sgasata. Un piscione. E’ possibile ridarle dignità aggiungendo due o tre acini di uvetta. Secondo il Country Living (non cercarlo su Google, le lettere scapperebbero fuori dallo schermo inorridite. Fidati e basta) gli zuccheri naturali della frutta essiccata sono agenti miracolosi.

  1. Pulisci e disinfetta la griglia con una cipolla.

Scalda la graticola, taglia a metà una cipolla e strofinala sulle piastre. Questo pulirà la tua griglia e conferirà un aroma saporito prima ancora di inziare a cucinare. E confonderà nell’aroma generale il tuo fiato proverbialmente nauseabondo.

  1. Spremi il limone con le pinze.

Non hai uno spremiagrumi? Che domande, scusa, per un attimo ci eravamo scordati con chi stiamo parlando. Ti risolveremo anche questa. Taglia a metà un limone e pianta estremità delle pinze dentro la parte morbida del limone. Sarà sufficiente ruotare il limone nelle pinze e tutto il succo uscirà. Avvertenza: nell’aspettarla, dopo avere inutilmente cercato di conferire al tuo risibile corpo un aspetto dignitoso, avrai preso a mangiucchiarti le unghie. Il limone brucerà. Deve far male. Così ti ricorderai che sei un cazzo di vigliacco. Ma in sua presenza non cacciare gridolini come tuo solito come “ih ih” uh uh”.

  1. Taglia gli alimenti morbidi con il filo interdentale.

Quella cosa che non sei mai riuscito a utilizzare perché tra i tuoi premolari sorgono catene montuose di tartaro giallognolo. Ma, te lo giuriamo, esiste, proprio come la vagina, fidati sulla parola. Quando vuoi tagliare una torta o un formaggio morbido, prendi del filo interdentale, circonda l’alimento da tagliare e fai un nodo. Se hai seguito i nostri consigli, sei pronto per deliziarla con cinque indimenticabili secondi di posa del missionario.

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