Biciclette contromano? Per mio suocero è tutta colpa dei neri

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13 Febbraio 2019
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Mio suocero è un razzista. Cioè, per me non lo è, ma se la gente lo sentisse parlare di certo lo definirebbe un razzista. Come mai? Perché sostiene una cosa: da quando sono arrivati gli immigrati le persone vanno contromano in bicicletta. Ora, mi rendo conto che sembri una bomba, ma ascoltate un po’ qua.

Lui dice che vent’anni fa non se lo sarebbe sognato nessuno di andare con le biciclette contromano, ma che da quando ci sono i ragazzi di colore che circolano impuniti, gli italiani li hanno presi d’esempio.

Io non ci credevo. Saranno mica e solo quelli di colore che vanno con le biciclette contromano, dai! Credevo fosse un suo pregiudizio. L’attribuivo al fatto che ha sett’anni, che è della generazione del boom, di Berlusconi, degli anni 80, o la generazione di quelli che si è sentito “invaso” (termine che non approvo, che trovo propagandistico).

Ma poi ho vissuto in città con lui e ho potuto assistere al fenomeno. Chiunque li può vedere. Eccoli. Sembrano zombie suicidi. Li vedi arrivare radenti al lato del guidatore con lo sguardo nel vuoto e l’andatura sbilenca a bordo di una bici. Solitamente parlano al cellulare.

Sterzi al volo per non fare un frontale, loro filano via tranquilli. Se gli suoni manco ti guardano. Otto su dieci sono ragazzi africani. I restanti due sono italiani e se ti azzardi a suonare il clacson minacciano di dartele.

Mio suocero una volta guidava e mi spiegava seraficamente come stavano le cose. Sei mai stato in India? O in Senegal? Sei mai stato a Nairobi o in Siria? Hai visto come guidano? è la latitudine. Son paesi caldi, dice in dialetto, la gente guida in ciabatte, senza casco, mezza gnuda, suda. Con tutto quel sole dai di matto ti viene da fare quello che ti pare, è la latitudine. Scommetti che a Bruxelles non succede? Nemmeno a Innsbruck o a Pola. Al nord sono più rigidi.

Naturalmente è una tesi di mio suocero, non è che lo va a dire alle Nazioni Unite, ma ecco forse ha delle basi che potrebbero essere confermate da qualche sociologo o antropologo coraggioso.

La città di cui ho parlato fino a ora è la Napoli della Toscana. La città del mare, di Tenco, Modigliani, di Mascagni, la Florida del Tirreno.

Livorno è l’unica città dove tutti, compreso mio suocero, acquistano sottobanco la testa di una cintura di sicurezza per inserirla nella fessura e poter guidare liberi dai lacci e dal beep fastidioso che ti ricorda quanto è importante la tua vita.

Le trovi dappertutto, anche da alcuni benzinai. Questo per farvi capire l’educazione civica. A Livorno sgarrare è un’abitudine. Parcheggi selvaggi, tutti senza casco, le bici sui marciapiedi, il surf sul motorino e il cane tra i piedi sulla pedana.

Come poteva non attecchire la comoda abitudine delle biciclette contromano? Il Tirreno fa continuamente paginate con foto di appostamenti, ormai sono alla luce del giorno non solo le biciclette contromano ma pure gli scooter contromano. Tutti lo sanno, ma nessuno fa niente.

Tutto sotto l’occhio dei vigili, che non ci sono mai e di solito arrivano solo dopo un incidente. Ora, a Livorno se lasci la macchina sulle strisce blu (che sono carissime, tipo 2 euro la prima ora) cinque minuti in più ti becchi la multa.

Anche se non c’è un cane in giro e scendi tranquillo a prendere le sigarette. Non li vedi ma ci sono, i vigili girano in borghese come gente del controspionaggio, invisibili. Torni alla macchina e trovi il foglietto bianco sul tergicristallo.

Non c’è Cristo che tenga, te la becchi e non te la le nessuno. Ecco spesso in quattro anni sono stato multato e ho pagato ogni volta, ma non ho mai visto un vigile urbano fermare un ciclista o un motociclista contromano, e multarlo. Credo che se glielo facessi notare rimarrebbero sbigottiti, imbambolati.

La verità è che anche loro tollerano questo fenomeno. Oppure hanno paura. I livornesi di sicuro li menerebbero e forse anche gli extracomunitari. Però cazzo così è un delirio.

Avevo scritto una lettera al Tirreno sul tema, non me l’hanno pubblicata perché era troppo lunga. Non credo ci siano di mezzo i poteri forti. Semplicemente non gliene frega niente a nessuno. Ho letto che secondo il nuovo codice della strada le biciclette contromano saranno consentite.

Si parla di strade con il limite di trenta all’ora, ma boh, mi sembra veramente una roba pericolosa.Tolto che un frontale fa male anche a trenta allora, chi va in bici contromano a 30, riterrà opportuno andarci anche a cinquanta. E li saranno cazzi. Il mio consiglio è: se venite a Livorno andate a piedi.

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