I pornografi, che ci fanno tanto divertire. Con l’industria in ginocchio, il futuro del porno è amatoriale

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16 Maggio 2020
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La pornografia così come la conosciamo oggi è un prodotto relativamente recente, questa pandemia ci ha costretti in casa a fare sexting col beneplacito delle autorità, e a sollazzarci con sex toy propriamente detti od oggetti trovati in casa. Insomma, il coronavirus ci ha insegnato che il porno non basta.

Non importa che su Internet ci sia così tanto porno che, neppure se campassimo da qui all’eternità, riusciremmo a vederlo, perché ne verrebbe prodotto altrettanto e messo online senza soluzione di continuità.

Durante questo lungo lockdown abbiamo dedicato molto più tempo alla fruizione di pornografia, non limitandoci più alle ore notturne, ma concedendoci dei piccanti diversivi anche di giorno, agli orari più disparati, lungo l’arco della settimana. Ce lo dice Pornhub, che è praticamente l’Istat del porno.

I dati di Pornhub durante il lockdown

Mentre l’industria pornografica è bloccata per ragioni sanitarie, i privati cittadini si sono dati alla pazza gioia. Onlyfans ha registrato un incremento di iscrizioni del 75% tra marzo e aprile, con oltre 30 milioni di utenti e circa 450 mila creatori di contenuti. Pornhub ha comunicato che, da quando è iniziato il lockdown, più di 150.000 persone hanno aderito al programma di modeling con un incremento degli upload di video che ha superato il 30% rispetto al periodo precedente. Non ho trovato i dati di cam4, il più popolare sito di live show in cam, ma non stenterei a credere che ci sia stato anche là un balzo in avanti nel numero di iscritti e di spettacolo.

Lo scorso 7 aprile Valentina Nappi ha dichiarato al “Covid Late Night” di Saverio Raimondo che avrebbe avuto ancora due mesi di materiale da diffondere, prodotto prima che scoppiasse la pandemia.

Il futuro del porno

Il comparto dello spettacolo sta subendo una delle stangate maggiori da questo isolamento e distanziamento sociale. Anche a blocco finito, non si sa se e come potrà riprendere la produzione di film e live performance. Nel porno il problema sanitario principale – forse l’unico – era quello delle ITS (Infezioni Trasmissibili Sessualmente) e in ogni caso gli unici a testarsi erano i performer. Adesso chiunque lavori in una produzione dovrà dimostrare di essere negativo al coronavirus.

Questo significa che bisognerà limitare il coinvolgimento di professionisti a vario titolo, cosa che nel porno è già avvenuta da tempo a causa della crisi economica e della globalizzazione, ma che adesso potrebbe subire una battuta d’arresto ancora più significativa.

Se il porno professionale rallenta o si ferma, la produzione amatoriale e ancora di più quella casalinga andrà a superarlo completamente.

 

Le categorie porno del futuro

Dimentichiamoci le orge, emblema hardcore degli assembramenti, ed entriamo nell’ottica che d’ora in poi potremo arraparci quasi esclusivamente con single che si masturbano e coppie che danno fondo alla propria fantasia. Le persone esibizioniste poliamorose che hanno la fortuna di vivere assieme, potranno farci ricordare con nostalgia di quando era ancora possibile scopare in più di due persone, ma dovremo abituarci a un porno più intimo, fatto di spazi domestici e inquadrature mosse, con la luce sparata a casaccio. Gonzo e POV(Point of View, nda) prenderanno il sopravvento, alla faccia delle gang bang. Saremo tutti datori di lavoro presso noi stessi e i nostri performer preferiti diventeremo noi.

 

Potremo rivoluzionare il mercato mettendo in scena corpi e pratiche diversi, facendoli uscire dalla nicchia, smettendo di trattarli come feticci. Si apre una nuova era di porno democratico, ma dovremo creare altre piattaforme dove gestire direttamente i nostri contenuti e avere il pieno controllo.

 

Un altro porno è possibile!

La maggior parte delle persone pensa che ci siano già siti dove chiunque può caricare qualunque cosa, ma questi fanno capo ad aziende che non fanno altro che replicare un sistema di sfruttamento attraverso i nostri desideri, appiattendoli, categorizzandoli, monetizzando sui nostri contenuti e permettendo che al proprio interno vengano perpetuati messaggi discriminatori e molesti attraverso comportamenti abusanti (pur credendo nel valore della messa in scena della violenza come gesto catartico, non apprezzo la retorica unilaterale con cui viene narrata su quei siti).

Questa è la nostra occasione: rivoluzionare il modello capitalista e poi neoliberista attraverso il porno. Dove non è arrivata la lotta di classe, arriva la libido, che non ha mestiere, solo desideri.

Mettiamo il nostro porno ovunque, pornifichiamo la rete, la Società, facciamo quello che non sono riusciti a fare i movimenti no-global: un altro porno è possibile!

 

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