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Gli italiani all’estero gridano «forza Azzurri» per vincere la nostalgia

17 Luglio 2021
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Gli italiani all’estero sono più uniti che mai.

L’inno di Mameli, cantato a squarciagola con la mano sul cuore, porta con sé un sentimento profondo di appartenenza e il mantenimento delle radici che viene condiviso con altri compatrioti all’estero e con gli affetti rimasti in Italia. Nello stesso periodo anche la morte di Raffaella Carrà ha ravvivato questo senso di condivisione che non è solo da Trieste in giù, ma aleggia dentro e fuori le frontiere italiane.

«Siamo felici per tutti gli italiani che vivono all’estero che erano in tanti qui stasera, e tutti gli italiani in Italia», ha dichiarato il Ct Roberto Mancini dopo la vittoria della finale di Euro2020.

L’identità degli italiani all’estero specchiata negli Azzurri

L’identità si attiene a una struttura della personalità che contiene i caratteri culturali più significativi di un popolo e che allo stesso tempo viene interiorizzata in termini intrapsichici. Anche se si è completamente integrati nel paese che ci ospita, nell'”essere tifosi” si resta profondamente e irrimediabilmente italiani. Questa condivisione culturale e sportiva ha reso tutti cronisti e commentatori esperti, anche i meno interessati al calcio si sono uniti nel tifo.

I gruppi Facebook degli italiani all’estero, anche quelli silenti da tempo, si sono risvegliati e hanno creato delle chat per commentare la partita, alcuni addirittura hanno aperto a tutti le porte delle loro case per assistere insieme all’evento. Gli italiani all’estero come loro sono diventati per un momento la loro famiglia. I ristoranti hanno riaperto e organizzato festeggiamenti con sconosciuti che si sono scritti per incontrarsi, uguali per una sera, uniti nell’italianità.

Identità calcistica: un modo per superare la nostalgia

Tanti erano alla ricerca di magliette e bandiere per tappezzare d’Italia ogni luogo del mondo, nell’attesa di tornare in quella vera di Italia. Alcuni non potranno tornare a breve e l’identità calcistica è anche un modo per superare la nostalgia.

La partita ha avuto subito un’atmosfera di festa, un tripudio di suoni e di colori, di effetti speciali, come l’inizio di un concerto. Allo stadio di Wembley l’alternanza dei cori e delle grida delle parti avverse, nonostante gli italiani fossero in notevole minoranza numerica (ma si sono fatti sentire eccome!): si è mossa come una danza durante tutto il corso della partita.

Il tifo non ha distinzioni generazionali

È stato uno spettacolo senza distinzioni generazionali, di genere e di cittadinanza, perché gli italiani all’estero non sono solo gli esperti in finanza della City o i manager di Dubai, ma anche operai, camerieri, cuochi, ristoratori in ogni parte del globo, gli italiani sono veramente ovunque nel mondo, testimoni i gruppi Facebook di italiani in ogni nazione.

Non è mai stata così sentita un’occasione di festeggiamento, come tanti capodanni, anzi il compleanno degli italiani più importante degli ultimi anni. Dopo il periodo di totale assenza di vitalità se non quella dei parametri misurati dal saturimetro, quando la vita era solo l’opposto della morte e non lasciava certo spazio alla gioia, ora il tifo ne è l’apoteosi, urla, abbracci, leggerezza.

La vittoria della Nazionale non è come una metafora

Si gioisce per la vita riconquistata, per gli affetti che sembrano di nuovo vicini, anche se in molti casi non lo sono e alcuni sono stati perduti. Pianti, commozione, una manciata di minuti ci si dimentica tutto, il lockdown, la variante delta, è solo un momento di gioia pura. Ci si scrive su Whatsapp con quelli che sono lontani per condividere questa rinascita.

E a dispetto del marketing delle emozioni che solitamente ci circonda, tutti hanno visto la tenera esultanza di Mattarella e l’abbraccio commosso di Vialli e di Mancini come espressioni di grande autenticità.

Fuochi di artificio esplodono su Wembley, forse è solo un’illusione e non sarà l’inizio della fine di un periodo disastroso, come speriamo, ma tutti noi abbiamo bisogno di crederlo, anche solo per un attimo.


Irene Muller è una professionista che insieme alla collega Clara Giannarelli, grazie alla loro ventennale esperienza in consulenza psicologica e psicoterapia, hanno dato vita a Psicoterapeute all’estero, un servizio di supporto online (www.psicoterapeuteallestero.com), pensato proprio per tutti gli Expat italiani residenti all’estero o che si trovano spesso a viaggiare o a risiedere all’estero per lunghi periodi, per motivi di lavoro o di studio.

Foto in copertina: Flickr

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