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Le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono le più sventurate della storia

17 Luglio 2021
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Rinviati di un anno, destinati a svolgersi a porte chiuse, osteggiati dai giapponesi senza se e senza ma. Non c’è pace per i Giochi Olimpici di Tokio 2020.

Tutto sta congiurando contro la 32esima edizione delle Olimpiadi, in programma in Giappone da venerdì 23 luglio a domenica 8 agosto. Il covid-19 ha costretto a rinviarle di un anno, nella speranza che nel frattempo la pandemia diventasse soltanto un orribile ricordo. Come ben sappiamo non è andata così, basti pensare ai recenti Europei di calcio, svoltisi con spezzo del pericolo con stadi aperti al pubblico con mille e più cautele, per tacere di tutti i festival musicali estivi saltati anche questa estate.

Gli atleti delle Olimpiadi si daranno le medaglie da soli

Gli assembramenti sono ancora un’ipotesi, così in Giappone hanno deciso di non correre rischi: tutte le competizioni si svolgeranno a porte chiuse, i premiati sul podio si daranno le medaglie da soli e in pratica sarà inibita ogni attività che non siano allenamenti e gare. Della serie: non ci si poteva permettere di cancellare queste Olimpiadi, le si facciano senza alcun tipo di complicazione, anche e soprattutto perché in Giappone si è clamorosamente indietro nella campagna vaccinale, un paradosso per una nazione dove un ritardo di qualche centesimo di secondo di un treno o della metropolitana è quasi capace di provocare crisi di governo e drammi esistenziali dalle estreme conseguenze.

I Giochi Olimpici bloccati dalle guerre

Del resto la storia delle Olimpiadi moderne è stata spesso caratterizzata da gravissimi ostacoli e impedimenti nel suo percorso, ben oltre le cause di forza maggiore: nel 1916, nel 1940 e 1944 non si svolsero per la concomitanza con le due guerre mondiali, così come nelle edizioni del 1976, del 1980 e del 1984 subirono tre boicottaggi: iniziarono i paesi africani per protestare contro l’apartheid, poi toccò agli Stati Uniti e a buona parte del blocco occidentale dare forfait all’edizione di Mosca a causa dell’invasione sovietica in Afghanistan, quattro anni dopo i paesi comunisti restituirono il favore ai Giochi di Los Angeles.

Se negli anni il fascino olimpico è rimasto intatto, di sicuro qualche ruga sul volto di Olimpia è apparsa in maniera inevitabile: per molti sport e per tantissimi tifosi non è più l’appuntamento più importante in calendario. Si pensi al basket con la NBA, al calcio con la Champions League, al tennis con le prove del Grande Slam, così come le discipline olimpiche per eccellenza – atletica e nuoto – si sono dotate da tempo di competizioni mondiali autonome. Troppo di tutto.

Il fuso orario delle Olimpiadi in Giappone

Quest’anno tutto congiura contro le Olimpiadi, soprattutto per chi vive in Europa. In Giappone il fuso orario è sette ore avanti, quindi gran parte delle manifestazioni si svolgeranno di notte o di mattina: la finale del torneo di basket, ad esempio, sarà alle 4 e mezza, non di pomeriggio.

Come se non bastasse, il sempre più sistematico frazionamento dei diritti televisivi imporrà l’ennesima gimkana tra le varie piattaforme. La Rai dedicherà di fatto l’intera Rai2 e Radio1 alle Olimpiadi, una programmazione che punterà su dirette e approfondimenti, mentre chi vorrà una copertura davvero completa dovrà essere abbonato a Discovery+ o ad Eurosport Player.

 

Dove vedere le Olimpiadi di Tokyo 2021 in tv o online

Da lunedì 19 luglio Discovery lancerà un’offerta promozionale proprio in concomitanza con Olimpiadi: un abbonamento annuale, al prezzo di 29,99 euro complessivi per vedere 3.000 ore di live dei Giochi e sino a 30 canali in contemporanea, con le varie modalità on demand annesse.

Una scelta quasi inevitabile per chi voglia davvero gustarsi i Giochi, anche perché la Rai non ha acquisito i diritti per il web (quindi niente Olimpiadi su RaiPlay) così come Sky avrà esclusivamente collegamenti e finestre informative su Sky Sport24; i suoi due canali Eurosport non trasmetteranno i Giochi, cosa che invece gli stessi due canali faranno su Dazn; ci sono infine opzioni disponibili per chi si abbona a Tim Vision o possiede il servizio di Amazon Prime. Non andiamo oltre, perché capire come orientarsi è davvero vicenda complessa.

 

Per il Giappone sarà una perdita?

Come già scritto in un precedente articolo, con i diritti di trasmissione delle manifestazioni sportive si punta a costringere gli appassionati a sottoscrivere più abbonamenti possibili. Se poi tutto questo si rivelerà un modello di business vincente, è ancora tutto da dimostrare. Basta non chiedere che cosa ne pensino i giapponesi, che delle Olimpiadi avrebbero fatto a meno molto volentieri, anche perché forse il disastro economico-finanziario sarebbe stato meno grave cancellandole: lo si capirà soltanto tra qualche mese. Sempre meglio che chiederlo ai Greci: l’edizione del 2004 segnò l’inizio del loro default.

 

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