Il millennial spaesato: come provarci con una ragazza…negli anni ’90 vs oggi

7 gennaio 2018
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Se ti trovi a pensare che la generazione Zeta stia raccogliendo più patate che il vecchio della Valle degli Orti, mentre tu negli anni ’90 hai faticato ogni volta per capire come provarci con una ragazza e hai sudato da bestia anche solo per rimediare un bacio con mezza lingua…leggi questa storia.

Qualche tempo fa ho avuto la spiacevole fortuna di accompagnare mio fratello non ancora maggiorenne e dei suoi amici sprovvisti di auto in una birreria.
Il tragitto è stato traumatico.
I quattro marmocchietti mi hanno distrutto moralmente, mi hanno fatto pesare i vent’anni di differenza in tutto e per tutto.
Sicuramente averli accompagnati alle nove di sera in pigiama non è stata un’ottima idea, ma sorvoliamo.
Il colpo di grazia è stato l’argomento sesso, quando abbiamo parlato di come provarci con una donna.
Mi hanno scaraventato addosso una moltitudine di conquiste, tutte documentate da chat e foto profilo, bionde, more, basse, alte, di tutte le etnie, non vedevo così tanti volti da quando facevo la raccolta di figurine Panini dei calciatori.
La mia curiosità ebbe il sopravvento e l’ennesima dimostrazione di essere rimasto ai gloriosi anni novanta fu la mia rovina.
Dalla mia bocca uscirono queste parole: “Ma dove le trovate tutte queste ragazze? A scuola o al birrificio?”.
Nemmeno il Drive In di Beruschi, Vastano e D’Angelo scatenava così tanta ilarità.
“Come provarci con una ragazza? Ma dove vivi, Theo? Noi usiamo Facebook, Tinder, Lovoo, Happn, Instagram, noi chattiamo, organizziamo e colpiamo…tac!!!”
Dalla mia bocca uscirono fievolmente le parole chattiamo, organizziamo e colpiamo, per almeno tre volte, forse quattro.
Mi sentivo come in quella fottutissima scena di Matrix, dove sparano i proiettili e gli attori fanno il limbo a rallenty, ecco al posto dei proiettili volavano quelle parole.
Oh my God! Scusate un attimo, fermate tutto, devo riflettere un secondo.
Questi quattro stronzetti con queste tre parole raccolgono più patate che il vecchio della Valle degli Orti e io alla loro età ho fatto più fatica del buon Geppetto con Pinocchio?!?!!?
Ma perché? Mi chiedo perché?
Per tutti i ventenni che stanno leggendo e non capiscono, e anche voi stronze trentenni senza cuore, vi spiego cosa abbiamo dovuto passare noi nati negli anni ottanta.

Quando ero sbarbato e non sapevo come provarci con una ragazza, mi recavo furtivamente ad una cabina telefonica, mi guardavo intorno, inserivo qualche moneta, mi riguardavo intorno e con l’ansia di un condannato a morte sulla sedia elettrica componevo il numero.
Ogni volta che il dito colpiva un tasto, l’ansia e l’inquietudine mi assalivano. Aaaaahhhhh, nemmeno lo specchio di Profondo Rosso riusciva a creare quella frequenza cardiaca.
Parlo a voi giovani amici trentenni e quarantenni, chi non ha tremato premendo quei numeri, sperando che dall’altra parte della cornetta non rispondesse qualche padre possessivo e geloso della propria bambina, spiegate cosa abbiamo dovuto passare.
Penso di aver guadagnato un posto all’Inferno per tutte le cazzate che ho sparato a quei genitori, nonni, zii che hanno risposto al telefono, alcune addirittura rubate alle serie tv come Beverly Hills 90210.

“Buongiorno, sono Matteo compagno di scuola di Francesca, malauguratamente ho avuto la malaria e vorrei chiedere gli appunti della lezione di oggi su Dante”.

“Buon pomeriggio, sono Matteo compagno di classe di Federica, è deragliata la metropolitana e mio malgrado ho perso la lezione di latino”.

Bla Bla Bla, penso di aver fatto deragliare sette metropolitane, preso parte a cinque sommosse cittadine, per non parlare delle malattie prese, potevo far concorrenza al buon Luciano Onder di Medicina 33.

A questo punto il gioco era fatto? Eh eh, NO!
Ora arrivava la parte più difficile, guadagnata la fiducia dei familiari, dopo aver superato interrogatori in salotti bui sotto gli occhi sanguinari dei papà, ora toccava alle figlie. Questo era il momento di mettere in campo la tua strategia su come provarci con una ragazza. E tutto questo per…
Per una bacio con una puntina di lingua, non mezza, giusto un pizzico.
I pegni da pagare erano: ginocchia sui ceci, sei visioni di Titanic e Romeo and Juliet con quel bel biondino di Di Caprio – argh maledetto Di Caprio! – accompagnare mamma e nonna a fare la spesa il sabato pomeriggio e combattere con l’orda delle Due Torri, ecco dopo aver superato le fatiche di Ercole, ricevevi quel bacio umidiccio che ti faceva sentire un cazzutissimo Darth Vader.
Dimenticavo, per noi maschietti il Natale ogni tanto arrivava più volte l’anno quando si giocava al gioco della bottiglia o a obbligo o verità, in questi casi non ti toccava accompagnare nonnine rimbambite che dovevi recuperare nelle corsie dell’Esselunga tramite microfono alle casse, “la signora Santina è attesa alla cassa 8”, qui i baci volavano che era una meraviglia, ti beccavi qualche cesso ambulante, ma tutto faceva curriculum.
Capite perché quel viaggio in auto è stato un trauma.

Continuo a chiedermi perché noi cresciuti a pane, burro e Goonies dobbiamo sempre soffrire e sudare per ottenere qualcosa.

Per diversi giorni quelle parole mi hanno dato il tormento.
Ho cercato conforto dai miei saggi amici settantenni della sala biliardo. “Come provarci con una ragazza?” ho chiesto anche a loro.
Grandissimo errore, grandissimo.
Partendo dal fatto che per spiegare alle cariatidi che cosa fossero le “app” è stata una tragedia, spiegare loro che oggi si tromba, passatemi il termine, tramite uno smartphone ancora peggio.
Ho estrapolato per voi alcune riflessioni dei miei rugosi amici:
“Ma va a cagher ti e il tinder” (milanese doc)
“Ai miei tempi le caricavi in macchina e le portavi in camporella, altro che il facebook “
“Le donne bisogna guardarle negli occhi e toccargli le tette, mica farsi le pippe di fronte ai monitor”
A chiudere non poteva mancare il siculo “Ma che minchia è stu tinder?”
Massacrato dai giovani e distrutto dai vecchietti, ho avuto la forza di rialzarmi.
Non poteva finire cosi.
Mi sono vendicato e ho portato gli sbarbati al biliardo. Che è successo?

Questo non lo so, ma spero che i vecchietti possano vivere una seconda gioventù con Pornhub e Youporn, che non sono altro che cataloghi Postalmarket animati, e che le nuove leve oltre ad aver imparato a giocare a biliardo, abbiamo anche imparato a corteggiare le giovani ragazze con fiori e serenate. Non trovo giusto che anche loro non possano provare quella magia che tutti noi abbiamo provato.

Per la cronaca il prossimo luglio mi sposo, la mia dolce e splendida metà l’ho conosciuta su Tinder.

 

E, dopo aver letto Come provarci con una ragazza, LEGGI ANCHE: La generazione fredda. Essere single e millennial: moda o tragedia?

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