Le offese sui social seguono semplicemente la filosofia di Schopenhauer

Consuelo Crespi
4 Agosto 2019
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Mi sono rimessa a studiare filosofia, perché mi sono accorta che al liceo non avevo capito un’emerita ceppa di niente. Da subito mi sono imbattuta in Schopenhauer: interessante, direi allegro come me lo ricordavo. Ma a parte i suoi discorsi sui pendoli e sulla volontà di vivere, un pezzo dei suoi ragionamenti sull’etica mi ha particolarmente scioccata. Diceva esattamente così:

“Quando ci si accorge che l’avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall’oggetto della contesa al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona.”

Le offese sui social

“Ma che è una presa in giro?” ho pensato sul momento, poi non ho potuto fare a meno di ragionare sul mondo di oggi e alle offese sui social. E su quanto siamo costantemente a contatto con gli insulti, indirettamente e spesso anche direttamente. E’ indiscutibile che ora sia più facile, che in qualsiasi altro momento storico, essere offesi e derisi, soprattutto grazie ai Social Network che alimentano l’inciviltà generale nei dibattiti.

Ma non sarà che tutti questi haters da tastiera si sono letti Schopenhauer a nostra insaputa? Forse li abbiamo discriminati e sono in realtà dei filosofi, con la squisita caratteristica di contraddire qualsiasi idea la gente si faccia, per arrivare alla conoscenza del tutto. O forse Schopenhauer e queste persone sono solo dei grandi bastardi.

Insultare sui social

Gli interrogativi sono molti e se li sono posti anche i grandi colossi dei social che stanno cercando di pulire la sporcizia creata dai loro utenti, attraverso nuovi sistemi di censura. Ma, riflettendoci, vi piacerebbe vivere in una società in cui tutti si dicono cose positive, mandandosi cuoricini?

Certo, insultare è reato. Però non esiste un mondo dei sogni e purtroppo la gente ha dei difetti, negarlo risulterebbe ancora più offensivo. L’insulto è un aspetto caratteristico dell’essere umano, già dai tempi del nostro amato Schopenhauer, quindi censurarli è inutile, basta semplicemente sapere come sdrammatizzarli o come usarli nel modo più efficace possibile.

Secondo il nostro filosofo insultarsi è importante, al contrario, l’educazione e la razionalità sono qualcosa di in-autentico, sono maschere che falsificano la nostra vera personalità (pensate a quanti insulti girano nella vostra testa, che non osate dire) . L’insulto permette di capire chi siamo veramente, cosa conta nella nostra vita e cosa ci è indifferente… in pratica il modo in cui insultiamo definisce il nostro essere più profondo. Ed è nella dimensione emotiva e irrazionale dell’insulto che possiamo trovare la nostra dimensione. In pratica quelli che abbiamo sempre ritenuto “le vittime” sono dei grandissimi tontoloni, e gli haters, in realtà, stanno cercando di elevarsi ad un grado superiore della loro autocoscienza, con l’insulto random.

Quindi se siamo di fronte al nostro avversario in netta ragione sull’argomento, siamo liberi di insultarlo… se qualcuno ci critica possiamo fare i fighi dicendo: “lo ha detto Schopenhauer ”.

L’arte di insultare

A questo punto diventa importante capire come insultare per vincere su un argomento e ricevere gli applausi o i like del nostro pubblico.

Molti pensano che l’insulto migliore sia quello ironico, intellettualmente elevato, ma si sbagliano in quanto risulta incomprensibile per la fetta di pubblico più rozzo e meno colto. Non bisogna nemmeno comportarsi come degli strunzi, non stanno simpatici a nessuno. La vittoria si basa sull’ingegno che solo i veri bastaardi possiedono. La differenza tra i due sta nell’innegabile fascino che caratterizza il bastardo e che manca allo strunzo. Parlandoci chiaro, ognuno sogna inconsciamente di essere un vero cattivo e non un viscido infame.

Il giudizio del nostro pubblico stabilirà se il nostro insulto si merita il premio di bastaardata – parola di repulsione e allo stesso tempo attrazione. O quello di strunzata, in cui la fama scompare lasciando spazio soltanto al disgusto e svelando, come dice Schopenhauer, tutta la sgradevolezza del tuo essere.
Se invece insulti con astuzia, destrezza, carisma, soprattutto coraggio come fanno i veri bastardi…ti eleverai alla massima realizzazione delle potenzialità umane.

 

Spero, dunque, che l’articolo spinga coloro che rifiutano l’insulto a destreggiarsi in questa arte filosofica. Avvicinatevi al fenomeno con occhi nuovi, senza paura o pregiudizio ideologico. Dovete finalmente capire che il mondo si divide in stron*i e bas*ardi, bisogna solo scegliere con quale aggressività digitare sul proprio smartphone.

 

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