Come fermare il tempo, libro di Matt Hagg, ci insegna che l’immortalità è mortalmente noiosa

13 novembre 2018
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Avete mai desiderato di essere immortali? Sebbene una vasta letteratura millennial esalti le vite di vampiri (pensate a Twilight), alchimisti che amano la pietra filosofale come Nicholas Flamel nei libri di Harry Potter e altre creature soprannaturali, è uscito un libro che potrebbe farvi cambiare prospettiva sulla limitatezza delle vostre vite: Come fermare il tempo di Matt Hagg. Ecco la nostra recensione.

 

Come fermare il tempo (edizioni e/o), il nuovo romanzo di Matt Hagg, propone infatti un punto di vista differente sul tema.

Il protagonista è un essere la cui vita scorre senza che il suo corpo invecchi visibilmente per decenni. Favoloso, direte voi! Vuoi mettere fare le ore piccole per sempre senza avere neanche una borsa sotto gli occhi?!

Purtroppo però Tom, il protagonista, non sarebbe d’accordo con voi, ed ecco perché:

Tom è nato in Francia nel Sedicesimo secolo e poi si è trasferito nel Suffolk. Lì la gente è molto superstiziosa e propensa ai roghi. Avendo notato che il ragazzo non cresce quanto dovrebbe, i concittadini di Tom pensano bene di sottoporre sua madre a un’ordalia, ovvero a una prova che dica se è una strega. La povera donna così muore e Tom deve fuggire via. Altro che festini con Satana…

1. Durante il regno di Elisabetta I, il nostro Tom si innamora di una ragazza, Rose, ma il fatto che lui dimostri sempre circa diciassette anni fa sì che debba fuggire nuovamente e dimenticare l’amore della sua vita e la figlia che hanno avuto insieme. Addio vita felice.

2. Nel Duemila, Tom, sotto falso nome, torna in Gran Bretagna e diventa insegnate di storia in un liceo. In pratica rievoca il passato facendo finta di non averlo vissuto in prima persona. Diciamo che, dopo secoli di vita, ci saremmo aspettati qualcosa di più glamour ma… forse Tom ha le sue ragioni per cercare una vita “normale”.

 

Come dicevamo all’inizio, Come fermare il tempo non è un’esaltazione dell’immortalità, anzi. Ci insegna invece tre cose fondamentali, che finora non avevamo voluto cogliere nelle vite di vampiri e affini:

 

1. se sei quasi immortale finirai per annoiarti a morte e potresti iniziare a non capire più cos’è bene e cosa male, quindi occhio!!!

2. se vivi per più di quattrocento anni l’insonnia e il mal di testa (troppi ricordi) saranno i tuoi migliori amici. Forse è meglio una vita breve ma intensa e senza paracetamolo?

3. una vita lunghissima può darti la possibilità di fare molte cose. Siamo sicuri però che alla fine l’importante sia fare tanto? Forse l’importante è fare poche cose ma con le persone che amiamo.

 

Se siete stati sedotti dall’idea dell’immortalità allora vi consiglio di leggere questo romanzo, chissà… magari rivaluterete la prolissa esistenza di un normale essere umano, con tanto di occhiaie, giornatacce e feste a sorpresa per il compleanno.

 

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