Sparare alla luna testo: Salmo e Coez feat. cartello della droga messicano

23 novembre 2018
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Cosa sta combinando Salmo aka signorino Lebonwski? Veramente di tutto pur di rendere estremo il suo ultimo album. Capiamo un po’ insieme da quale guazzabuglio di stupefacenti latinoamericani salta fuori Sparare alla luna testo.

 

 

Per promuovere il disco Playlist, per esempio, ha aperto un canale personale su PurnHub, contenente un video in cui una Milf scopre il figlio mentre si trastulla con le canzoni di Salmo.

Ma le sue genialate non sono finite qui: per presentare il singolo Sparare alla Luna ha preso un volo diretto Guadalajara, insieme al suo amichetto Coez, e ha girato un video clip con il temuto cartello della droga messicano. E’ tornato sano e salvo perché, per sua fortuna, i temuti boss erano solo gli attori della nuova serie Netflix, Narcos Messico.

Il video è appena uscito, e lo si può trovare tra i contenuti della serie tv Narcos: c’è da specificare che Salmo è il primo artista italiano che esce su una piattaforma internazionale, dunque un traguardo importantissimo.
Per capire Sparare alla luna testo bisogna metterlo in relazione con il videoclip girato tra le strade della città Messicana di Guadalajara e sul set di Narcos in cui Salmo recita come attore, nei panni di un personaggio della serie. Con scarpe pitonate, una sigaretta in bocca e la faccia ricoperta di cicatrici, si muove tra una merce smistata e una sparatoria. Pablo Escobar sarebbe fiero di lui… forse meno del Coez che, con degli occhialetti da nerd universitario, sembra un pischello capitato per caso tra i boss del cartello. In ogni caso il video clip assomiglia a un trailer cinematografico e la storia che ci racconta Salmo non ha nulla da invidiare ad una delle puntate più avvincenti della serie. Vediamola assieme.

 

Sparare alla luna testo:

 

Ho una appunta’ per le nove in punto, sarò il tipo sulla punto senza l’antifurto”.

Siamo nel 1980, in Messico, periodo di tensioni che ha portato alla nascita del nuovo cartello della droga di Guadalajara, con il boss Miguel Gallardo. Il loro business aveva come principale obiettivo l’introduzione di eroina e marijuana negli Stati Uniti, furono il primo gruppo criminale messicano a collaborare con i cartelli colombiani. Ed è in questo clima storico che vediamo il nostro Salmo smerciare droga per conto del cartello “Mi restano 24 ore e una 24 ore”.

Per quanto oggi i boss narcotrafficanti siano considerati fichi, per via appunto della trasposizione mediatica dovuta a film e serie tv, il concetto che vuole mostrare Salmo è un pochino diverso e il sentimento principale che si percepisce nel videoclip e all’interno di Sparare alla luna testo è la paura.

Paura per essersi catapultati in un giro losco, quello della morte e delle grosse quantità di denaro, dove ogni minimo errore viene pagato con la vita stessa “ Vogliono la mia carne cruda, ho l’anima che suda sotto la mia giacca, vogliono prendere la luna riflessa nell’acqua”. Un mondo in cui i cartelli non si accontentano del massimo, ma vogliono ancora di più, la luna riflessa nell’acqua. Il denaro diventa la droga più potente, non esiste un rimedio per disintossicarsi, e alla fine l’arricchimento passa in secondo piano rispetto al potere. Ricordiamo tutti le scene di Narcos in cui Pablo Escobar non sa dove mettere i suoi soldi e li seppellisce o li infila all’interno dei suoi divani e i materassi lasciandoli marcire e accumulandoli fino all’esagerazione.

Salmo è quell’uomo che vive tutto questo, un circolo vizioso senza via d’uscita: “Non servirà sparare alla luna per dormire sta notte”. I problemi, in un cartello, vengono risolti eliminando fisicamente il problema, non esiste un’altra via, ma quando il problema diventa la tua vita stessa all’interno di un’organizzazione criminale, quando cerchi di scappare, redimerti e rifarti una vita le cose si complicano, non esiste una soluzione: o fai fuori tutti, spari alla luna, o puoi considerati già morto. Ancora una volta ritorna la paura.

Nella seconda strofa di Sparare alla luna testo le cose si complicano ancora di più: scopriamo che Salmo non è soltanto un membro del cartello ma “In questo gioco sporco sono il verme per l’esca, ho il pacco con il fiocco non mi serve la festa”. L’uomo incappucciato nella macchina, pronto all’esecuzione che vediamo in vari stacchi del videoclip è ancora una volta il nostro Salmo. Il suo ruolo all’interno del cartello era quello di fungere da esca, una spia per conto della DEA, la polizia antidroga statunitense: “Uomo a terra come in trincea, come in moschea, sono io l’infiltrato, il boss della DEA”.

 

SPOILER!!!

Nel videoclip, uscito su Netflix, la storia continua, Salmo viene catturato e consegnato a Miguel Gallardo, ovviamente non prenderanno tè e biscotti assieme ma verrà accolto come un vero ospite del cartello: con quattro colpi di pistola alla testa.

 

Considerazione finale velocissima su Sparare alla luna testo: Dopo essermi fumata le nottate guardando Narcos – ho già finito Narcos 4 che è uscito tipo ieri – dopo aver guardato Gomorra la serie, ho pensato che tutto ciò fosse fighissimo, soprattuto io che amo le figate d’azione e la gente con la testa spappolata sui marciapiedi. Tutto ciò però mi fa dimenticare che queste cose sono la realtà e non un semplice film d’azione come può esserlo Terminator. Quindi mi domando quanto possa essere giusto continuare a commercializzare certe storie di morte, che come protagonisti hanno veri uomini e non attori bellocci. L’unico effetto è quello di renderci meno sensibili alle realtà che ci circondano.

Ammettiamolo, nessuno, guardando Narcos, ha pensato che Pablo Escobar fosse un grande figlio di buona donna, ma al contrario, un fottutissimo genio e la gente piangeva per la sua morte cinematografica.

 

Solo il il povero Coez, nonostante abbia cercato di rendersi più fico con una pistola in mano e la faccia cattiva mentre spara a casaccio, è riuscito a creare l’effetto opposto, ovvero pietà. Risparmiaci questa sceneggiata e torna a: “bella che non ti va di ballare”, per favore.

 

 

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