La 1 giornata serie A 2018 non è solo calcio: è una promessa di rinascita che ci consola dalla fine dell’estate

17 agosto 2018
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Anche con la fine dell’estate la vita continua. Riprendono i riti sempre uguali, le consolazioni dell’autunno, le abitudini che danno un ritmo da samba all’altrimenti triste routine invernale. La 1 giornata serie a 2018 è una promessa: tutto rinasce.

 

Diamo uno sguardo al calendario serie a 2018. D’accordo, subito alla prima giornata ci sarà l’esordio in campionato di Cristiano Ronaldo con la maglia della Juventus, in quello stesso stadio di Verona, il Bentegodi, che aveva visto esordire in seria A, nel 1984, Diego Armando Maradona. D’accordo, il Milan, dopo il freddo addio di Leonardo Bonucci, avrà un nuovo capitano: Alessio Romagnoli. Per la prima volta all’Olimpico ci saranno le così dette “tribune lancia cori”, pedane da dove i capi ultras potranno dirigere l’orchestra ululante dei tifosi. La Roma schiererà di nuovo in campo il giocatore ancora in attività con il maggior numero di presenze in serie a di tutti i tempi, Daniele De Rossi, e l’Inter il suo Mauro Icardi, che l’anno scorso ha messo a segno il 43,9% dei gol complessivi dei nerazzurri.

Ma l’inizio del calcio serie a 2018/19 è ben più importante per ragioni psicologiche. Non è solo questione di quel panem et circenses, che distrae e intrattiene le folle dai tempi dei gladiatori sbranati dai leoni. La 1 giornata serie a 2018 ha soprattutto a che fare con promesse e consolazioni. Dopo l’orgasmo di sole e vacanze e allegria e bellezza dell’estate, il rischio è quello di vedere l’autunno e l’inverno come una landa desolata, sterminata, costellata da da impegni noiosi e opprimenti, di cui si stenta a vedere la fine.

Per quanto possano apparire superficiali, i rituali delle presentazioni dei nuovi giocatori, dei pronostici, delle attese, delle trascurabili speranze e delle piccole paure, dei cervellotici cambi di regolamento, ci dicono che il mondo rinasce sempre, anno dopo anno, stagione dopo stagione. E’ l’antica saggezza contadina adeguata alla società mediatica. Vedere i giocatori che sollevano e poi indossano maglie con nuovi colori, rispetto al campionato precedente, ci fa lo stesso effetto dei primi fiori che spuntano in marzo. Nulla è perduto, in fondo, nulla è finito per sempre.

La 1 giornata serie a 2018 ricorda ai millennial che potranno di nuovo mangiare un hamburger sul divano con gli occhi fissi sullo schermo e sbarrati fino al 90esimo, cercando la birra a tentoni sul tavolino. Che potranno prendersi un bel raffreddore novembrino allo stadio e se la tua squadra vince chi se ne frega del raffreddore (almeno fino al lunedì mattina). Che potranno di nuovo mandare messaggi whatsapp ai propri amici, tifosi di altre squadre, sfottendoli per una sconfitta, ipotecando così un simmetrico sfottò quando sarà la loro squadra a perdere. Che potranno di nuovo, per l’ennesima volta, tentare di spiegare la regola del fuorigioco alla propria ragazza. Che potranno tirare a campare, e gioire e disperarsi, insomma che potranno giocare all’inutile e magnifico gioco della vita che pulsa anche nel ventre gelato dell’inverno, fino alla prossima estate.

 

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