A lezione di hangover dai brand ambassador Diageo: come preparare il Bloody Mary cocktail

18 maggio 2018
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In occasione di Taste of Milano siamo stati a lezione di cocktail con i brand ambassador Diageo. Puntata n.1: a lezione di Bloody Mary

 

Lo ami o lo odi. Che tradotto al bancone vuol dire che lo ordini sempre o non lo hai mai ordinato in vita tua. La lezione, tenuta da Andrea Gasparri, Brand Ambassador Reserve Diageo, inizia con una raccomandazione, banale per molti, ma non per tutti. Il Bloody Mary cocktail è un aperitivo, mai ordinarlo dopo cena. Ma il Bloody Mary cocktail è anche uno dei migliori drink morning glory da bere la mattina, anche in hangover, perché è energetico. Il cervello annebbiato ringrazia, il fegato un po’ meno.

 

Le nozioni sono la parte più difficile, quindi si comincia da qui. La mano la si prende piano piano, provando e riprovando.

 

Si parte con il nome che secondo la teoria più accreditata viene da Maria la Sanguinaria. Come non pensare al sangue di tutti i protestanti uccisi in nome del Cattolicesimo per mano della regina figlia di Enrico VIII? Truce come versione, ma d’effetto. Rimaniamo tutti colpiti.

 

E chi l’ha inventato? La storia è piuttosto complicata. La versione più nota dice che sia stato inventato negli anni Venti, quando a Parigi arrivarono le prime bottiglie di vodka dalla Russia e il succo di pomodoro dall’America. Il barman Fernand Petiot dell’Harry’s New York Bar (che non c’entra niente con l’Harry’s di Venezia) provò a mescolare i due ingredienti… e voilà. O quasi voilà perché mancava il condimento. Una volta trasferitosi negli Stati Uniti, alla King Cole Room del St. Regis Hotel di New York perfezionò il cocktail con il tabasco e la salsa Worcester.

 

Il gambo di sedano invece venne introdotto nel 1960, dopo che un ospite di una festa nella Pump Room, dell’Ambassador East Hotel di Chicago, lo usò per mescolarlo. Ora il Bloody Mary è perfetto.

 

Ora che Andrea Gasparri ci ha raccontato tutto sul Bloody Mary – ricordando anche alle sgallettate come me tra il pubblico che nel Diario di Bridget Jones, Bridget e le sue amiche bevono spesso Bloody Mary… un’associazione per niente carina, caro Andrea, era meglio quella sui Tenenbaum di Wes Anderson – siamo pronti ad afferrare armi e bicchieri.

 

Ecco la ricetta del perfetto Bloody Mary cocktail

 

4,5 cl Vodka – noi abbiamo usato Ketel One

Salsa Worchester

Tabasco

1,5 cl succo di limone fresco

9 cl succo di pomodoro

Sale

Pepe

 

Prima di procedere alla preparazione bisogna raffreddare il bicchiere dove serviremo il Bloody Mary cocktail con tanto ghiaccio.

Mentre lui rimane lì a raffreddarsi nello shaker versiamo il succo di pomodoro, la vodka, il succo di limone, due gocce di tabasco (di più se amate il piccante) e due gocce di salsa Worchester. Assaggiatelo e aggiustate secondo il vostro gusto. Ora riempite con il ghiaccio, chiudete lo shaker e via… agitate, shakerate, ballate. Ma non troppo. La miscelazione è una materia molto precisa.

Ora scolate il bicchiere, lasciando solo i cubetti di ghiaccio, e versate il vostro Bloody Mary. Aggiungete altro ghiaccio per colmare il bicchiere e due gambi di sedano.

 

Il Bloody Mary cocktail è servito.

 

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