Bimbi per strada, ovvero lo svelamento del sistema limbico dei Ferragnez durante la pandemia

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4 Luglio 2020
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Il Covid ha costretto i bambini a sentirsi in pericolo. Pur vivendo in famiglie benestanti, in case eleganti. E in un Paese tutto sommato ricco, civile e pacifico

È probabile che quando esisterà un Instagram in grado di trasformare in immagini i sogni o il subconscio, Fedez sarà citato come ispiratore del nuovo algoritmo. Bimbi per strada (Children) il singolo con cui Fedez veste di nuovo il pezzo simbolo dei millennial, Children di Robert Miles (1996) è una discreta fotografia emotiva della pandemia di Covid-19.

Con buona pace dei suoi detrattori che denunciano la profanazione dell’autore friulano Roberto Concina (Robert Miles), scomparso nel 2017 a Ibiza per un tumore, Bimbi per strada by Fedez aggancia le sinapsi. E non soltanto per il sound più noto degli anni 90.

C’è un testo, angosciato e angosciante come la cover del singolo, con paffuti bambinelli che ballano. E forse sballano, dato che hanno l’occhio bianco molto Cocoricò e le movenze istigatrici da mdma (ecstasy).

Ma in ogni caso, Bimbi per strada è una visione suggestiva, una sorta di utopia, di un mondo al contrario, che obbliga “i grandi” a chiudersi in casa e i bambini a fare della città un po’ quello che vogliono.

Oddio, che cosa, bene bene non si capisce. Perché il testo di Bimbi per strada non è il racconto di una ondata ribelle e scolastica stile Another brick in the Wall dei Pink Floyd.

È piuttosto la storia di chi è costretto a sentirsi in pericolo fin da piccolo. Pur vivendo in famiglie benestanti, in case eleganti in un Paese tutto sommato ricco, civile e pacifico.

Impossibile non vedervi la bionda verve di Leone Lucia, il piccolo di casa, già così bello, ricco e famoso, senza rendersene conto, a pochi anni di vita.

Questi bambini che cosa han visto

E devi essere scemo a pensare di potergli evitare il trauma di una reclusione forzata. E Fedez di certo non è scemo, e nel testo butta fuori proprio questo senso di impotenza genitoriale.

Una fotografia pandemica in cui, un po’ ci riconosciamo tutti: quell’altalena emotiva, le sirene (a proposito, ni-no-ni-no sarà una citazione consapevole di Carl Brave?), la rabbia, il nemico del giorno (la Germania, un certo buonismo da balcone, la sensazione di essere tutti delinquenti inseguiti sulla spiaggia da un maresciallo repressore).

A differenza dell’ex compare J-Ax, tutto proteso alla ribellione post Covid, con Una voglia assurda, solare, spiaggioso, euforico, in Bimbi per strada la protagonista è la notte, metafora simile alla italianissima nuttata che ha da passà.

Il rigirarsi nel letto non è solo metaforico, la claustrofobia e gli sprazzi di incomunicabilità nemmeno.

Però i bambini sono speranza. E forse sono proprio loro ad avere le chiavi dell’alba. Che cosa porterà questo nuvolone nel futuro dei nostri bambini non è dato saperlo.

Un altro pezzo di Robert Miles inizia con tuoni e fulmini e si chiama Fable, favola: urge un lieto fine.

Bimbi per strada (Children), Fedez e Robert Miles

Tre mesi steso in sala
Con la testa per aria
Quanto è bella l’Italia?
Ma che ne sa la Germania?
La tolleranza ruffiana
L’umanità disumana

Aspetto l’alba per strada
Emicrania, zanzara
L’auto passa, fa “ni-no-ni-no”
Cerco un socio per nascondino
Prendo mezzo sonnifero
E mi manca l’ossigeno
Neanche in sogno mi libero
Maledetto Lucifero
Staccati dal mio biberon

No, no, no, no, no, questa notte ci cambia
No, no, no, no, no, ho le chiavi dell’alba
Non è perfetta, ma ci porta a casa
Barche di carta, bimbi per strada
No, no, no, no, no, se chiudi bene gli occhi non ci prenderanno
Baciamoci e facciamo l’errore dell’anno
Non c’è Nirvana, i grandi a casa

Bimbi per strada
Bimbi per strada

GUARDA IL VIDEO:

Gira intorno con lo sguardo
Sono in fase che non parlo
Volevo starmene al mare sciallo
Ma è arrivato il maresciallo
Polvere dentro al salvadanaio
Questi bambini che cosa han visto?
È la “T” di tabbaccaio o la “T” di crocifisso?

Hai una rosa come orecchino
Perdo i sogni dentro a ‘sto vino
T’innamori, non sono il tipo
Quante cose si dicono
E mi rendo ridicolo
Sei più bella di Mykonos
Prendi il mare allo svincolo

No, no, no, no, no, questa notte ci cambia
No, no, no, no, no, ho le chiavi dell’alba
Non è perfetta, ma ci porta a casa
Barche di carta, bimbi per strada
No, no, no, no, no, se chiudi bene gli occhi non ci prenderanno
Baciamoci e facciamo l’errore dell’anno
Non c’è Nirvana, i grandi a casa

Bimbi per strada
Bimbi per strada
Bimbi per strada
Bimbi per strada

No, no, no, no, no, questa notte ci cambia
No, no, no, no, no, ho le chiavi dell’alba
Non è perfetta, ma ci porta a casa
Barche di carta, bimbi per strada
No, no, no, no, no, se chiudi bene gli occhi non ci prenderanno
Baciamoci e facciamo l’errore dell’anno
Non c’è Nirvana, i grandi a casa
Bimbi per strada

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