La Marche non sono una regione. Le Marche sono l’Italia

Daniele Franchi
4 Ottobre 2020
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Le Marche sono il Molise se il Molise non esistesse.

Le Marche stanno diventando la prima regione del Sud secondo la Meloni. Per par condicio. 

le marche sono state confuse con il Molise dal Movimento 5 stelle.

Sì ma le Marche sono state elette seconda migliore regione al mondo da “Lonely Planet”

Un traguardo di cui tutta l’Italia dovrebbe essere orgogliosa. 

Siamo al secondo posto dopo “la via della seta” (nel tratto centrale che attraversa Kyrgyzstan, Tajikistan and Uzbekistan); quest’ultima però attraversa ben 3 stati.

 

 

Non si è parlato molto di turismo nell’ultimo anno, ovviamente, e questa notizia, così come l’impatto che avrebbe potuto avere economicamente ha fatto poco rumore. Inoltre Urbino è città della cultura 2020 e aveva l’opportunità di celebrare tutto l’anno Raffaello Sanzio ma ci sono stati parecchie difficoltà.

Con i confini chiusi si è parlato spesso di vacanze in Italia, di riscoprire il nostro potenziale.

 

Chi scrive è marchigggiano, un ascolano che sa che il popolo dei piceni era all’apice della sua grandezza quando Romolo e Remo erano ancora allatti dai lupi. Non sono patriottico, non credo nei confini nazionali, credo che il cielo sia uno e così sia in terra, amen. Sono però convinto che esistano differenze geografiche forti che hanno direttamente influenzate le culture e che tutto ciò vada preservato in questa battaglia con la globalizzazione.

 

Se le Marche vengono così decantate da “Lonely Planet” perché non sono così celebri?

 

Perché le Marche sono l’Italia, c’è tantissimo ma tutto qua e là. Se vieni nelle Marche devi visitare le Marche, non una città. C’è il mare come la montagna, ad un’ora di distanza, le leggende, il territorio, la cultura e la storia che spesso si intrecciano ma non tutte insieme in un posto. Per vedere e apprezzare devi viaggiare. Le Marche sono l’unica regione col nome al plurale questo perché la pluralità è insita in noi.

 

Se mi chiedi cosa vedere nella Marche la risposta è le Marche, se mi chiedi cosa mangiare significa che non hai ancora iniziato a vederla.

 

Le Marche non fanno mai rumore se non quando ci sono i terremoti. Proprio in “questi sovrumani silenzi” e “profondissima quiete” Giacomo Leopardi è nato e dietro quella siepe, non vedendo altro, ci ha visto l’infinito e ce lo ha decantato. 

 

 

Le Marche hanno sempre dato vita a personaggi unici a pensarci, da Giovanni Allevi a Fabri Fibra, da Giorgio Montanini a Valentino Rossi, da Rossini ad Andrea Pazienza ed Osvaldo Licini…non ce ne sono di uguali e il loro fenotipo non può che essere figlio dell’ambiente.

 

Le Marche sono fatte per viaggiare non per soggiornare. Tu arrivi vedi qualcosa mangi, bevi, ti sposti vedi qualcos’altro e così via. Le Marche sono un turismo scomodo ma che per forza ti costringe a metterti in moto, anche perché altrimenti prendi troppi chili. Si possono visitare a qualsiasi età ma sicuramente farlo da giovani Millennial è particolare.

 

Forse non è molto conosciuta perché molti marchigiani, secondo i numeri, non emigrano all’estero o in altre regioni quanto altri italiani. Chiusi nel loro provincialismo faticano ad esportare la loro bellezza. A Loreto c’è la casa di Gesù fino a prova contraria, quindi perché andarsene?

 

I terremoti spostano giù, portano in basso, ma non spostano di lato, per questo i cuori dei marchigiani restano nelle Marche e consentono di mantenere e trasmettere la cultura e la tradizione con calore. 

 

 

La mia è un’ode involontaria, un consiglio di viaggio per Millennial.

Proprio per la sua molteplicità non posso elencare alla mia generazione cosa vedere, mi contraddirei, dipende dalla stagione e dalle festività, lo stesso vale per il cibo.

 

Ecco quindi una lista di cose da fare: 

 

E una mappa.

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