Intervista esclusiva a Maxi Lopez: tutte le prime volte dell’ex marito di Wanda Nara

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21 Maggio 2020
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Come testimoniano questi due audio originali, ce l’abbiamo fatta. E non possiamo non nascondervi una certa soddisfazione. Dopo vari tentativi ad alterne fortune, l’impermeabile mondo del calcio ci ha concesso un’intervista in esclusiva. E così adesso possiamo raccontarvi la prima volta di Maxi Lopez, l’ex marito di Wanda Nara, attaccante del Crotone, calciatore Millennial argentino capace di scatenare l’immaginifico tra noi appassionati degli anni ’90.

Quel periodo, tanto per intenderci, che per noi significa adolescenza, il tempo del ‘cogli la prima mela’, delle prime esperienze in amore, nello sport, delle grandi scoperte. Noi esistiamo per quella prima indimenticabile esperienza di vita e cerchiamo ripetutamente di ritrovare quella sorta di intramontabile piacere, estrema goduria dell’anima. L’abbiamo chiesto a Maximiliano Gaston Lopez, ex di River Plate, Barcellona e Milan, il top del calcio a livello intercontinentale, millennial classe 1984. Da adesso la cosa si fa seria. La prima cosa che ci viene in mente è Tango, in Argentina ha un duplice significato, a noi ne interessa uno.

La prima volta di Maxi Lopez con un pallone: il mitologico tango

Ve lo ricordate? Il pallone di gomma che prendeva il posto del cuoio e per la prima volta permetteva al noi bambini di tirare calci senza logorarci l’interno collo del piede. “Il tango, come faccio a non ricordarlo, me lo ricordo sì, un pallone dell’Adidas, bellissimo – dice Maxi Lopez -, una vita legata a quel pallone, al tango argentino. Per noi argentini è molto importante è la nostra musica. Ci sono tante cose che mi vengono in testa (con quella parola, ndr.); di sicuro, le mie prime partitine per giocare a calcio con quel pallone”. Nato un paio d’anni prima della mano de Dios e del gol del Dies (o meglio il gol del secolo) stiamo parlando della doppietta in Inghilterra-Argentina (Mondiali 1986) di Diego Armando Maradona. Se sei calciatore e sei argentino, non puoi non averlo mai incontrato.

La prima volta di Maxi Lopez con Maradona

 

“La prima volta che ho visto Maradona (dal vivo, ndr.), niente, son rimasto senza parola. Mi ha dato un abbraccio, eravamo in una partita di beneficenza in Argentina, lui fresco, sciolto (parafrasando, persona umile e disponibile ndr.), con un carisma incredibile: è stato bellissimo. E qualche volta ovviamente ci sentiamo. Nel corso degli anni mi è stato molto vicino ed è una persona che ammiro molto”. Come, cosa? Ogni tanto vi sentite? E’ come se il vostro idolo in qualsiasi ambito voi lo abbiate ogni tanto vi telefona per sentire come state. E’ come per un cattolico ricevere la benedizione papale, come per un motociclista parlare con Valentino Rossi di messa a punto. Per un calciatore, un’amicizia del genere equivale a quella tra Gianni Minà (permettetemi, l’irraggiungibile Minà per noi cronisti sportivi) e Mohamed Alì. E’ qualcosa di cui non puoi non vantarti e la dovresti tramandare di generazione in generazione.

Il primo gol di Maxi Lopez

Come quel primo gol che ti cambia la carriera. “Ovviamente, un attaccante il primo gol della carriera non se lo dimentica. Come professionista giocavo nel River Plate (17enne, ndr.), due partite dopo l’esordio e c’era un derby col San Lorenzo (uno dei derby più celebrati al mondo, ndr.). Si giocava alle tre del pomeriggio, mi ricordo bene la partita vinta 1-0 con il gol mio. E’ stata una partita bellissima, davanti a 5.000 persone. Gol partita e tre punti portati a casa. Tengo un bel ricordo di quella partita, in Argentina il calcio è come in Italia e ti accompagna tutti i giorni della tua vita”

E’ inutile, non c’è niente da fare, pagheremmo per quella prima volta e forse non l’avremmo mai fatto davvero abbastanza. Se è vero che dura un’eternità, è vero anche che accade in un attimo quel rimbalzo irregolare come la vita, quell’incontro fortunato che ti accompagna tutta la vita, quell’inatteso attimo di profonda celebrità che per una volta, almeno per quella volta, rende sostenibile l’insostenibile leggerezza dell’essere. Con buona pace di Milan Kundera.

Ps. Un ringraziamento speciale all’ufficio stampa del F.C. Crotone per averci fatto da tramite e permesso di realizzare questa intervista.

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