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Giornata mondiale dei cani in ufficio: lavoro e animali domestici sono conciliabili? L’intervista

25 Giugno 2021
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Portare i nostri amici a quattro zampe in ufficio.

Abbiamo intervistato Sveva Flore d’Arcais, laureata in Allevamento e Benessere Animale presso l’Università Statale di Milano. Ha frequentato il corso per Operatrice cinofila ed è stata volontaria presso l’ENPA: il suo enorme amore per i cani la porta oggi a raccontarci tutto quel che c’è da sapere sulla Giornata mondiale dei cani in ufficio.

 

Sveva, da dove nasce questa idea?

Take your dog to work” nasce in Inghilterra nel 1995 grazie all’associazione Pet Sitter International. Prende velocemente piede negli Stati Uniti, in Canada e anche in Europa. Qui in Italia, nonostante la festa sia stata riconosciuta (e anche piuttosto apprezzata) come ricorrenza annuale, solo il 9 per cento delle aziende consente oggi ai dipendenti di portare il proprio amico a quattro zampe in ufficio. Fra queste, Purina, Google (sede milanese), Nintendo di Vimercate e l’azienda Mars di Assago. Qui dipendenti possono portare il proprio cane una volta al mese. Tra le realtà più istituzionali troviamo invece l’Unicredit di Milano, dove l’ultimo piano è interamente dedicato ai dipendenti con amici pelosetti.

 

Un cane in ufficio fa bene alla salute. Perché?

Un cane nella propria vita ha effetti benefici sia da un punto di vista fisico che psichico. Averne uno insieme a noi provoca un abbassamento della pressione sanguigna ed arteriosa, ci fa sentire meno soli ed è anche in grado di modificare i nostri livelli di colesterolo. Come? Riduce lo stress, l’ansia e ci costringe a fare più attività fisica. Questo, naturalmente, può essere traslato anche sul luogo di lavoro.

Uno studio condotto dall’Università di Lincoln ha messo in luce come portare il proprio cane in ufficio migliori le condizioni di lavoro. Rispetto a chi lascia il cane a casa, i dipendenti pet-friendly sono più concentrati e mettono più dedizione nel lavoro che svolgono. Coccole a parte. In qualche misura, avere un cane in ufficio migliora le relazioni con i colleghi e apporta un aumento generale della produttività.

 

Come si prepara l’ufficio per l’arrivo di un cane?

Per portare il cane in ufficio è necessario rispettare delle disposizioni che regolano la permanenza degli animali nei luoghi chiusi. Bisogna essere in possesso di museruola e guinzaglio. Naturalmente, il cane deve essere registrato con microchip e sottoposto ai vaccini obbligatori in linea con i trattamenti antiparassitari. Detto ciò, non è necessario ricorrere a cure e trattamenti specifici per portarlo in ufficio, è sufficiente che sia sano. Per quanto riguarda lo spazio fisico del cane sul luogo di lavoro: dategli una cuccia per  sonnecchiare o rilassarsi anche se in ufficio si profila una giornata frenetica. La cuccia deve essere posizionata in un luogo consono; non vicino ai caloriferi, non in mezzo al corridoio, ma in un luogo che lo farebbe sentire sicuro e protetto.

Da ricordare: i cani hanno un udito e un olfatto molto più sviluppato del nostro, quindi attenzione agli odori e rumori forti!

 

Come convinco un collega ad apprezzare il Take your dog to work day?

Convincere i colleghi ad avere un cane sul luogo di lavoro non è sempre facile. Le critiche non mancheranno e molti saranno recalcitranti ad avere una una creatura non umana fra le scrivanie d’ufficio. Si potrebbe iniziare elencando loro tutti i benefici di un cane sulla salute, oppure facendo conoscere il proprio amico a quattro zampe fuori dal luogo di lavoro. Una passeggiata in compagnia per far apprezzare Fido anche agli amanti dei gatti.

Per i colleghi timorosi è importante organizzare degli incontri con un esperto che potrebbe insegnare loro a instaurare un rapporto di fiducia e amore. Se invece qualcuno sollevasse polemiche riguardo l’odore sgradevole dei cani, basterà ricordargli che se vengono lavati e puliti periodicamente non puzzano. Sta al padrone prendersi cura dell’igiene del cane.

 

Come comprendo se il mio pet è adatto all’ambiente lavorativo?

Sicuramente un cane di 40 kg è ben diverso da uno che ne pesa 5. Un cane molto grosso in ufficio potrebbe risultare ingombrante, e la creatura stessa rischierebbe di trovarsi in difficoltà in uno spazio ristretto e già occupato da cavi, sedie, computer. Sebbene non esistano razze e regole fisse per la permanenza in ufficio, è comunque certo che ci sono cani più portati al movimento e alla corsa, e altri che sono più razze “comodini”. Appare indispensabile iniziare ad abituarlo subito, fin da piccolo. Stabilire una routine e gratificarlo quando vive la giornata lavorativa insieme a noi, così che con il passare del tempo riesca sempre più a vivere l’ufficio come un luogo sereno e abituale.

 

Ma sarebbe davvero felice in ufficio?

Ci sono molti segnali che ci permettono di capire il grado di serenità del nostro amico. Il continuo grattarsi, la presenza di forfora, la mancanza di appetito, l’alitosi… Sono tutti campanelli d’allarme che segnalano una nevrosi del cane. Bisogna mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro di questa idea pet-friendly. Per rendere il rapporto cane-lavoratore ottimale bisogna avere la mentalità del problem solver: più passeggiate, più momenti di gioco, più accortezza nel benessere del cane.

Istituendo degli asili canini in ufficio (con personale qualificato) si potrebbero assecondare le esigenze del cane e al tempo stesso tenerlo vicino a noi. Anche dei dog sitter d’ufficio che accompagnano i cani nelle camminate e li aiutano a comprendere meglio le dinamiche del luogo di lavoro, a volte confusionarie e caotiche. Insomma, le premesse per vivere sereni in ufficio insieme a un pet felice ci sono tutte: ci vuole solo un po’ di forza di volontà e costanza.

 

Cosa consiglieresti alle aziende che ancora non coinvolgono i pet in ufficio?

Penso che le aziende dovrebbero dare la possibilità ai dipendenti di risolvere lo stress lavorativo grazie alla presenza del loro cane. Spazi adeguati, cura adeguata. Sta poi al padrone capire se l’esperienza per il cane è troppo intrusiva o ansiogena. Fino a qui, il consiglio migliore è quello di coinvolgere i cani nella vita quotidiana d’ufficio e lasciare che siano loro a farci capire se l’esperienza li soddisfa oppure no.

Pictures - Jamie Street - Pavel Herceg - Devn Jmm - by Unsplash

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