Osmosis serie tv: un lentissimo mix tra indagine psicologica e fantascienza

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16 Aprile 2019
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L’anima gemella altro non è che la metà perfetta della mela, quella che ci completa perfettamente. Osmosis serie tv di Netflix parte da questo assunto per esplorare la mente umana e i sentimenti.

In Osmosis serie tv, Paul (Hugo Becker) ed Ester (Agathe Bonitzer) Vanhove sono due fratelli che stanno per lanciare un’applicazione per trovare l’anima gemella. Prima del lancio però i due effettuano dei beta-test su dei volontari, ai quali viene impiantato un dispositivo che li monitori costantemente e che “mostri” loro il volto dell’anima gemella, così da renderli felici una volta riuniti ad essa.

La ricerca dell’amore, e soprattutto della certezza di non sbagliare, accomuna tutti i partecipanti al test, che provengono da storie dolorose e complesse.

A controllare l’impianto è il robot computerizzato Martin, col quale solo Ester è in grado di dialogare pienamente in qualità di sua creatrice.

Proprio Martin darà una svolta decisiva a Osmosis serie tv, in un mix tra indagine psicologica, thriller e fantascienza. Colpisce la presenza di un computer che sente e replica l’empatia umana, esattamente come quello di un’altra serie tv Netflix recente, Maniac.

In entrambi i casi, ma con modalità differenti, gli sceneggiatori hanno tentato di indagare le conseguenze dell’interazione tra macchine e uomo.

Purtroppo anche la serie tv Osmosis ha dei limiti notevoli, in primo luogo la lentezza estrema degli otto episodi che nonostante ciò non esplorano in pieno le esperienze dei tester, che sembrano solo marginali pedine nella partita a scacchi emotivi tra i fratelli Vanhove.

Forse gli sceneggiatori pensano a uno sviluppo nelle stagioni successive, ma il team Netflix non ha ancora annunciato se sarà girata o meno la seconda stagione. Forse sarebbe meglio lasciare questa serie tv con un’unica stagione e lasciar perdere, anche perché l’effetto “già visto, già sentito” è proprio dietro l’angolo.

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