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La palpata solo con il timer da 10 secondi: l’ultima stupidità all’italiana

10 Luglio 2023
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La palpata di dieci secondi non è reato: è questa l’ultima novità all’italiana che sta facendo discutere. Di mezzo c’è un bidello e una studentessa minorenne: l’accusa? L’uomo avrebbe allungato le mani andando a palpare la giovane senza il suo consenso. Secondo il giudice, però, questa palpata è durata «troppo poco» e il bidello è stato assolto. Timer alla mano, l’Italia ha emesso una nuova sentenza.

Sta facendo molto discutere l’esito del processo che ha visto coinvolto un bidello di un istituto scolastico romano e una studentessa minorenne dello stesso. Il fatto risale al mese di aprile 2022, quando sulla testa dell’operatore scolastico è piombata l’accusa di violenza sessuale da parte della giovane, che ha raccontato di essere stata palpata dall’uomo nelle zone intime (addirittura si parla di mani sotto i pantaloni e oltre).

Dopo più di un anno dall’accaduto, a luglio 2023 arriva la sentenza ufficiale: il bidello è stato assolto. A stabilire l’esito sono stati i giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Roma e le motivazioni dietro questa decisione hanno creato non poco scompiglio (giustamente, ndr).

3,2,1…timer attivo: l’assoluzione del bidello legittima le palpate e sputa in faccia al consenso

Oltre al danno, anche la beffa: secondo i magistrati, infatti, la palpata durata tra i 5 e i 10 secondi è effettivamente avvenuta, ma è stata particolarmente breve e mancava del tutto la volontà da parte dell’operatore scolastico di molestare la minorenne. Già solamente leggere «operatore scolastico», «molestare» e «minorenne» nella stessa frase fa accapponare la pelle e sarebbe (se solo fossimo un Paese senziente, ndr) un grande motivo di accusa e di reato, ma a quanto pare vale di più il conteggio dei secondi dell’azione in sé. Come se non bastasse, il bidello ha ammesso di avere toccato la studentessa, ma di averlo fatto “per scherzo” e per poco tempo: due giustificazioni che, sempre se fossimo un Paese senziente, varrebbero come carta straccia.

Per i giudici, però: «La repentinità dell’azione, senza alcuna insistenza nel toccamento, da considerarsi ‘quasi uno sfioramento‘ non consente di configurare l’intento libidinoso o di concupiscenza generalmente richiesto dalla norma penale». Sì, perché secondo la versione del bidello il tutto sarebbe avvenuto per “sbaglio” (ma non era uno scherzo?), senza la volontà di molestare e di creare disagio nella studentessa minorenne.

A prescindere da ciò (ma anche no, in realtà, ndr), ciò che concretamente fa uscire il sangue dagli occhi è leggera semplicità con cui si parla di molestia, cercando in ogni modo di sminuire il gesto quasi legittimandolo. Offrire un “range in secondi” di palpata non risolve la situazione, ma la peggiora: come si può stabilire un timer che indichi la validità di una molestia? C’è davvero bisogno di spiegare che non importano i secondi ma il consenso? La molestia non ha timing e non esistono giustificazioni: questo, i giudici, potrebbero impararlo.

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Non ci sono palpate di serie A e palpate di serie B: non c’è timer che tenga se manca il consenso

Questa volta c’è stato un bidello ad avere palpato una studentessa minorenne. In passato c’è stato un tifoso che in preda all'”entusiasmo calcistico” ha pensato bene di palpare Greta Beccaglia, giornalista che in quel momento stava solo svolgendo il suo lavoro, per altro in diretta nazionale. Due palpate non richieste, due esiti opposti: da una parte “il fatto non sussiste”, dall’altra c’è “violenza sessuale” con tanto di condanna a un anno e sei mesi di carcere (che l’uomo non farà, ma dovrà comunque partecipare a percorsi specifici presso enti che si occupano di prevenzione).

Ricordate poi il caso del giornalista palpeggiato sempre in diretta tv in Qatar? La reazione fu del tutto differente, forse perché ad avere compiuto il gesto erano state due donne? E Damiano dei Maneskin? Palpeggiato durante il concerto? O ancora Blanco, che ai tempi fu toccato da una fan sui genitali con tanto di video diventati virali. C’è anche Roberryc (all’anagrafe Roberta Carluccio), fitness model famosissima sui social, che durante un’ospitata in una discoteca di Pescara si era lanciata sulla folla (90% di sesso maschile) rimanendo vittima di palpate non richieste su tutto il corpo.

Insomma, il caos regna sovrano quando si tratta di toccatine, specialmente se a farle è un uomo o una donna. Se la donna le subisce, di solito o se l’è cercata o dovrebbe buttarla sul ridere perché dai, sono cose fatte alla leggera. Se invece è l’uomo a subirle, il più delle volte è proprio lui a buttarla sul ridere (ma a giudicare dall’espressione di Damiano dei Maneskin non è andata proprio così, ndr) oppure si grida allo scandalo con tanto di: «Eh però se era una donna ad averlo subito era già stato messo in carcere».

Non ci sono palpate di serie A e palpate di serie B e non importa se a toccare sia un uomo o una donna: se non richiesta, la palpata è molestia. Ogni persona reagirà a suo modo, ma la base da cui partire rimane la stessa: se non ti do l’ok, tu non mi tocchi.

Sembrerebbe così semplice.. e invece.

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