Knightfall serie tv: qualche bel personaggio, ma l’originalità è un’altra cosa

20 novembre 2018
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Templari, crociate e battaglie sono i temi centrali di Knightfall serie tv Netflix, che ci trasporta dritti nel Medioevo. Se siete stati appassionati giocatori di Assassin’s Creed Altaïr’s Chronicles o di libri sull’Ordine del Tempio, forse sarete tentati da questa serie.

 

Chissà se gli autori, Don Handfield e Richard Rayner, saranno riusciti nell’intento di riesumare un tema così tanto esplorato e di darci qualcosa di nuovo.

La storia di Knightfall serie tv prende avvio nel 1291, durante l’assedio di Acri (meglio conosciuta come San Giovanni d’Acri, situata in quello che oggi è lo Stato di Israele) dove Landry de Lauzon insieme ad altri cavalieri combatte per difendere la città. I musulmani però li cacciano via e, oltre a ritirarsi, i cavalieri perdono il Graal, che affonda miseramente in mare.

Quindici anni dopo alla corte di Filippo IV, ritroviamo Laundry (Tom Cullen) e il Gran Maestro dei Templari di Parigi, Goffredo, e scopriamo che il Graal si è salvato ma è ben nascosto: trovarlo non sarà affatto facile. Il Gran Maestro viene però ucciso e Landry scopre di essere il suo successore e destinato a recuperare il Graal, opera alla quale si accinge, non senza difficoltà.

Tra i pregi della serie abbiamo sicuramente alcuni personaggi molto riusciti come Landry, un fighissimo e barbuto Tom Cullen (forse vi ricorderete di averlo visto in Black Mirror, ma lì era irriconoscibile), il suo compare Tancredi (Simon Merrels), la regina Giovanna (Olivia Ross) o il papa Bonifacio VII, interpretato da Jim Carter, molto più affabile qui che quando vestiva i panni di Mr Carson in Downton Abbey.

Purtroppo ci sono anche personaggi parecchio odiosi, non sempre per colpa loro ma della sceneggiatura, come Filippo (Ed Stoppard) o la sua smorfiosissima figlia.

La pecca principale, oltre a una certa libertà nell’interpretare i fatti (si pensi che al momento in cui è ambientata la serie Bonifacio VII era già bello che morto da tre anni), è l’ovvietà della trama. Sul Graal e sui Templari è stato scritto tantissimo e da una nuova serie ci si sarebbe aspettati qualche novità circa la caduta dell’Ordine. Invece abbiamo una serie di intrighi, amorosi e non, duelli e avvelenamenti che per giunta non conducono esattamene a una conclusione.

Diciamo che dopo la summa compiuta da Dan Brown ne Il codice da Vinci penso sarò arduo, se non impossibile, tirare fuori qualcosa di originale senza peraltro tradire ulteriormente la realtà storica.

Aspettiamo Knightfall serie tv 2, attualmente in lavorazione a Praga, sperando che la seconda stagione apporti qualche miglioramento, e intanto consoliamoci col fatto che, giusto per rimanere in tema papale, “morta una serie se ne fa una altra”.

 

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