Perchè il film Piccole Donne sarebbe più attuale con le sorelle Kardashian

Consuelo Crespi
16 Gennaio 2020
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Il nuovo film di Piccole Donne di Greta Gerwig sarebbe stato più veritiero con le sorelle Kardashian come protagoniste. O almeno più attuale. 

E’ uscito il 9 gennaio il remake del film Piccole Donne di Greta Gerwig, ed è stato acclamato dalla critica come un capolavoro femminista. Addirittura provocatorio nel cambiare i paradigmi sociali.

Ma in che senso? Abbiamo visto lo stesso film?

La stesura di Greta Gerwig non è molto diversa dal libro o dai remake precedenti del film Piccole Donne, quindi non trovo nessuna novità adattabile al 2020.  Ma d’altronde siamo in un periodo culturale in cui ogni lavoro che parla di femminilità viene osannato come capolavoro di genere, soprattutto se ci mettiamo dentro Emma Watson come co-protagonista, che lotta da anni per il femminismo.

Eppure, ancora una volta, come nelle altre versioni, Meg rimane la più noiosa delle sorelle, Amy una viziata, Beth muore e Jo è un’eroina da latte alle ginocchia. Tutto questo senza mostrare cambiamenti di interpretazione utili alle donne di oggi. Al contrario, sono ancora tutte in preda agli eventi della vita, aspettando di farsi risolvere le situazioni da qualche uomo, come Laurie, interpretato da Timothee Chamaleet, che interviene sempre per tirarle fuori dai casini.

Kim Kardashian nei panni di Jo March

Per rendere il film veramente rivoluzionario e adatto al nuovo decennio, sarebbe bastato un cast di eccezione: le sorelle Kardashian nei panni delle March e Kris Jenner nei panni del capo famiglia, la madre. Sono loro le vere Piccole Donne di oggi.

Ma questo non potrebbe mai succedere, perchè le sorelle Kardashian sono per molti l’opposto del femminismo, coloro che contribuiscono ogni giorno allo sfacelo della cultura civile. Vi immaginate Kim Kardashian nei panni dell’eroina Jo? Sarebbe scandaloso.

Ma in certi sensi esiste molta più sostanza, femminismo e profondità in un solo episodio di Al passo coi Kardashian che in tutto il film di Piccole Donne 2019 di Greta Gerwig. Le Kardashian rappresentano completamente ciò che oggi possiamo definire come un matriarcato rivoluzionario, un impero costruito dalle donne.

In molti hanno notato nel corso degli anni, i collegamenti tra le March e le Kardashian, tra cui le ricche dinamiche familiari e la femminilità come protagonista dei principali avvenimenti. Entrambe ci raccontano storie di sorellanza incentrate sulle donne, ed entrambe si interessano ogni giorno di vestiti, appuntamenti e doveri domestici, mentre la madre le alleva e le indirizza al successo e alla realizzazione personale.

Quando c’è un uomo di troppo

Tutto sembra combaciare con la storia di Kris Jenner e le sue cinque figlie Kardashian, tranne per la scomoda presenza nel film Piccole Donne di Laurie (Timothee Chamalet), un ragazzo che diventa il centro delle attenzioni amorose delle sorelle. Ad un certo punto ogni cosa sembra girare intorno a lui, trasformando le ragazze in personaggi secondari e allo sbaraglio degli ormoni.

Al contrario, in “Al passo coi Kardashian” i fidanzati e i mariti vanno e vengono, i fratelli e i padri sono messi da parte, esiliati come fastidiosi e insignificanti dopo poche battute. Pensiamo a Rob Kardashian, l’unico fratello maschio apparso solo in due stagioni e a Bruce Jenner che addirittura diventa donna pur di avere voce in capitolo nel programma.  Agli uomini non viene dato il permesso di dominare la scena e il matriarcato rimane solido al timone di Kris Jenner.

Anche l’idea di sorellanza del film Piccole Donne è completamente contro corrente con i giorni d’oggi. I rapporti tra le quattro sorelle hanno le stesse dinamiche di un cartone animato per bambini. Si coccolano, si incoraggiano a vicenda ad essere persone migliori, si dicono: “Come sei bella questa sera”. Tutto quello che non succede effettivamente tra le sorelle. Il rapporto assomiglia di più ad un costante gridarsi addosso e criticarsi, per poi allearsi appena c’è bisogno. Mia sorella mi tirava i capelli e io la picchiavo per risposta, ma sappiamo che possiamo sempre contare l’una sull’altra.

Un po’ come fanno le Kardashian, che si insultano senza pietà diventando anche violente.
Non possiamo dimenticare quando Kim non riusciva a mandare giù la cena, perchè le sorelle erano vestite talmente male da farle passare la fame.  O quando Kourtney ha detto che Khloe è un orribile e malvagio troll e il pubblico la detesta. In Piccole Donne, persino quando Amy brucia il manoscritto di Jo, che conteneva tutto ciò a cui teneva nella vita, la sorella la perdona con una pacca sulla spalla.

Piccole donne e femminismo: tutta questione di emancipazione

Tutte immagini per mostrare che le sorelle March, in fin dei conti, sono delle persone buone, piacevoli, convenzionalmente carine e a modo. Hanno le possibilità di ottenere e fare ciò che vogliono, sono intelligenti, acute, sveglie ma alla fine? Le ritroviamo mute e sposate, nonostante Jo tenti in ogni modo di renderle emancipate.

Dal lato opposto abbiamo Kris Jenner, con 6 figli e : “Nemmeno un soldo per comprare un pomodoro” come ha detto una volta a Newsweek. E invece di trovare un altro uomo ricco, per badare ai problemi economici, ha deciso di montare un intero show televisivo sulla sua famiglia. Ora tra le Kardashian fanno parte alcune delle donne più ricche al mondo. Nonostante non abbiano il talento da scrittrice di Jo e la vena pittorica di Amy, le sorelle sono riuscite a monetizzare i loro personaggi, fregandosene delle strutture tradizionali e usando il loro corpo e la bellezza esotica come prodotto. Io la trovo una storia molto più avvincente, soprattuto perchè non sono sotto il monopolio di qualche arbitro maschile, ma pubblicano i loro contenuti direttamente sulle loro pagine personali. Sono le manager di loro stesse.

Kim Kardashian è una sorella migliore di Meg, e Kris Jenner ha reso le sue figlie molto più emancipate di  Marmee March. Quindi, in uno scenario sociale, che vede le Kardashian come immagine di super donna, cosa ci può dare ancora la favola romantica del film Piccole Donne?

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