60 anni dopo la legge Merlin. Ora lo possiamo dire: è un fallimento tragicomico

20 settembre 2018
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Esattamente 60 anni dopo la legge Merlin, che proibì le case chiuse, Pia Covre, fondatrice insieme a Carla Corso del Comitato per i diritti civili delle prostitute, dice che “oggi alcuni dettagli andrebbero modificati”. Di quella legge andrebbero modificati…alcuni dettagli? Ma, dico, stiamo scherzando? E’ evidente a qualunque Millennial abbia mai percorso una tangenziale, un viale cittadino, una statale romagnola o laziale, che la legge Merlin ha fallito come neanche Cadorna a Caporetto, come neanche il PD, come neanche il Drugo Lebowski o Ugo Fantozzi sono riusciti a fallire.

 

Le città pullulano di prostitute non meno del web, dove sono centinaia e migliaia i siti in cui, senza temere irruzioni della polizia postale o delle teste di cuoio, si può tranquillamente scegliere una escort come dal menù di un take away cinese e farsi recapitare a casa il prodotto, oppure andarlo a consumare in loco. E’ ora che prendiamo coscienza una buona volta della natura umana, in questo caso maschile. Gli-uomini-vanno-a-puttane. 60 dopo la legge Merlin possiamo dirlo: non c’è niente da fare, così è dalla Mesopotamia e così sarà fino all’Apocalisse. Qualsiasi tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto non si traduce che in un incentivo alla criminalità organizzata, in condizioni di sfruttamento barbare e disumane per le ragazze – spesso immigrate e disperate -, in una valanga di soldi in nero, in controlli igienici inesistenti.

 

Proibire la prostituzione è come proibire i temporali o i terremoti. Insomma, una cagata pazzesca. E’ triste pagare per il sesso? Certamente sì. Ma là dove la morale prende il posto di un ragionevole pragmatismo nasce l’ipocrisia. I Millennial sono nati 30 dopo la legge Merlin, in un quadro storico completamente diverso, in un mondo ancora più secolarizzato, vivono al di là del bene e del male così come erano stati intesi fino al tempo dei loro nonni. E’ banale, ma le cose, per i Millennial, stanno in questo modo: ognuno faccia quel che gli pare a meno che non causi dei danni agli altri. Dopodiché, sticazzi.

Ecco, riaprite ‘ste benedette case chiuse, chi vuole prostituirsi lo faccia per libera scelta, con controlli igienici e fiscali, in condizioni umane e legalizzate, come artigiani dell’orgasmo; chi vuole andare a prostitute ci vada, paghi allo stato un obolo incluso nel prezzo della prestazione, e, se ci riesce, cerchi di non sentirsi uno sfigato che ha bisogno di dare dei soldi per godere altrimenti non è capace di trombarsi neppure la sua mano.

 

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