Der Spiegel-Italia: istruzioni per un uso adeguato della rivista

2 giugno 2018
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Der Spiegel attacca l’Italia e, con tipico senso dell’umorismo sassone, cerca di far ridere con «Ciao Amore». Poi c’è un cappio fatto con lo spaghetto, devono averci pensato anche molto per partorire sta battuta.

In verità «ciao amore» i redattori di Der Spiegel devono averlo imparato dalle loro mogli  che sulla riviera Adriatica, complici ettolitri di birra, per anni sono venute a farsi scaldare dagli italiani. Ma inutile seguire le seghe mentali di questo giornaletto triste, letto solo da vecchi bavosi bavaresi in pensione con le arterie intasate di burro e gli occhi iniettati di ketchup. I tedeschi veri sono un grande popolo, che come tutti i popoli, ha elaborato pregiudizi. Ma più che altro come tutti i popoli è vittima di una finanza d’azzardo che sulla manipolazione mediatica guadagna e specula.

 

(Ironia inglese sui social, qualche mese fa)

Il giornale tedesco ci sfotte da 40 anni, ma sempre, le sue copertine sono immaginifiche virate sul tema cibo italiano. Con Spaghetti-P38 ci davano tutta la colpa delle Brigate Rosse e della Mafia. In verità a questi volgari e grotteschi inneschi bellici tra noi e i crucchi non ci crede più nessuno, né Mattarella, né Salvini.

Comunque buon 2 giugno, cara redazione di Der Sfighel, lo sappiamo, forse tifavate per un governo del presidente con Cottarelli a palazzo Chigi. Il braccio di ferro tra Berlino e il nuovo governo potrebbe avere ancora ulteriori sviluppi a causa dei Der Spiegel? Sì certo perché senza Italia quel giornaletto non saprebbe più cosa scrivere. Per quanto faccia sempre incazzare tutti, di tutte le nazionalità, tedeschi inclusi. Tanto per dire, prima di rimandarvi a Wikipedia per il lungo elenco delle controversie antitaliane, nella sua storia Der Spiegel, già quando noi non eravamo manco nati ha fatto imbufalire:

  1. Gli ebrei, pubblicando molte volte tesi sgangherate di presunti intellettuali.
  2. I linguisti tedeschi, che hanno accusato il settimanale di aver ucciso la loro lingua.
  3. Tutta la ricerca si Aids e dintorni, dichiarando che «solo i bambini e gli omosessuali stanno morendo di AIDS».
  4. I turchi, tutti, ma quello cosa vuoi… ci voleva poco.

Insomma, è una specie di Charlie Hebdo ai crauti, solo che almeno quest’ultimo è un organo insignificante in quanto è impossibile prenderlo sul serio. Sempre che uno non sia un islamico radicalizzato con grossi problemi familiari e di droga.

Quindi, l’unica cosa da fare è usare la carta di questa fanzine come carta igienica. Se vi capitasse mai di averne qualche copia in mano. Felice festa della Repubblica Italiana.

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