Forse i Boomer non ci hanno rubato il futuro. Ce l’hanno proprio spremuto

Daniele Franchi
17 Novembre 2020
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Le generazioni che ci hanno preceduto ci hanno privato di un futuro sereno a causa dei danni fatti all’ambiente e questo ormai è un dato di fatto. Ci hanno rubato la possibilità di vedere molte specie animali che si stanno estinguendo, e questo è già un crimine biologico dove il giudice con i capelli bianchi è anche l’imputato. 

 

Oltre al clima, però, con il Covid i Boomer sembrano essersi presi, accaparrati, anche un benessere sociale che ci spettava 

 

Secondo NICE e il suo studio sul QALY (rapporto tra qualità della vita e gli anni da vivere) gli anni di vita guadagnati dai Boomer con il lockdown non vanno a ripagare quelli persi qualitativamente da noi Millennial. Abbiamo perso istruzione e opportunità di lavoro.

 

Poco male, la vita vale più di tutto questo per me che scrivo nella beata ignoranza, ma questo non vale per tutti e dà vita al risentimento sociale e generazionale.

 

Quali soluzioni per uscire dalla pandemia senza entrare nella miseria?

La dichiarazione di Great Barrington, pubblicata un mese fa da esperti mondiali della sanità, avverte chiaramente di questo pericolo e consiglia di isolare i casi più a rischio, una sorta di lockdown esclusivo per anziani (e malati). 

 

Elon Musk l’aveva proposto 8 mesi fa. Cosa ne vuole sapere un uomo che ci sta portando su Marte e che ha reinventato i pagamenti elettronici e il mercato dell’auto su come gestire dei problemi?

Elon Musk oggi, mentre scrivo, risulta positivo al Covid.

 

Il lockdown per soggetti a rischio innanzitutto è difficilmente realizzabile in termini organizzativi per di più distruggerebbe psicologicamente gli stessi soggetti a rischio etichettandoli come diversi e problematici. Insomma, non farebbe altro che aggravare la loro condizione. 

 

Sempre parlando di logistica, una falla nel sistema porterebbe letteralmente ad una strage come le numerosi morti registrate nelle RSA tutto il paese

Da Facebook

 

Come evitare una guerra generazionale?

Nessun approccio che contempli la morte può essere socialmente accettabile e non perché dobbiamo nascondere la morte, mistificarla. La morte va accettata ma non va indirizzata.

Perché la morte è naturale e segregarla è creare animali in gabbia allo zoo per salvarli dall’estinzione. L’approccio dei Boomer con l’ambiente insomma.

 

Va però riconosciuto il peso economico e sociale che questo lockdown e queste vite salvate stanno avendo sui giovani agendo con queste soluzioni fasciste.

Va trovata una soluzione accettabile che trattenga denaro dai Boomer e che lo ridistribuisca collettivamente ai più giovani creando opportunità.

I Boomer, sembra paradossale, ma da questo lockdown escono sì più poveri, come tutti, ma anche più arricchiti in termini di disparità sociale. Loro che hanno una casa di proprietà e altri beni, ora che l’economia frena risultano più ricchi rispetto a prima che l’economia era in moto.

 

Il 64% dei nati all’inizio degli anni 50 possedeva la propria casa all’età di 35 anni, rispetto a solo il 46% dei nati all’inizio degli anni 80. Si stima che un terzo dei Millennial non avrà mai una casa di proprietà.

 

Forse dobbiamo trovare un patto sociale e generazionale, il bastone di legno invece che d’avorio in cambio di un ripostiglio dove vivere per noi Millennial. Un contratto sociale umano, questo non per noi ma almeno per i nipoti dei Boomer.

Noi Millennial paghiamo le pensioni dei Boomer ma nessuno pagherà le nostre

Per approfondire

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