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Twitter censura Trump e Libero, ma dei leader Ue chi potrebbe essere il prossimo?

12 Gennaio 2021
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Twitter e Facebook escono da questi primi di giorni del 2021 con un’immagine nuova: stanno diventando i social bacchettoni per eccellenza, per la gioia di alcuni e la disperazione di altri.

Approfondiamo, grazie alle analisi di Truenumbers, quanto Twitter sia utilizzato dai leader europei, che a pensarci bene potrebbero essere i prossimi a pagare le conseguenze della politica della ‘censura’. Esperienza che ha provato per alcune ore il quotidiano Libero in Italia, oltre naturalmente il più eclatante caso del presidente uscente degli Usa Donald Trump.

Dopo gli attacchi a Capitol Hill, infatti, Twitter ha deciso di chiudere l’account personale di Trump. Il presidente uscente degli Stati Uniti ha però continuato a twittare dall’account utilizzato come presidente, anche se si è dovuto imbattere in una censura anche su questo fronte.

Le azioni di Twitter crollano in borsa

Il social network di Jack Dorsey ha spiegato di aver preso questa decisione in seguito alle ripetute violazioni delle policy da parte di Trump, incitando il popolo alla violenza. L’opinione pubblica si è divisa sul tema. Qualcuno si trova d’accordo alla decisione presa dall’azienda, qualcun altro invoca la libertà d’espressione e ha paura di essere di fronte a precedente pericoloso. Intanto Twitter e Facebook hanno comunque registrato un forte calo in borsa.

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ammesso che stiamo parlando di una decisione problematica. Ma in Europa chi è che usa di più Twitter? Vediamo i dati del Parlamento Europeo.

I numeri sono presi da un recentissimo studio sui contenuti dei tweet dei leader europei con un account Twitter attivo, pubblicati da gennaio 2019 a giugno 2020. Per questa ricerca, sono stati esaminati 31.004 tweet di 34 capi di Stato dell’Ue, attuali ed ex membri del Consiglio europeo.

Chi sono leader europei più attivi su Twitter?

La selezione degli account si è basata su 21 personali e 4 account governativi, tra cui il segretario di Stato tedesco Steffen Seibert, visto che la cancelliera Angela Merkel non ha un account Twitter. Ma non è la sola. Anche il premier ungherese Orbàn non ne possiede uno, così come quello slovacco Matovič, che si differenzia così dal predecessore Peter Pellegrini, famoso per essere un utente molto impegnato.

Dato che il periodo di tempo selezionato per analizzare i tweet in questione copre 18 mesi, la leadership in alcuni paesi europei è cambiata nel periodo, con sviluppi politici in Danimarca, Belgio, Grecia, Finlandia, Lituania e Slovenia che hanno portato a cambiamenti nel Consiglio europeo l’appartenenza. Di conseguenza, la ricerca include dati su 34 capi di Stato o di governo. Laddove i leader non sono rimasti in carica per tutti i 18 mesi in esame, i loro tweet totali sono stati estrapolati sulla base dei tweet mensili medi per il periodo di tempo in cui erano in carica.

Il grafico mostra che il leader più attivo su Twitter è il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, con una media di 562 tweet al mese. Si tratta del doppio del numero mensile pubblicato dal secondo leader più attivo, il primo ministro croato, Andrej Plenković, con 234 tweet in media al mese. Più di quattro volte il numero di cinguettii del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, con una media di 122.

Il premier Conte non twitta moltissimo

Il premier italiano Giuseppe Conte detiene una misera media di 33 tweet al mese. Ciò indica che la maggior parte dei leader dell’UE utilizza ancora Twitter con relativa parsimonia, rispetto ad altre figure internazionali.

Se di altre figure internazionali vogliamo parlare, allora il confronto con la media degli europei è vinto in partenza. Infatti, il primo ministro canadese Justin Trudeau, ad esempio, ha twittato una media mensile di 408 tweet. Il profilo personale del presidente brasiliano Jair Bolsonaro totalizza in media 308 tweet al mese.

A livello mondiale, l’utente fino ad ora più attivo è proprio quello di Trump, che ha twittato in media 762 volte al mese nel periodo in esame.

Fonte: Eprs

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