fbpx

Il covid ha cambiato la vita di coppia per millennial e gen Z

30 Marzo 2022
595 Visualizzazioni

Due cuori e una capanna: rapporti di coppia e generazioni.

È ormai cosa nota che tante coppie di lungo corso si siano sfaldate durante la pandemia, disabituate alla convivenza vera e al menage familiare, con prole o senza, sommerse prima da mille impegni che li tenevano lontani e lontano da casa.

Catapultati h 24 in casa tra smart working e didattica a distanza, senza pausa caffè, aperitivi, palestra e tutte quelle attività vitali (non c’è niente di più efficace che perdere una cosa per valorizzarne la sua importanza) che li avevano tenuti impegnatissimi fino a quel momento, una volta usciti dal lockdown hanno separato le loro strade o si sono rivolti a un avvocato divorzista.

L’aumento dei divorzi col covid

Durante il lockdown il Consiglio nazionale forense (Cnf) ha accelerato la procedura di separazione varando nuove linee guida sulla gestione dei procedimenti che riguardano la famiglia, necessarie perché la difficile vita di relazione delle persone non può restare sospesa per mesi, considerando l’importanza della salute fisica, ma anche di quella mentale.

Non ancora presente nelle statistiche, ma visto dagli psicologi negli studi e nella realtà del quotidiano, stiamo assistendo ora a un altro fenomeno di persone, generalmente millennial, giovani adulti o comunque senza figli, che invece si sono conosciute poco prima del lockdown e hanno consolidato il loro rapporto durante la quarantena insieme, fatta di passione, cucina, videogiochi, carte e divertimento.

Anche i millennial si mollano

Ma la favola non è durata molto e la carrozza si è presto trasformata in zucca quando, una volta usciti, ci si è trovati faccia a faccia con lo sconosciuto/innamorato che avevamo in casa, perché è nel mondo esterno e nella rete sociale che si conoscono veramente le persone.

Così si sono svelati problemi caratteriali, divergenze di opinioni, irascibilità e gelosia patologica, tutto quello che sembrava una magia si è sgonfiato come un palloncino bucato, con la fatica di far uscire di casa il convivente non più temporaneo che spesso aveva lasciato casa sua. Uno studio presentato da Euromonitor International riporta che entro il 2030 le separazioni nel mondo aumenteranno del 78,5%.

La gen Z vede la vita di coppia in modo diverso

E la generazione Z? Da un‘indagine di Ashley Madison, la piattaforma online di incontri, è emerso che i più giovani hanno una visione della vita di coppia piuttosto differente rispetto alle persone più grandi. Dal sondaggio di Ashley Madison, gli under 25 non credono nel matrimonio. Ma questo non significa che non puntino a una relazione che duri tutta la vita, anzi.

In particolare, la monogamia è la relazione ideale per il 45% degli intervistati under 24 e solo per il 33% degli intervistati di età più matura. Al contempo, il 41% degli iscritti under 24 cerca una relazione monogama e il 59% si aspetta di avere un rapporto di totale esclusività con il proprio partner, quando incontrerà quello giusto.

Molti millennial soffrono la relazione di coppia

Le cose cambiano per gli utenti del sito di Ashley Madison di età più matura, che infatti si sono rivolti alla piattaforma per trovare relazioni extraconiugali e divertimento a breve termine, dimostrando che ne hanno abbastanza della monogamia.

Il 49% di loro, infatti preferirebbe avere una relazione aperta, idea condivisa solo dal 32% degli iscritti della Gen Z. Figli spesso di genitori separati è probabile che la generazione Zeta veda nel matrimonio un atto burocratico ma creda nella possibilità di un solido rapporto di coppia in cui ci si possa scegliere liberamente ogni giorno a dispetto dell’esempio che hanno avuto in casa.


Irene Muller è una professionista che insieme alla collega Clara Giannarelli, grazie alla loro ventennale esperienza in consulenza psicologica e psicoterapia, hanno dato vita a Psicoterapeute all’estero, un servizio di supporto online (www.psicoterapeuteallestero.com), pensato proprio per tutti gli Expat italiani residenti all’estero o che si trovano spesso a viaggiare o a risiedere all’estero per lunghi periodi, per motivi di lavoro o di studio.

Leggi anche: