Storie finite: una lettera aperta al ragazzo che mi ha fatto sentire una fuori di testa

Alice Busi
25 Aprile 2017
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Ciao, sono Janet. Scrivo a te che mi hai fatto sentire una pazza. Una lettera aperta per dirti che non sono stata io a chiederti di entrare a far parte della mia vita. Hai fatto tutto da solo, quella notte, così dolce e premuroso. Devo essere sincera però, all’inizio non pensavo a niente. Era solo che tu flirtavi con me e io flirtavo con te.

Non è stato quando mi hai tirato a te e mi hai baciato che ho capito che poteva nascere qualcos’altro; non è stato quando siamo scappati da tutti gli altri e tu mi hai portato nel tuo posto preferito chiedendomi di ballare un lento sotto le stelle; È stato quando un ragazzo ha iniziato a suonare la chitarra che ho realizzato che avrei potuto innamorarmi di te.

Hai iniziato tutto tu, io non capivo in cosa mi stessi immischiando.

Ma ho corso il rischio. In fondo questa è una lettera aperta per dirti che io, io sì che ho corso il rischio.

Tu non mi volevi come persona, mi volevi come donna. Mi desideravi per quello che non ero. E così è iniziata la nostra relazione, una relazione solo fisica. Io però non sono capace a separare i sentimenti dal sesso. Tu eri un ragazzo da una botta e via e quella sarebbe dovuta essere la nostra unica notte. Ma, non si sa come, è durata di più.

Non ho chiesto nulla di tutto questo. Non volevo passare per quella pazza, ma tu mi facevi sentire esattamente così…

Perché tu mi facevi sentire come quella matta, solo perché me ne importava qualcosa.

Perché mi facevi sentire come una stupida quando ti aspettavo nonostante tu avessi annullato i nostri appuntamenti.

Perché mi hai reso parte di un gioco al quale non avevo chiesto di partecipare.

Perché mi hai reso insicura, qualunque cosa facessi.

Perché volevi che ci mettessi più impegno. Non mi sono mai sentita abbastanza per te.

Perché mi hai fatta sentire come se fossi un peso tutte le volte che non vedevo l’ora di passare un po’ di tempo insieme.

Perché le uniche parole affettuose ti uscivano dalla bocca quando eri ubriaco.

Perché in tutte le discussioni che avevamo, ero sempre io quella che faceva le scenate.

Perché hai avuto il coraggio di farmi sentire male solo perché ero premurosa nei tuoi confronti.

Perché eri permaloso, ma l’unica cosa che sei riuscito a darmi sono state un’infinità di lacrime.

Perché non piacevo ai tuoi amici, ma tu non hai mai detto nulla per difendermi.

Perché mi volevi sempre e solo ubriaca.

Perché mi hai fatto innamorare di te, senza la minima intenzione di trattenermi.

Ma mi hai reso migliore. Mi hai insegnato a non accontentarmi degli stronzi come te.

Ma mi hai reso migliore. Mi hai insegnato a non farmi trattare in questo modo da nessun altro.

Ma mi hai reso migliore. Ho guadagnato tanta autostima quando me ne sono andata.

Ma mi hai reso migliore. Perché i miei veri amici mi hanno aiutata quando ho toccato il fondo.

Ma in questa lettera aperta mi prendo un secondo per ringraziarti soprattutto per il tuo tempo, anche se il mio è stato sprecato. Per le tue parole, anche se solo le mie erano parole vere. Per avermi insegnato, con un pratico esempio, quali sono le persone delle quali non ho bisogno.

E quando il tempo passerà e ci incroceremo di nuovo, sappi che guarderai me, la “tua” Janet, andare via. E non tornerò indietro nemmeno per un secondo.

 

 

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