Social network e realtà: quanto di quello che vediamo sugli schermi è vero?

29 ottobre 2018
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Vedere vite perfette a volte è davvero irritante, diciamocelo. Quando scrollo la bacheca di Instagram è la sagra della perfezione. Apparente. Fotografie dai colori caldi quando è un giorno di sole e dai toni freddi quando la giornata è uggiosa. Look perfettamente combinati con tanto di rossetto in tinta con lo smalto. Ma qual è il vero rapporto tra social network e realtà?

 

Con il mondo dei social, abbiamo messo in moto una cultura del confronto che spesso può farci sentire un po’ sfigati: sugli schermi dei nostri smartphone vediamo vite sempre al top. Ma quello con cui, anche involontariamente, ci confrontiamo, è realtà? O si tratta di una proiezione imbellettata e perfezionata della vita di tutti i giorni? Dove sta la differenza tra social network e realtà? Da che ne dice la Regina dei Social, è un mondo dove vincono naturalezza e spontaneità. Ma quante delle cose che vediamo sono frutto di una foto improvvisata, scattata senza che il soggetto fosse preparato? Quante foto sono state scattate ed eliminate prima di avere quella da postare? Possiamo ipotizzare che per una foto caricata, almeno altre dieci siano state cancellate. E alla fine, quella foto caricata è frutto di una cura e di un’attenzione al dettaglio da parte di improvvisati “professionisti”, che riescono a rendere ancora fatato quel pezzo di realtà.

Qui di seguito, alcuni esempi degli abissi che dividono social network e realtà.

 

Bellezza: a prescindere dal sesso, persone che postano foto di loro stesse appena sveglie, ma senza alcun segno che lo possa testimoniare. Già belle e sorridenti, apparentemente non truccate, con il raggio di sole che si appoggia perfettamente tra la guancia e la bocca (ovviamente carnosa). La risposta è: filtri ed effetti, magari anche Photoshop, senza che scappi una sessione di trucco. Siamo esseri umani e in questo siamo tutti uguali: la mattina appena svegli nessuno è come appare nelle foto accompagnate da didascalie che invece assicurano che sì, proprio di fresco risveglio si tratta. Su, abbiamo tutti il segno del cuscino sulla faccia.

 

Cibo: fantastiche, le foto del cibo le trovo meravigliose. Coppetta della colazione imbandita di yogurt, fiocchi d’avena e frutta, il tutto distribuito nel giusto dosaggio e con un richiamo di colori ad un fiore appoggiato casualmente sul tavolo. Ma la cosa che più cattura la nostra attenzione sono i frutti di bosco perfettamente in ordine, uno leggermente più spostato per dare un effetto di spontaneità; decorazioni che se ci mettiamo davvero a fare la mattina alle sette e mezza prima di andare in ufficio, arriviamo al lavoro giusto in tempo per la pausa caffè delle undici.

 

Fitness: gente che si riprende finché fa gli esercizi in palestra con un outfit che neanche per andare alla Scala. Io per prima sono vittima del marketing e vorrei tutti i completi messi in vendita dai brand sportivi più accattivanti, ma capita anche di andare in palestra non sempre perfettamente abbinati, ecco. Ma soprattutto, capita di non avere il tempo e la voglia, finché ci si allena, di riprenderci mentre sudiamo e con il respiro sempre meno regolare. È normale ed è così che funziona, ma spesso si vuole fare credere il contrario.

 

Vestiti: questa è forse la categoria che maggiormente stuzzica la mia invidia. Abbinamenti perfetti tra colori perfetti, a volte inaspettati ma comunque bellissimi. Foto di look pronti per essere indossati disposti in maniera ordinata nell’armadio. Un ordine quasi ossessivo, ma che a vedersi così, ci fa pensare “stasera sistemo l’armadio e mi preparo un outift con i fiocchi per domani”. Forse lo faremo. Solo per quel giorno.

Ora, a proposito del rapporto tra social network e realtà, tutto questo è divertente e ognuno di noi si impegna in qualcuno di questi trucchetti. Vedere cose belle ci piace e mostrarci belli ci fa sentire bene. Come abbiamo visto in un articolo precedente  la scarica di dopamina data dai like che ci arrivano, ha un impatto sul nostro umore. Ma è importante dare il giusto peso ai paragoni. Quello che vediamo – e che noi stessi postiamo – non sempre è vero. Corrisponde di più a quello che vorremmo essere. È la manifestazione di una perfezione che nel mondo tridimensionale non esiste. O meglio, non esiste in senso assoluto, perché ciascuno di noi ha una percezione soggettiva di ciò che è “perfetto”.

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