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“Cenere eri, diamante diventerai”, il nostro riposo eterno sarà un solitario

17 Marzo 2021
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Elaborare un lutto, si sa, è un processo difficile.

Ciascuno vive il distacco definitivo dai propri cari in maniera differente. Così come la sepoltura: c’è chi seppellisce il proprio caro e chi invece opta per la cremazione. E in questo caso sono molti coloro che decidono di tenere con sé le ceneri dei defunti. Oggi si sta diffondendo sempre più anche un’altra pratica: quella di trasformare in diamanti quel che resta dei propri cari. Per sdrammatizzare l’argomento, senza voler essere blasfemi, si potrebbe dire “cenere eri, diamante diventerai”.

Il business delle ceneri trasformate in diamanti

Già da alcuni anni ci sono startup che hanno intrapreso questo business, con risultati più che soddisfacenti. Tutte si pongono come una forma di aiuto alle famiglie che perdono una persona cara. O un animale. Sì, perché il discorso vale anche per i nostri fedeli amici a quattro zampe. Del resto si sa, i cani sono i migliori amici dell’uomo, e un diamante è per sempre. Per chi è a lutto si tratta di una consolazione, per le aziende in questione di un affare assai fruttifero.

Tra le prime realtà ad occuparsi della trasformazione delle ceneri in diamanti c’è un’azienda americana, la Eterneva, che in pochi anni ha servito circa 700 clienti con il suo staff di 30 persone. Ha preso in prestito l’etica e l’estetica dirette al consumatore e le ha applicate all’industria della cura della morte. Ecco che per chi intende avvalersi del servizio – l’azienda collabora con varie agenzie di pompe funebri e fa pubblicità su Tiktok – fa pervenire ai clienti un vero e proprio kit di benvenuto. Basta mezzo bicchiere di cenere, più o meno mezzo chilo, o una ciocca di capelli o, per gli animali cremati, un po’ di pelliccia, per procedere al confezionamento del diamante.

Il processo per ottenere un diamante dalle ceneri

In tutto ci vogliono dai 7 ai 9 mesi affinché il “seme” consegnato all’azienda venga purificato, lavorato, trasformato e fatto crescere. Alla base del procedimento c’è il carbonio, sostanza che compone il 20% del nostro corpo e che viene estratta attraverso un processo di filtrazione chimica. Una volta concluso il tutto, il caro estinto viene rispedito ai parenti sotto forma di pietra preziosa, che può raggiungere anche uno o due carati di peso, con tanto di garanzia.

La classica americanata? Non proprio. Ci sono giapponesi, tedeschi, austriaci, svizzeri che fanno la fila per poter avere questi singolari diamanti. Anche perché se si considera che un uomo di circa 80 kg di peso dopo la cremazione si riduce a due kg e mezzo di cenere, è chiaro che si possono realizzare più diamanti da uno stesso defunto. I conti sono presto fatti e più persone in famiglia possono letteralmente indossare il proprio caro.

Trasformare le ceneri dei defunti in diamanti in Italia

Gli italiani non sono da meno. Se nel mondo i diamanti umani prodotti ogni anno sono circa 800, in Italia sono meno di una decina. Ma è una prassi perfettamente legale, anche se forse un po’ macabra, già dal 2009. Non ci sono aziende che fanno questo nel nostro Paese, ma se ne occupa una società svizzera. Naturalmente tutto ciò ha un costo non indifferente: da un minimo di 3mila euro si può arrivare fino a 30mila per i diamanti umani più grandi.

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