Sanificare le palle – Il calcio è la nuova frontiera del pulito

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30 Settembre 2020
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Gel igienizzanti per palloni è il must del campionato 2020-2021. In futuro anche i campetti dell’oratorio ne saranno dotati. Ma tutto il settore della sanificazione si muove in questa direzione. Lo sport è diventato la nuova frontiera del pulito.

 

Ci era mai nemmeno passata per l’anticamera del cervello l’idea di un calcio dove la priorità non fossero ingaggi milionari o infortuni spaccacrociati. Eppure è successo. Dopo il Covid, la priorità sembra essere diventata proprio questa. Per impedire la diffusione del Virus, quel pallone tondo che tanto gli somiglia al microscopio necessita di cure immediate.

Un arbitro con straccetto e disinfettante è pronto a prendere le nostre parti. La nostra morbosa voglia di qualcosa di pulito, ma in un senso completamente stravolto rispetto al passato. I concetti stessi di Mani Pulite, TotoNero, denaro sporco vengono letteralmente stravolti. Le accezioni vanno di pari passo con la società attuale. Le allegorie sono passate di moda dopo l’avvento dei social, il livello medio di cultura spostato sempre più in basso e così parlando di pallone pulito non devono più venire in mente corollari di metafore che riconducano all’idea di un movimento sportivo sano e corretto. Sanificato sì, ma da germi e batteri e non più dalle ingiustizie.

Se l’italiano di Suarez non vale l’accademia della Crusca, se il tiremmolla tra l’accoppiata ditta Ibra/Raiola vs Milan per il rinnovo del contratto ha tenuto ingiustamente banco per mesi, adesso la priorità è tutelare i calciatori. Lo so, lo sappiamo benissimo che la tentazione di tutelare i giocatori è tanta, ma non da procuratori o faccendieri, ma dal virus. E’ l’unico ostacolo attuale (e forse anche in futuro) per la loro carriera.

Un giocatore Covid-free mediocre vale più di un super campione positivo al tampone.

 

Meglio essere positivi al sierologico, credetemi. Ne va della loro salute, di un colpo di testa che potrebbe risultare fatale. E ancora guai a cadere nell’errore. Il virus ci ha portato a leggere le cose in maniera letterale, come per Baricco in The Game in cui il gioco oggi è non cercare più il senso profondo della materia, ma viverla e saperla maneggiare. Non è difficile, ma decenni di stilnovismo potrebbero aver incrinato le capacità di noi Millennial. Dobbiamo farcene una ragione e vivere la vita in maniera lineare. Anche se poi sfido chiunque con un minimo di cervello a ritenere lineare la propria vita o quelle di esistenze limitrofe.

Noi siamo quel pallone che va sanificato per evitare il contagio. Un fallo di mano potrebbe risultare fatale. Provate a immaginare miliardi di virus e batteri che finiscono su quel lembo di superficie intorno alla camera d’aria per poi essere respirato dal calciatore di turno e magari trasferito alla sua famiglia. Nulla di più illecito e grave. Piuttosto, se dove commettere un illecito sul campo, fatelo a gamba tesa e lavatevi le mani prima di aiutare l’avversario a rialzarsi. Propanolo, alcol isopropilico, glutarladeide, sono termini che valgono oggi più di Var od offside.

Dobbiamo essere letterali e non interpretare. Magnifico. Leggere tra le righe è diventato obsoleto. Il futuro ci vede protagonisti fuori dagli oratori con marchingegni che nemmeno Da Vinci avrebbe saputo realizzare. Ozonizzatori per campi da calcio e ancora meglio se tra qualche decennio le famose scie dei terrapiattisti fossero in grado di mettere in sicurezza interi stadi. Sarebbe meraviglioso. Adesso accontentiamoci dei palloni da calcio, protagonisti di questa lotta tra bene e male, in difesa dei calciatori e dei pochi accreditati in grado ancora oggi di vedere partite dal vivo. Ci piacerebbe vedere anche igienizzanti per cervelli, ma forse è chiedere troppo.

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