Intervista a mio nonno su fascismo, antifascismo e stupidità umana

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10 Maggio 2019
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I nonni dei millennial ne hanno passate tante: abbastanza da aborrire la polemica fascismo antifascismo

Da un po’ di giorni mio nonno Arrigo, 87 anni, scuote la testa davanti alla tv. Quando c’è il tg lo sento bofonchiare qualcosa. Non so se è innervosito, se non sente bene o se sta semplicemente accompagnando con dei grugniti la sua anziana rassegnazione.

Cos’hai nonno? Ti porto l’amplifon?

Smettila. Questi sono tutti pazzi.

Questi chi?

Questi che litigano su fascismo, antifascismo e altre corbellerie.

Nonno non ti scaldare, è solo una polemica.

Non mi sembra proprio. Sento dei ragazzi che dicono cose senza senso. Del resto se uno non le ha vissute certe cose… Io ho vissuto il fascismo, la guerra e l’antifascismo.

E cosa ne pensi?

Penso che i giovani hanno sempre un po’ voglia di fare la guerra. È successo anche a me. Da una parte o dall’altra, la fanno facile. Ma adesso quello che mi dà fastidio è che si inventano i nemici.

Cioè?

Cioè si illudono di sapere che cosa è il bene e che cosa è il male, in una realtà come quella di oggi dove in fondo stiamo tutti bene.

Sei stato fascista nonno?

Lo sono stato da bambino e da adolescente, sono punibile per legge?

Non credo, per ora almeno, che io sappia.

Ecco vedi, ti viene pure il dubbio.

No, mi sembra di capire che hai qualche lampo di nostalgia

Smettila.

Ma insomma da che parte stanno il bene e il male?

Tu pensi che a 87 anni io l’abbia capito in termini così astratti? E soprattutto pensi che quei giovanotti ventenni che sono tanto sicuri di saperlo, da una parte e dall’altra, sia chiaro, siano nel giusto?

Vabbé in 87 anni un’idea te la sarai fatta…

Ahahahaha. Lascia stare fascismo, antifascismo e balle del genere dai, torna a imbellettarti.

Lo sai che non ti mollo finché non mi rispondi.

Ma cosa vuoi? Che mi metta a fare come quei vecchi che si lamentano sempre del mondo di oggi?

Tanto lo fai già.

Sciocca. Allora senti… Io tutti i giorni gioco a carte con Piero, Stelio e il peruca (Livio, parrucchiere in pensione, ndr)

Sì lo so che giochi a carte con i tuoi amici ma cosa c’entra?

C’entra. Perché appunto, tu lo vedi che siamo amici. E non lo sai che Piero è stato un  partigiano di quelli che portavano le armi ai più grandi, Stelio era il figlio del Podestà ed è stato camerata per tutta la vita, il peruca diceva di esser liberale, perché così si dà un tono.

E allora, ti voglio dire che sono le persone a fare l’umanità, non le appartenenze politiche. L’ignoranza non dipende dai libri che leggi, da chi hai votato, ma soltanto dal sentire la vicinanza con gli altri uomini.

L’empatia?

Cusa l’è?

No, no, vai avanti

Lo sai chi ha imprestato i quattrini al peruca quando stava per fallire la sua bottega? Io, Piero e Stelio, perché ci mancavano i contributi dell’Inps e rischiava di non prender niente di pensione.

Ve li ha ridati?

Sì una parte, non tutti.

Comunque non mi stai mica rispondendo.

Insomma cosa ti devo dire? Per chi ho votato nella mia vita? Io sono sempre stato democristiano finché questo aveva un senso. Perché dopo la guerra c’erano loro e siccome si rifacevano all’ideale di pace e convivenza, tutti li votavano perché tutti avevamo bisogno di quello. Altro che fascismo, antifascismo e balle varie.

Però guarda se vuoi che io ti dica che oggi bisogna essere o fascisti o antifascisti ti sbagli di grosso. Perché questa è la più grande corbelleria. Vuoi che ti dica cosa penso di quando, orgoglioso della divisa di balilla cantavo Giovinezza in piazza? Penso che era emozionante e mi sentivo bene.

Vuoi che ti dica cosa penso di quando cinque nazisti piombarono in casa ubriachi e volevano “far baldoria” con le mie sorelle e mio fratello gli urlò dietro? Non te lo dico cosa vuol dire vedere che portano via tuo fratello dicendo che vanno a fucilarlo.

E non ti dico neanche cos’ho provato quando il padre di Stelio, il Podestà è intervenuto e lo ha fatto liberare.

Non voglio nemmeno dirti di quando i nostri vicini di cascina hanno ricevuto la visita di una pattuglia di partigiani arroganti che hanno preteso cibo e medicine e della conseguente ritorsione nei confronti della famiglia dei vicini da parte dei tedeschi.

Non ti dico di mia madre che corre nei campi con il grano alto a vedere se il prigioniero scappato dal vagone del treno era stato colpito o meno da una raffica di mitra.

Ma quindi…

No, Kristina, bimba, sta zitta. C’è un momento in cui tutto si confonde, le migliori e le peggiori intenzioni, il comportamento giusto e quello sbagliato, la tua forza e la tua debolezza, le fandonie e la realtà, l’ideologia e la vita.

E se brontolo e forse impreco e meno male che non mi senti, è perché non posso vedere dei ragazzini che esultano per non aver dato modo a dei loro simili di esprimere un’opinione.

Fregandosene anche di chi, come quegli editori più anziani, gli dice che no, le idee si discutono sempre. Se le rinchiudi diventano cattive e si ribellano e tu capirai di aver fatto una grandissima corbelleria.

E poi, oltre le idee, i partiti, l’odio, c’è la vita che va avanti lo stesso indipendentemente dai fascisti e dagli antifascisti. E se ne fotte. Si cresce, si va a lavorare, ci si sposa.

Cosa c’entra sposarsi?

Vedi la sua foto del matrimonio di tua zia? Il suo abito è stato fatto con il tessuto bianco e leggero di un paracadute americano. Il paracadutista era morto durante la discesa e ce ne accorgemmo quando andammo a soccorrerlo.

Non credo che ti chiederò più nulla.

Ecco brava, io vado a portar fuori il cane. Ciao.

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