Un papà millennial: “I figli sono gassosi: riempiono tutto lo spazio a loro disposizione”

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22 Giugno 2019
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Essere un papà millennial* non è solo questione di tempo. È anche un fatto di spazio, fisico, tangibile. E non si tratta soltanto del dubbio tra monolocale, bilocale, trilocale, quadrilocale o pentalocale.

È, piuttosto, acquisire la consapevolezza che un figlio è quell’esserino che per sua natura tende a dilatarsi nell’area che lo circonda. I figli sono gassosi e riempiono tutto lo spazio a loro disposizione. I ruttini della primissima ora, probabilmente, sono il loro modo per manifestarci la loro reale consistenza.

Non importa se ti trovi in ascensore o in un centro commerciale, il piccolo voi, come i gas, si prende tutto lo spazio. Lo ha fatto nell’utero della mamma, espandendosi in quel contenitore immenso nei primissimi giorni e adattandocisi quando verso la fine diventava sempre più angusto, e continuerà a farlo.

Il figlio nel letto matrimoniale è questione di fisica

È colpa delle leggi della fisica, quindi, se a volte capita che all’alba ritrovi tuo figlio nel tuo letto matrimoniale. Generalmente sdraiato al centro, tra te e tua moglie. Quasi sempre in posizione orizzontale, altezza teste, con il suo piede appoggiato sulla tua guancia: pronto a scalciare perché in fase di espansione territoriale.

È solo fisica e tu, papà millennial, non puoi farci niente. Come non puoi fare nulla contro la forza di gravità, che ti spinge al suolo quando il materasso finisce. E tuo figlio ha guadagnato un altro po’ di campo.

Questione di spazi che cambiano. Quelli intimi, privati e quelli pubblici, sociali: evolvono tutti perché si riempiono di quell’energia gassosa che parrebbe soffocarli ma che alla fine li ricarica e li rilancia. Sì, il figlio del millennial è l’energia green di papà.


* La premessa: chi è il papà millennial

Premessa basilare. Sono un papà classe ’84 e quindi dovrei rientrare comodo comodo in questa definizione qui: “Papà millennial”. Stando ad alcune ricerche sociologiche, siamo considerati bravi papà. Molto più dei nostri padri, nonni e bisnonni e quindi, forse, i migliori di sempre. Ipg Warehouse – specializzata in analisi e approfondimenti legati a temi sociali – partendo da uno studio di Initiative – network di comunicazione globale – che ha avuto come protagonisti 5.250 papà, tra i 25 e i 34 anni, ci etichetta sinteticamente come dei super papà. Il che è una bellissima notizia per mio figlio Sbiribongibongi di quasi 3 anni.

Siamo, perciò, molto coinvolti nella paternità e nella quotidianità casalinga. Passiamo più tempo con i figli a confronto delle generazioni precedenti. Siamo più responsabili, più ottimisti, più sicuri e meno stressati rispetto all’era senza il piccolo noi o la piccola (e qui ci sta il nome della vostra compagna) in giro per casa. Tra l’altro, pare, che con estrema saggezza ed equilibrio, abbiamo mantenuto del tempo anche per le nostre passioni. E, infine, ci informiamo sul web per imparare e, vittime del dadvertising, per scegliere i prodotti più adatti per i nostri figli… Fermi un attimo, parliamone.

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