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Quale sarà il destino dei leoni da tastiera?

20 Marzo 2022
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Leoni da tastiera, chi sono e dove si dirigono.

La pandemia ha portato non solo all’aumento dei cinghiali e degli animali selvatici, ma anche a quello dei leoni da tastiera.

Leone da tastiera: loc. s.le m. (spreg., iron.) Chi, in Internet e in particolare nei siti di relazione sociale, si esprime in modo aggressivo e violento, non di rado ricorrendo a offese, insulti, minacce, di solito approfittando dell’anonimato, mentre nella vita reale non avrebbe la capacità di sostenere un contraddittorio.

Treccani.

L’odio online e sui social dei leoni da tastiera

All’ombra del covid, un altro virus si diffonde in modo sempre più prepotente, quello dell’odio online che germoglia prolifico tra il disagio collettivo. Assistiamo ormai da diverso tempo a polemiche sui social media il cui contenuto è spesso più critico che informativo. I fenomeni più frequenti sono violenza verbale, teorie del complotto e ricerca costante di capri espiatori.

Il maggior tempo passato in rete, la rabbia e l’ansia per la situazione sanitaria e sociale hanno fatto sì che i commenti negativi e gli insulti sui social si siano moltiplicati a macchia d’olio.

L’odio online non sembra però essere appannaggio di utenti dediti all’insulto. Il linguaggio offensivo o addirittura violento scaturisce da insospettabili commentatori che in certi contesti perdono il contegno. Non sono odiatori seriali, “leoni da tastiera” abituali, ma reagiscono male quando si trovano in una situazione ostile, scatenando il loro odio contro altri utenti.

Lo studio sui leoni da tastiera: chi sono?

È quanto emerge da uno studio pubblicato su “Scientific Reports” da ricercatori dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con Agcom e Jozef Stefan Institute di Lubiana, che hanno analizzato un milione di commenti a video inerenti covid-19 pubblicati su Youtube. La ricerca ha messo in luce come solo il 32% dei commenti classificati come violenti siano stati rimossi dalla piattaforma o dall’autore a un anno dalla pubblicazione.

Tra i 345mila autori dei commenti analizzati, lo studio non ha identificato dei veri e propri ‘leoni da tastiera’ dediti unicamente a seminare odio. L’insulto non è quindi una deriva che riguarda una specifica categoria di persone. Molti utenti, in determinati contesti, diventano autori di commenti “tossici”.

“Sembrerebbe che l’utilizzo di un linguaggio offensivo e violento da parte degli utenti sia scatenato occasionalmente da fattori esterni”, come se chiunque potesse potenzialmente diventare un Hater.

Frequento Facebook da quando io e una mia collega nell’ottobre 2020 abbiamo creato la pagina Psicoterapeute all’estero, un servizio di psicoterapia online per italiani all’estero o Expat ritornati e questo mi ha portato a vedere molto da vicino cosa scrivono gli utenti di Facebook. Non è una statistica standardizzata, ma a colpo d’occhio posso senz’altro dire che i commenti polemici e distruttivi superano di gran lunga quelli neutri e/o informativi.

Gli insospettabili odiatori seriali

Madri di famiglia insospettabili che insultano pesantemente i no vax o presunti tali, persone che ci attaccano in modo aggressivo, accusandoci di fare pubblicità in modo occulto attraverso articoli su temi psicologici e sociali, come se la psicoterapia fosse una scienza nobile solo trattandosi di volontariato, minacciando di bannare i nostri post se avessimo continuato a metterli. Questo soprattutto in certi gruppi di paesi in cui la prerogativa era più che lo sviluppo economico, l’isolamento sociale e la “pace” nella natura.

Quello che vedo è tanta insicurezza, ansia, noia, rabbia che si ha bisogno di far esplodere perché repressa nel mondo reale e spesso nel disagio familiare ed economico. Non credo che sia terapeutico scaricarla in questo modo, non solo perché a spese di altri, ma anche perché, dopo qualche riga di commenti al vetriolo, l’impressione è quella di una rabbia che si autoalimenti, che porti alla dipendenza ed alla assuefazione e che sviluppi un continuo bisogno di nuovi bersagli.

Tutti virologi prima e ora tutti esperti in guerra

È raro che un utente Facebook sia critico solo per un contenuto, generalmente guardando il profilo in questione ci si accorge che abitualmente chi commenta negativamente o insulta trova spesso altri soggetti e contenuti contro cui prendersela.

E dopo l’epoca dei virologi, come stanno evidenziando tante vignette sui social, purtroppo è arrivato il momento degli esperti in guerra e relazioni internazionali. Tutto è iniziato da pochi giorni e l’oggetto dei post è repentinamente cambiato, vedremo presto che forma prenderà.


Irene Muller è una professionista che insieme alla collega Clara Giannarelli, grazie alla loro ventennale esperienza in consulenza psicologica e psicoterapia, hanno dato vita a Psicoterapeute all’estero, un servizio di supporto online (www.psicoterapeuteallestero.com), pensato proprio per tutti gli Expat italiani residenti all’estero o che si trovano spesso a viaggiare o a risiedere all’estero per lunghi periodi, per motivi di lavoro o di studio.

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