Battle Royale, il libro ideale per chi si fa le saghe con Hunger Games

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24 Marzo 2019
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Leggere Battle Royale per capire Hunger Games e le distopie di moda. O forse per concluderne, distopicamente, che su certe cose non c’è più niente da inventare

Siete amanti di Hunger Games e saghe distopiche in cui la gente deve assassinarsi per sopravvivere? Se sì allora dovete leggere Battle Royale (Mondadori) per risalire alle origini.

Leggendo la trama potreste infatti essere tentanti dal dire «Ma è uguale a Hunger Games!». Peccato che Battle Royale sia stato pubblicato nel 1999 (e scritto ancora prima), l’altro soltanto nel 2008.

Poi se volessimo proprio essere pignoli, potrebbe addirittura ricordarvi Il signore delle Mosche di William Golding, del 1954. Capirete subito che il livello dell’invenzione è elevato quando vi dirò che l’autore di Battle Royale è Koushun Takami, ovvero un giapponese, perché nel creare distopie i giapponesi hanno talento da vendere.

La storia è semplice e raccapricciante. Ogni anno in uno stato totalitario che ha sede nell’arcipelago nipponico, la Repubblica della Grande Asia Orientale, una classe di ragazzi delle medie deve prendere parte a un gioco al massacro, detto Programma, in cui gli studenti devono uccidersi l’un l’altro. Il vincitore sarà l’unico sopravvissuto.

A ogni studente il Programma fornisce viveri, un’arma casuale e un collare che viene fissato al collo, così da verificare la loro posizione sull’isola in cui si trovano.
A questo punto se siete deboli di stomaco rassegnatevi. Perché il dettaglio con cui è descritta la gamma di morti possibili è certosino. Tuttavia ci si affeziona subito ai protagonisti, l’idealista Shuya Nanahara, che cerca di proteggere l’amata del suo migliore amico morto, la bella Noriko.

Per fortuna in soccorso arriva un terzo studente, Shogo Kawada, che guarda caso è l’unico sopravvissuto al programma precedente.

Questo romanzo, al di là del pretesto dato dalla crudeltà del Programma, indaga gli abissi dell’animo umano e ci chiede «Cosa saresti disposto a fare pur di salvarti la vita?»

Ve lo sconsiglio vivamente se facilmente suggestionabili e amanti dei totalitarismi, perché potreste non trovare piena soddisfazione. In caso contrario vi consiglio di leggerlo subito, senza perdere tempo.

Unica avvertenza: consumare lontano dai pasti, ché non si sa mai.

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