La musica dopo il #metoo ovvero D di donne e il senso del rispetto

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24 Aprile 2019
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Le diversità e il rispetto per la donna nell’epoca del gender fluid si firma Ermafrodito

Lo specchio le rimanda la sua immagine, sicuramente sa di non esser perfetta, ma ciò che vede le piace molto e la luce dei suoi occhi dimostra che, ancora oggi, sarà lei la padrona del suo destino e chi se ne frega del giudizio degli altri.

Intenso e carico di energia, con un testo che racconta una storia importante e profonda. D di Donne è il singolo di lancio di un progetto che si nutre delle discussioni iniziate un anno e mezzo fa sul #metoo. Discussioni che hanno avuto per protagoniste le attrici, quasi tutte millennial consapevoli.

D di Donne, a freddo, dopo che le polemiche e le esagerazioni hanno lasciato lo spazio all’unica parola possibile in una società che si dice civile: rispetto.

Le atmosfere, tra balkan e pop trasformano la drammaticità del dibattito, lo portano a un livello superiore che vuole infondere energia e vitalità.

Le strofe, dove, appunto, uno spruzzo di stile balcanico dona ariosità, si arricchiscono con ritornelli caratterizzati da un drumming che ricorda il funky anni 70.

Il giro di basso è essenziale e preciso sulla cassa e dà forza e sostegno, mentre una fisarmonica in stile Galliano, tinteggia il tutto con virtuosismi a sorpresa. Per poi evolvere in fraseggi cristallini sul gran finale.

A completare l’arrangiamento, quasi in punta di piedi, riff di hammond, un po’ di fiati e una serie di tappeti synth che riempiono l’atmosfera.

Musica ricca di spunti di gran classe, con cambi di tonalità che rappresentano dei crescendo rossiniani.

E poi c’è il testo, il nucleo focale della canzone: qui il mondo femminile è il posto dove tutto accade.

La storia

«Nel rispetto dei ruoli e delle identità Uomo e Donna, ma anche nel rispetto di chi per natura o scelta o necessità non si identifica in uno dei 2 generi». Così l’artista Ermafrodito spiega il progetto.

Ermafrodito è androgino ossia «persona che presenta caratteristiche fisiche e comportamentali proprie di entrambi i sessi». Ed è il simbolo della convivenza di maschio e femmina in un unico corpo e un’unica mente.

Il progetto D di Donne cerca di inviare un messaggio di tolleranza e accettazione, in fondo si tratta di accettare anche se stessi, perché siamo sempre noi, anche se spesso nascondiamo il nostro lato di noi più appartenente all’altro sesso per il timore di essere giudicati.

D di Donne è un progetto contro le violenze e le discriminazioni di genere e di aspetto fisico

Il video del singolo D di Donne è interpretato da 8 donne che hanno portato in scena loro stesse. Una bambina di 6 anni, una Nonna, passando attraverso le generazioni per delineare la Bellezza nella sintesi perfetta: femminina, mascolina, casalinga, manager, sportiva, materna, trasformista, vanitosa, creativa, colta, ironica, cerebrale, sensuale.

Le protagoniste del videoclip sono la bimba Ludovica Savarese, la nonna è Nicoletta D’Angelo. Poi, Nicole Riso (cantautrice Donna Roma), Federica Lombardozzi Mattei (mamma e blogger letteraria), Letizia Arcudi (ballerina e coreografa che ha mosso i primi passi di danza ad Amici di Maria De Filippi), Martina Cassetti (attrice, cosplayer e performer), Michela Cozzolino (artista e manager) e Francesca Giuliano (già vista nei panni della ragazza anni 50 in Avanti un altro di Paolo Bonolis) modella curvy che è stata spesso bullizzata e insultata per le sue forme.

#DDD D di donne, è un concept album interamente dedicato alle donne e attraversa le generazioni ed i mondi femminili parlando di amore in tutte le sfumature: quello ambiguo in Margherita, quello materno di Mamma Ciao, quello per le nonne in Ninna Nonna, quello che richiede scelte soffertissime in Eva Piangeva.

Ma, come detto, c’è spazio anche per l’amore più giocoso ed ironico come nel pezzo dal titolo Elisabetta, o in Eleonora sei normale, testo che tratta l’incubo dei disturbi alimentari.

L’ode finale è comunque D di Donne (l’autore è Igor Nogarotto), l’unica canzone nella storia della musica scritta interamente da parole che iniziano tutte con la stessa lettera, la “D”, nella quale emergono aspetti per niente scontati dell’essere donne: Dolci Dove Devi Dare Dure Dove Devi Dire.

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