La serie tv Tales of the city e le lotte della comunità LGBT+ di San Francisco

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26 Novembre 2019
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Tales of the city è la serie tv Netflix che racconta le lotte della comunità LGBT di San Francisco a partire dagli anni Cinquanta fino al presente.

La storia della serie

La serie è tratta da un romanzo di Armistead Maupin. La sua prima stagione è del 1993 e ha un titolo omonimo a quella del 2019. A seguire sono poi arrivate More Tales of the City (1998) e  Further Tales of the City (2001)[3] .

La storia della serie

La scelta di riprendere il titolo della serie originaria per questa quarta stagione (o parte, se vogliamo) evidenzia la continuità con gli episodi precedenti. Inoltre gli autori hanno cercato di mantenere anche gli stessi attori principali.

Il fulcro della nuova serie è Anna Madrigal, interpretata da Olympia Dukakis. Anna è la proprietaria del numero 28 di Barbary Lane, una curiosa casa arroccata alle fine di una lunga scala di legno. Lì Anna ha accolto moltissime persone con storie complicate come la sua. Anche lei infatti ha lottato per essere accettata, poiché era nata uomo ed era riuscita a effettuare la transizione completa solo dopo molte difficoltà.

L’altra grande protagonista è Mary Ann Singleton (Laura Linney), che nella serie originaria approdava a Barbary Lane scoprendo un mondo più libero e trasgressivo.

Il presente

La nuova stagione si incentra sul ritorno di Mary Ann a san Francisco in occasione del compleanno di Anna. Si tratta di un ritorno difficile, dato che aveva abbandonato il marito e la figlia adottiva Shawna (Ellen Page) per inseguirei i suoi sogni di carriera.

Ma il ritorno momentaneo si trasforma in qualcosa di più duraturo quando Anna annuncia di volere vendere la casa tra lo sconcerto di tutti i suoi abitanti.

La verità è che Anna custodisce da troppi anni un segreto che qualcuno sta usando per ricattarla. Mary Ann insieme all’amico storico Michael (Murray Bartlett).

I temi e il mood della serie

Tales of the city 2 racconta in modo molto sfaccettato i temi dell’identità, sia essa sessuale, culturale o sociale. La maggior parte dei personaggi è gender fluid, transgender o gay. Si parla di coppie switch e di transomosessualità grazie ai personaggi di Jake (Tupac Shakur) e la fidanzata Margot (May Hong) ma anche di difficili rapporti tra genitori e figli, come quello tra Mary Ann e Shawna.

Il fulcro della serie è in fondo la famiglia, quel nucleo che ti accoglie e protegge qualunque cosa tu faccia e chiunque tu sia.

Questa serie Netflix, dai colori rutilanti e dalle scene di sesso esplicite ma mai volgari, ci fa capire che la “normalità” è un concetto senza significato perché ogni uomo è misura di se stesso e nessuno può arrogarsi il diritto di giudicare le scelte altrui.

Quinsi se non temete di vedere scardinate le vostre certezze guardatela!

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