Millennial, l’Italia oscura, in delirio da coronavirus, ha bisogno della vostra luce!

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9 Marzo 2020
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Millennial, questo, se vogliamo, è il nostro momento. Il mondo assediato dal coronavirus ha un po’ bisogno di noi. O quantomeno l’Italia in cui pullulano analfabeti funzionali, ignoranti vari, complottisti e pigri disinformati.

Le fakenews sul coronavirus

A tutti è concesso uno smartphone e un’iscrizione a un social network gratuita. Nessuno si domanda come mai sia gratuita. Voglio dire, il mondo non ti regala mai niente, nemmeno un pacchetto di patatine ma come mai la gente non si chiede da dove fanno i miliardi di dollari Facebook e Instagram? Li fanno con i nostri dati, acquisendoli e vendendoli, controllando ogni nostro comportamento e riuscendo a monetizzarlo, ma pare un discorso troppo complesso per la gran parte degli utenti pronti a condividere bufale e catene. Le fake news stesse non dovrebbero nemmeno esistere in un sistema col nostro modello di istruzione poiché non si deve essere giornalisti per farsi una domanda e verificare una notizia. Eppure, sono una piaga. Si diffondono rapidamente e si insediano nell’inconscio collettivo e poi col cavolo che ce le togli.

Ora, anche le notizie sono gratuite? Alcune, una parte. Il problema allora si pone per i media: come fanno a guadagnare? Hanno sempre bisogno di pubblicità e poi di traffico sul sito. Con gli abbonamenti ci provano ma siamo ancora a numeri molto bassi perché possano bastare. Da qui il fenomeno di titolare in modo sensazionale o allarmistico degli articoli e far si che la gente faccia “clic”.

Il decreto Conte sul coronavirus

Ora, visto che è gratis di solito si legge senza dare troppa importanza, magari senza andare oltre al titolo e alle prime righe. Perché online è troppo più difficile stare attenti. Online conta solo la velocità, a tutti costi. È in quest’ottica che si è diffusa la bozza del decreto legge sul coronavirus che ha portato centinaia di persone a cercare di evadere da Milano in preda al panico.

Noi millennial siamo sovracculturati, dotati di una grossa coscienza e in media abbiamo tutti una laurea o abbiamo studiato per gran parte della nostra vita. Ci piacciono i libri e siamo forse l’ultima generazione rimasta di lettori incalliti. Compriamo ancora i giornali, ci nutriamo di cultura, insomma ci diamo da fare.

Coronavirus: che fare in famiglia?

Ogni millennial dovrebbe prendersi in carico la propria famiglia dove c’è un nonno che ce l’ha coi migranti, un fratello minore che ha paura di morire per il Coronavirus, uno zio convinto che il virus sia un’arma batteriologica e che siamo in una guerra e una mamma che manda le mimose nelle chat con le colleghe. Il millennial è una sentinella. Dovrebbe cullare i suoi cari e mettersi li a fargli lezione, senza sembrare altezzoso. Certo per loro sarà scandaloso. Chi sei tu? Che cosa hai mai fatto tu nella vita per permetterti di parlare? Chi ti credi di essere per quella cavolo di laurea che hai? Fregatene. Fai conto di essere un padre pellegrino in una terra di eretici e porta il verbo della ragione.

Le notizie vanno lette, verificate e assorbite. Ti faccio un esempio: in condizioni normali andresti a sbandierare in un luogo affollato la tua opinione personale, la tua frustrazione e le tue ansie? O andresti in un luogo dove gli altri in massa lo fanno all’unisono? No. Facebook è esattamente quel luogo affollato e non ti dico che devi abbandonarlo, ma quantomeno frequentarlo con cura. Idem i gruppi Telegram e WhatsApp, Twitter etc. I tuoi familiari sicuramente stanno attaccati al telefono ad ammalarsi di ansia ogni istante di più. Aiutali.

Ora il tema è il virus, dopo ci sarà l’economia, poi la politica e poi tutto il resto. Siamo gli unici in Italia a potere aiutare i nostri cari a centrarsi. Che sia la nostra missione!

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