Perché bisogna leggere riviste come questa? Non fatelo, fa malissimo!

Se Gesù stesse sulla croce in questo momento, voi sareste tutti a fare storie su Instagram

3 agosto 2018
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Ecco perché questa rivista, insieme alle altre, sta uccidendo la filosofia e noi. Perché bisogna leggere giornali online? Non fatelo, e migliorerete il mondo.

 

“L’adorazione delle apparenze si paga” appuntava nei suoi diari il filosofo Henri-Frédéric Amiel. Non so se fosse arrivato a formulare questo assioma dopo essersi accorto che la verità può essere ignorata.

Questa rivista, come Marie Claire, larepubblica.it, fanpage.it ecc, non è stata pensata per farti ragionare. Questa rivista non vuole porti delle domande o fartele porre: vuole darti un’opinione. Non c’è nulla di male in questo, né nulla di meno nobile, ma sappi che ogni volta che leggi una rivista online tu stai deliberatamente fuggendo dalla verità.

 

 

In un altro articolo avevo già scritto che “ci hanno tolto la libertà di espressione saturandola”. In rete e anche fuori da essa troverai sempre delle opinioni vicine alle tue. Se da un lato questo dà vita alla “bolla” e all’estremizzazione, che porta alla polarizzazione delle idee, dall’altro ci fa sentire a casa, coccolati, c’è qualcuno che la pensa come noi. Ecco perché bisogna leggere riviste online: per andare a letta ancora più tranquilli, lobotomizzati.

150 anni fa un media poteva diffondere delle idee (non opinioni) impopolari, che contrastassero il sistema o scatenassero una reazione, in alcuni casi propiziare una rivoluzione. Ora che tutti parlano di tutto, e c’è sicuramente qualcuno che parla di qualcosa e qualcuno che afferma il contrario, gli articoli non possono essere più pericolosi e rivoluzionari.

Avete mai visto qualche “potente” affermare che ci sono troppi articoli online? C’è chi propaganda la xenofobia e chi l’amore tra i popoli, chi giura amore eterno alla carne e chi ti invita a mangiare vegano, ma nessuno che dice “basta con gli articoli”. Tutti ti spiegano invece perché bisogna leggere questo e quello. Perché tutti, e dico tutti, guadagnano con la sovrapproduzione di informazioni. Le riviste guadagnano economicamente, il mercato cresce, le aziende e la politica ci guadagnano in visibilità, tu che leggi trovi piacere, l’illusone di una conoscenza e distrazione. Incredibile come un sistema abituato a far circolare idee non metta mai in dubbio l’idea del suo stesso sistema.

 

Siamo assuefatti. Notizie che in un’altra epoca ci avrebbero fatto ribellare o provare delle emozioni forti ora non portano a nulla. La verità non genera alcun tipo di reazione. L’informazione “libera” è la scritta “il fumo uccide” sopra il pacchetto. Sapere un fatto, un dato, uno scandalo, una scoperta scientifica… non porta a nulla. Siamo tutti d’accordo sul fatto che il fumo uccide ma continuiamo a fumare. Mettono immagini raccapriccianti, e noi fumiamo.

La verità non ci tocca più, per accettarla avremo bisogno di tempo per elaborare una risposta emotiva, mentale e fisica, ma arriva subito una nuova “verità” a distrarci.

Tutte queste notizie servono solo a distrarci di continuo, così che noi non possiamo emozionarci e generare una reazione.

Molti film pre anni ’90 ci risultano lenti se visti ora. Guardiamo più immagini con uno scroll noi ora che un nostro antenato del 1800 in tutta la sua vita. Vale lo stesso con i porno. Vediamo più persone nude accedendo ad un sito di quante nel XVIII secolo non ne abbia viste Giacomo Casanova.

 

 

Questi bombardamenti ci distraggano. Non posso dirvi se questo sia imposto o sia un’evoluzione antropologica naturale, sarebbe una mia opinione, ma posso domandarlo a ciascuno di voi. Perché bisogna leggere le notizie e le opinioni? Cosa resta di tutto ciò che leggete? Non parlo di conoscenza, potreste ricordare ogni parola, ma quale reazione genera tutto ciò? Potete pensarci o cliccare sul tasto “LEGGI IL PROSSIMO ARTICOLO”.

In verità io vi dico che se Gesù stesse sulla croce in questo momento, voi sareste tutti a fare storie su instagram. Al digerire una sola verità, preferiamo ruminare continui simulacri di verità.

A questo sistema che tu lettore stai alimentando e a tutti quelli che lo sfruttano non posso che citare ancora Amiel: “Un errore è tanto più pericoloso quanta più verità contiene”.

Credo negli ideali non nelle opinioni, quindi non proporrò alternative, non dirò perché bisogna leggere comunque o perché non bisogna leggere: voglio lasciarvi il beneficio del dubbio.

A tutti i Millennial che non leggono TheMillennial.it

 

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