Nel testo di Antartide dei Pinguini Tattici Nucleari c’è la bio di ogni millennial

Avatar
8 Aprile 2020
1032 Visualizzazioni

I Pinguini Tattici Nucleari a me non piacciono (so che è molto indie da dire), non mi piacevano prima di Sanremo e nemmeno dopo. Una cosa devo però riconoscerla: in un mondo di testi pieni di citazioni, in Antartide c’è la biografia di qualsiasi Millennial.

 

“Ad 11 anni quando eri piccola

Aspettavi una lettera da Hogwarts

Per dimostrare a tutti i tuoi compagni

Che eri tu quella diversa da loro

 

Sì ma non arrivò

E la bimba più dolce pianse lacrime amare

A volte però

Sembra quasi tu sia ancora lì ad aspettare”

 

Un’adolescenza di ribellione come in tutte le generazioni. Mentre altri avevano il punk o il rock nel pieno del loro splendore a cui aggrapparsi, noi abbiamo creduto alla magia in un mondo di babbani, rimanendone alla fine perennemente scottati. Sì, anche gli uomini palestra sempreverde di oggi sotto sotto sognavano di ricevere quella lettera.

 

 

“E non so cosa, non so dove, non so chi, se

Nessuno guarda, freghi l’uva all’MD”

 

Io prima di documentarmi credevo fosse un riferimento all’MDMA che non riuscivo a cogliere. Invece anche i Pinguini Tattici pesano le arance per cipolle quando vanno all’Esselunga, dura fare altrimenti con lo stipendio da stagista perenne.

 

“Disegni arcobaleni sopra Pinochet

Credi che tutte l’eccezioni siano regole”

 

Cresciuti con addosso le maglie della Benetton ci siamo illusi che tutti la pensassero come noi politicamente, rose fiori e LGBT, nel frattempo le tasse di quei vestiti finanziavano i militari in Afghanistan.

 

 

 

“Ahia ahia ahi

Ma giuri che tra un po’ te ne andrai

Ahia ahia ahi

Alla fine però non lo fai mai

 

Ahia ahia ahi

Provan a rompere il ghiaccio con te

Ahia ahia ahi

Non sanno che tu sei l’Antartide”

 

Ritornello manifesto del Millennial di provincia, il quale sogna di andarsene ma si fa prima a dire che a farsi e non andarsene mai dalla provincia italiana è l’unico vero modo di continuare a sognare di farlo un giorno.

Tutta questa disillusione ci ha reso cinici. Punto.

 

“Quando le amiche parlavano di sesso

Ergevi muri e ti mancava l’aria

Qualcuna di loro poi rimase incinta

E invece tu sempre in cinta muraria”

 

Le statistiche dicono una cosa molto chiara dei Millennial italiani, parliamo di sesso ma non lo facciamo.

Pinguini Tattici Nucleari Touché.

 

“Gli uomini, sai

Sono animali strani come ti diceva tua nonna

In grado di dimenticarsi gli olocausti

Ma quasi mai il viso di una donna”

 

Noi Millennial non abbiamo una memoria storica e i Pinguini Tattici Nucleari ce lo ricordano. Alcuni rivogliono Berlusconi che noi stessi da giovani prendevamo in giro. Però siamo degli inguaribili romantici, che poi non concludono, non finalizzano ma siamo cresciuti a Titanic, How I met your mother e frasi dei Baci Perugina di romanticherie ne abbiamo a pacchi.

 

“E con lo sguardo perso dentro un cielo terso

Il cuore di JD e la testa di Kelso”

 

A proposito di serie televisive in corsia d’ospedale che hanno cresciuto i Millennial c’è Scrubs, siamo dei sognatori induriti dal cinismo dell’11 settembre e della crisi.

 

“E nello studio di papà mettevi i dischi

Gigi D’Agostino e poi Stravinskij”

 

Noi di TheMillennial abbiamo una rubrica solo per spiegare la complessità dei generi musicali che hanno accompagnato i Millennial. Dagli Eiffel 65 registrati in musicassetta alla trap, come per tutti gli ambiti della vita siamo palesemente sconquassati nelle fondamenta.

 

“E forse Dio ha creato i buchi nell’ozono

Per spiarti quando ti fai la doccia

E pagheresti tutti i tuoi giorni di sole

Per un singolo giorno di pioggia”

 

Stiamo diventando uomini e donne disillusi che fanno porno amatoriali pur di apparire, e abbiamo dentro un grosso buco emozionale. Ora momento serietà perchè ci aspetta la sfida sul clima che segnati da attentati, crisi ed epidemie non sentiamo di avere la forza di affrontare. Vorremmo solo lasciarci andare con un bel pianto.

 

 

Leggi anche: