Godi? E allora grida! Perché gli uomini urlano allo stadio, ma a letto non fiatano

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27 Maggio 2020
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È una mia impressione o, quando fanno sesso, gli uomini non esternano particolarmente le proprie emozioni, specialmente a voce?

Pensavo fosse una prerogativa del maschio etero, ma dopo essere andata a letto con uomini bisessuali, dopo avere visto porno in cui venivano rappresentati tutti gli orientamenti e con uomini sia cisgender (ossia che si identificano col sesso assegnato alla nascita) che transgender (persone che non si identificano col sesso assegnato alla nascita) mi sono resa conto che di rado si sente un maschio godere.

Sembra che gli uomini non siano a proprio agio nell’esprimere quello che provano, anche durante il sesso.

Perché i maschi non godono col sonoro?

Non credo che si tratti di una questione genetica. Credo piuttosto che le ragioni siano socio-culturali. Ai maschi viene detto che la mascolinità va espressa tramite comportamenti virili come per esempio contenere le proprie emozioni, al massimo esprimendo aggressività e comportamenti definiti machisti.

Inevitabile che queste repressioni e oppressioni si siano estese alla sfera sessuale, un momento che dovrebbe essere di libertà e liberazione ma che nei fatti diventa la cartina di tornasole di molte paranoie e pregiudizi. E così finisce che il momento dedicato al godimento lasci  spazio ad ansia da prestazione (espressioni problematica in sé, perché identifica il sesso con la performance, manco dovessimo essere tutti attori porno) e, per chi ha un pene, a tutte le ossessioni connesse. Conformazione, lunghezza, grossezza, colore, quantità, densità e odore dello sperma, durata dell’erezione fino all’eiaculazione.

Quando il pene è bello?

C’è poi una dicotomia che complica la questione. Da una parte il pene viene bistrattato, difficile vederne uno nelle rappresentazioni di nudo. Del corpo maschile vengono ritratte altre parti e non solo per ragioni legate alla censura: è pensiero diffuso che esteticamente non sia un gran che. E io non sono d’accordo (in ogni caso questa affermazione non vi autorizza a inviarmi la foto non richiesta del vostro cazzo, giusto per chiarire). D’altra parte si finisce per spedirlo a chiunque come affermazione della propria esistenza (erotica). Provate a chiedere a un pene-dotato di inviarvi una foto di sé nudo, nel 90% dei casi vi manderà la ben nota dick pic e, anche quando non chiedete alcuna foto, potrebbe arrivare inaspettata (true story!). Perché, secondo un diffuso pregiudizio,  il pene è considerato la principale ragione di godimento in un rapporto sessuale.

Immagino non sia facile vivere con questo doppio standard: in ogni caso si generano fraintendimenti o dispiaceri.

Come funziona la sessualità maschile?

Il punto è che la sessualità maschile non può essere ridotta al cazzo. Mi rifiuto di pensare che gli uomini non godano in altro modo e che – in generale – siano incapaci di esternare il proprio godimento.

Probabilmente un certo tipo di porno ha distorto l’immaginario rappresentando le performer femminili come mènadi e i performer maschili come bacini muti.

Sia chiaro che gemere non deve essere un atto dovuto e mentire è controproducente: se non ci dovesse piacere qualcosa, dovremmo trovare il modo di dirlo.

 

Immagino che non sia possibile un cambiamento dall’oggi al domani e mi sono resa conto che talvolta gli uomini che manifestano soddisfazione con gemiti o parole sono percepiti come strani o addirittura ridicoli. A volte queste impressioni sono degli uomini stessi, che – non abituati – si sentono a disagio nel palesare quel che provano.

Gli uomini urlano allo stadio, ma a letto non fiatano

Qualche anno fa Cosmopolitan (USA) pubblicò un articolo in cui 13 giovani uomini intervistati si descrissero quasi tutti come tipi poco “vocalici” e uno di loro disse: “Non so perché i ragazzi sono generalmente più silenziosi. So solo che se provassi ad essere più rumoroso, mi sentirei davvero forzato”.

Millennial, è ora di dire basta al profilo basso e sì alla foja! Che ne è della voce che tirate fuori allo stadio? E quella che usate ai concerti? Non ci bastano più gli “Uh!” e gli “Oh” da Wimbledon, vogliamo sentirvi come se fossimo in un’ammucchiata del Sei Nazioni di rugby, che vi lasciaste andare a qualche parola e frase zozza come se dentro di voi albergasse Bukowski oppure che ci sussurraste qualche romanticheria sensuale. Fate come vi pare, trovate la vostra voce e usatela!

Il sesso è una danza

Si prospettano scopate entusiasmanti, più coinvolgenti che mai, finalmente non ci sarà bisogno di chiedere “Ti è piaciuto?” alla fine, né “Sei vivo?!” durante.

Iniziate a sperimentare in una situazione confortevole, per esempio durante la masturbazione. Ascoltatevi e cercate di percepire cosa provate, non giudicatevi e osate, per poi portare l’esperienza nell’incontro con l’altro. Se proprio non vi dovesse piacere e capite che non fa per voi, amen, ma non arrendetevi e scovate nuovi modi per esprimere la vostra partecipazione.

Il sesso è apertura, incontro, prima di tutto con sé stessi e poi coi partner. Lasciate andare il respiro, la voce, anche i muscoli e i nervi si distenderanno e i movimenti diventeranno più fluidi.

Siate pronti a fare l’amore come se danzaste, perché una volta che darete voce alle emozioni, niente sarà più come prima.

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