fbpx

L’inspiegabile e contraddittorio successo delle app di meditazione

30 Novembre 2021
209 Visualizzazioni

Il paradosso nell’ovvietà. Laddove gli studi tutti quanti confermano che sono i nostri smartphone a causare l’ansia quotidiana che proviamo, le app di meditazione promettono relax e pace mentale sfruttando proprio quello schermo dove facciamo ‘tap’ 3mila volte al giorno.

Se prima della pandemia la meditazione era vista dai più come una pratica per santoni e invasati dello Yoga, nel biennio 2020-2021 le app per fare “ooommmm” seduti a gambe incrociate hanno avuto uno straordinario successo traducibile in chat, gruppi, download e canzonette rilassanti. Nella sostanza, le app per meditazione stanno monetizzando il “non fare niente”.

Lungi da noi essere critici nei confronti della mediazione eh, non sia mai. Ognuno trovi calma e quiete nel modo che più lo appaga, ma da qui a dire che la meditazione è un rimedio per chiunque, ce ne vuole. Noi per esempio ci abbiamo provato, e il risultato è stato un crampo al polpaccio e un ritardo colossale nelle deadline della giornata. Siamo troppo imbruttiti? Forse. Ma almeno non ci palesiamo come metro e misura della ricerca dell’equilibrio mentale.

Com’è che le app di meditazione stanno andando così alla grande

Com’è che le app di meditazione stanno andando così alla grande. Perché sono furbe. Furbe e smart. Queste app si sono basate su concetti psicologici da primo anno di università per trarne delle realtà valide un po’ per tutti; hanno messo immagini, animazioni e suoni che la maggior parte di noi definirebbe rilassanti e hanno fatto leggere i testi “meditativi” a personaggi famosi il cui timbro della voce si avvicina molto a quello dei monaci zen. Se non avete idea di chi sono i monaci zen, ecco qui un video dimostrativo.

La più popolare fra le app di meditazione è Calm, ed è molto più di un’app

Nel suo complesso, questa applicazione promette di favorire il rilassamento, migliorare il modo in cui dormiamo e ridurre l’ansia e la tensione. L’app stessa ha lanciato nel mondo delle celebrità Tamara Levitt, un’insegnante di meditazione canadese che ha prestato la sua voce per i testi e le canzoni contenuti nell’app. Ma Calm ha fatto molto di più: ha attratto i giovanissimi sbattendoci dentro pure la voce di Harry Styles, ex cantante degli One Direction i cui capelli hanno dato via all’omonima moda.

Ma Calm si è spinta ben oltre. Ha prodotto un contenuto lungo, definito il “film più noioso di sempre”. Uscito nel 2017, dura 8 ore e mostra pecore al pascolo in un campo. Gli ideatori di questo “film” l’hanno chiamato “Baa Baa Land“. Beh, geniale. Semplicemente diabolico, considerando che l’anno prima era uscito ‘La La Land’.

E pensate ancora che le app di meditazione siano un universo per santoni e invasati? Ma non scherziamo, qui c’è dietro uno staff di marketing e geni del male che hanno capito come fare soldi attraverso una malcelata ironia perculante delle masse.

Però, la crescita economica delle app di meditazione non sarebbe stata nulla senza pandemia

Molte analisi e studi confermano che le app di meditazione e il loro successo non sarebbero comprendibili se non inquadrati nel contesto pandemico. Solo i download di Calm aumentarono di un terzo nella primavera 2020 e, ad oggi, contano più di 3 milioni di account collegati.

Solo ad aprile 2020 più della metà degli scritti aveva fatto l’abbonamento annuale e gli utenti continuano a crescere. Inutile dire che il successo generato da quest’app ha attirato partnership di grosso livello come Uber o Airlines che propongono minuti di intensa meditazione durante viaggi in auto o aereo.

La promozione e il chiacchiericcio che si sono sviluppati attorno a quest’app hanno creato una crescente attenzione per sviluppatori e amanti dello Yoga, che infatti hanno subito creato nuove popolarissime app di meditazione: Headspace, Rootd, Fabulous sono solo alcuni esempi. Ad ogni modo, oggi Calm detiene cifre da capogiro, la società è quotata infatti a più di 2 miliardi di dollari.

Ma perché queste app funzionano così bene?

Il presupposto di Calm e di tutte le app di meditazione è un mantra pressoché indistruttibile: non ci staccheremo mai dai nostri telefoni. Agli stessi strumenti a cui chiediamo di organizzarci la giornata, e di aiutarci a lavorare, o di svegliarci la mattina, adesso chiediamo anche di fornirci sollievo e di eliminare lo stress dalla nostra vita. Paradosso? Sarcasmo? Karma della vita terrena? Non lo sappiamo, tutto quel che ci è dato conoscere è che le app per meditazione sono le più scaricate insieme a quelle per incontri.

Leggi anche: