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	<title>droga Archivi - The Millennial</title>
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	<title>droga Archivi - The Millennial</title>
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		<title>Dispiace per Brumotti, ma la verità è che esiste solo se lo prendono a sprangate</title>
		<link>https://themillennial.it/cultura/brumotti-picchiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ray Banhoff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2020 09:15:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/brumotti-picchiato/" title="Dispiace per Brumotti, ma la verità è che esiste solo se lo prendono a sprangate" rel="nofollow"><img width="620" height="339" src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/05/brumotti-picchiato.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2020/05/brumotti-picchiato.jpg 620w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/05/brumotti-picchiato-300x164.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/05/brumotti-picchiato-550x301.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/05/brumotti-picchiato-520x284.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/05/brumotti-picchiato-15x8.jpg 15w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/05/brumotti-picchiato-150x150.jpg" width="150" height="150" title="brumotti picchiato" alt="" /></div><div>Chi crede che Brumotti sia stato picchiato perché fa informazione? Ci credono al massimo quelli de Il popolo di Striscia. Non ci crede nemmeno Salvini che lo elegge a eroe, lo sbandiera per lisciare il pelo al potenziale elettorato che il Popolo di Striscia incarna. Non si è mai visto un giornalista investigativo andare a [&#8230;]</div>]]></description>
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<p dir="ltr">Non si è mai visto un giornalista investigativo andare a mostrare le ferite e dire frasi tipo: mi hanno sbattuto un oggetto contundente sulla mascella. Uno serio una roba del genere non la fa. <strong>Brumotti non è che non sia serio, ma esiste solo se lo prendono a sprangate.</strong></p>
<p dir="ltr">Non voglio scomodare Carmelo Bene ma è il primo riferimento che mi viene in mente. Brumotti non esiste.</p>
<p dir="ltr"><strong>Brumotti è l’emanazione di un&#8217;assenza.</strong> Abita in un contesto televisivo di intrattenimento, in cui creare una narrazione di “denuncia” è stato lo scudo per non essere bollato come trash televisivo. Il risultato? Striscia che denuncia è ancora più trash di Striscia del Gabibbo. I tapiri, gli inseguimenti agli inviati, Wanna Marchi e i santoni, per carità è tutto vero, in qualche modo spesso Striscia ha contribuito a tirar su delle magagne dal pantano. Ma quel tizio con la ventosa per il cesso in testa, Staffelli, Jimmy Ghione, che viaggio mentale sono?</p>
<p dir="ltr"><strong>Striscia è una degenerazione del sistema dell’informazione. </strong></p>
<p dir="ltr">Assetati di news, strafatti di input che poi non gestiamo, assuefatti a violenza e degrado, bisognosi di andare sempre uno step oltre nell’abisso, abbiamo delegato la denuncia sociale a un programma di intrattenimento. O meglio, questo programma <strong>ha scavato nell’inconscio italiano per decenni ogni sera in fascia oraria da tg, autolegittimandosi, riproponendone le formule ma in chiave film di Jerry Calà</strong>. La formula dei due conduttori all’americana, le veline, i cani, il Gabibbo, i servizi. È lui o non è lui? Cerrrrrrto che è lui. <strong>Cazzo, nemmeno la cura Ludovico Van è in grado di farti il lavaggio del cervello così bene.</strong></p>
<p dir="ltr">Così ecco Brumotti, poverino, che per campare gli tocca dire che è contro la droga (che sarà pure vero, non lo mettiamo in dubbio), ma soprattutto gli tocca farsi picchiare cosicché si parli di lui e non venga il suo momento di passare lo scettro a un altro che magari fa le scorregge con le ascelle e cerca gli spacciatori.</p>
<p dir="ltr"><strong>Mi fa tanta tenerezza che Brumotti giri sempre in bici, che è la cosa che sa far meglio e che vada contro il crimine sempre sulla sua fedelissima mountain bike.</strong> In qualche modo ci crede anche lui, si sente che non si sta sputtanando del tutto proprio perché fa le acrobazie con la bici. Li è se stesso. Poi quando arrivano gli spacciatori, invece che scappare gli tocca fare il vero lavoro per cui lo pagano, così gli va incontro a braccia aperte: <strong>ecco, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per il Grande Tapiro Cosmico</strong>. Non è un rito collettivo, non è il Cristo, è un atto di martirio che inscena per rimanere famoso.</p>
<p dir="ltr">Se fossimo in Batman ci sarebbe quella scena epica in cui il vero Bruce Wayne deve disarmare i suoi imitatori, degli sciocchi travestiti da lui che finirebbero per farsi ammazzare.</p>
<p dir="ltr">Brumotti si fa picchiare in pieno giorno in centro a Milano, al sicuro. Non so se ci andrebbe di notte in qualche palazzo di Baggio o a Scampia. E se lo facesse sarebbe solo per restare sulla breccia. <strong>Il problema è che magari un giorno ci rimette le penne per davvero.</strong> E che facciamo gli intitoliamo le strade? Gli dedichiamo qualche premio giornalistico tipo Penne Pesto e Inchiostro? Oppure ci tocca dire che è un morto sul lavoro qualunque, uno del mondo dello spettacolo, dove ti chiedono di venderti l’anima e il buco del culo per due lire e quattro like? <strong>Ognuno è libero di fare le sue scelte, ma non dimentichiamoci mai i motivi per cui le facciamo</strong>. Brumotti fa benissimo a fare ciò che vuole, ma noi ricordiamoci sempre che noi andiamo al lavoro in ufficio, in ospedale, nel camion. Lui va al lavoro facendosi pestare in Porta Venezia. Sono scelte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
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		<title>Come uscire da una dipendenza grazie alle strisce di Charlie Brown e Snoopy</title>
		<link>https://themillennial.it/relazioni/come-uscire-da-una-dipendenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Trimarchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2020 09:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psico]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
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		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/relazioni/come-uscire-da-una-dipendenza/" title="Come uscire da una dipendenza grazie alle strisce di Charlie Brown e Snoopy" rel="nofollow"><img width="1100" height="600" src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze.jpeg 1100w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-300x164.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-1024x559.jpeg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-768x419.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-550x300.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-520x284.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-625x341.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-15x8.jpeg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-810x442.jpeg 810w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-150x150.jpeg" width="150" height="150" title="come vincere dipendenze" alt="" /></div><div>Abraham J. Twerski, autorità internazionale nel campo della disintossicazione dalle dipendenze da droga e alcool, ha scritto un saggio rivelatore intitolato Su con la vita, Charlie Brown! Che ci invita ad affrontare i problemi di ogni giorno con l’aiuto dei Peanuts. &#160; “Mia madre diceva sempre: il problema è che ognuno bada ai propri bisogni materiali, [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/relazioni/come-uscire-da-una-dipendenza/" title="Come uscire da una dipendenza grazie alle strisce di Charlie Brown e Snoopy" rel="nofollow"><img width="1100" height="600" src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze.jpeg 1100w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-300x164.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-1024x559.jpeg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-768x419.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-550x300.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-520x284.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-625x341.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-15x8.jpeg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-810x442.jpeg 810w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-150x150.jpeg" width="150" height="150" title="come vincere dipendenze" alt="" /></div><div><img width="1100" height="600" src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze.jpeg 1100w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-300x164.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-1024x559.jpeg 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-768x419.jpeg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-550x300.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-520x284.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-625x341.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-15x8.jpeg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/come-vincere-dipendenze-810x442.jpeg 810w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><h3>Abraham J. Twerski, autorità internazionale nel campo della disintossicazione dalle dipendenze da droga e alcool, ha scritto un saggio rivelatore intitolato <em>Su con la vita, Charlie Brown!</em> Che ci invita ad affrontare i problemi di ogni giorno con l’aiuto dei Peanuts.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Mia madre diceva sempre: il problema è che ognuno bada ai propri bisogni materiali, ma alle esigenze spirituali degli altri.”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Già dall’incipit di questo saggio sull’autoanalisi, mi sono subito chiesto se ci fosse un modo più astuto di invitare il lettore a un confronto col proprio <em>io</em> che non fosse attraverso la figura materna e il senso di gratificazione o frustrazione che da essa possono derivare. Probabilmente, no, quindi ho accettato l’invito e mi sono guardato dentro.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Poi, l’autore mi ha completamente colto di sorpresa, proponendo<strong> un modello alternativo alla consueta seduta di psicoanalisi</strong>. Invece di inoltrarsi negli angusti territori dell’infanzia, Twerski ha lasciato che fossero Charlie Brown e gli altri personaggi della fortunata striscia comica di Charles M. Schulz, meglio nota come Peanuts, a darmi modo di farmi una bella risata di fronte ai miei fantasmi di sempre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le dinamiche psicologiche presenti nei Peanuts sono messe in scena in maniera così semplice e sottile, ho pensato leggendo, che spesso non ci rendiamo nemmeno conto della loro efficacia. Così l’autore di questo saggio si è proposto di farlo per noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Chi è Abraham J. Twerski</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abraham J. Twerski, <strong>rabbino e psichiatra americano, è un novantenne dall’animo Millennial.</strong> Per vent’anni è stato direttore clinico del Dipartimento di psichiatria del St. Francis Hospital di Pittsburgh; è anche il fondatore e direttore medico del Gateway Rehabilitation Center, uno dei più rinomati centri per la lotta alle dipendenze da alcool e droga.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con questo saggio pubblicato alla fine degli anni Ottanta e intitolato <em>Su con la vita, Charlie Brown!</em>, Twerski si è reso conto che affrontare certi temi con i suoi pazienti in maniera troppo diretta, specie quando questi potrebbero aver già sviluppato certi meccanismi di difesa contro il proprio analista, potrebbe essere controproducente all’attività terapeutica stessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Allora cosa ha fatto, Twerski? Semplicemente ha sviluppato <strong>un modello che non interpreta gli eventi per noi, ma si limita a mostrarci i personaggi di Schulz</strong> nelle consuete strisce dove essi agiscono secondo le loro inclinazioni. A noi resta il compito dell’interpretazione. Ovviamente, nel libro lui doveva pur dirla qualcosa, ma lo ha nella maniera più concisa e lucida possibile, descrivendo le strisce e ordinandole per capitoli e paragrafi.</p>
<h5></h5>
<h5><strong>Problemi di dipendenza: dal valutare se Stessi all’affrontare gli altri</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Passando attraverso concetti di autostima, amore, amicizia, ansia, depressione e senso di colpa, Twerski si propone di tracciare una linea ben definita tra il momento di valutare se stessi (primo capitolo) e quello di affrontare gli altri (ultimo capitolo.) Ci suggerisce dunque di cominciare facendo un inventario personale per migliorarci, ed è sorprendente di come sia capace di trovare le vignette di più adatte a questo compito per comunicarci qualcosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Due temi cari a noi Millennials sono l’ansia e il problema dell’autostima.</strong> Sebbene il saggio sia stato pubblicato ben prima dell’avvento dei social, è interessante notare la lucida critica a tematiche attuali come il fatto che nel caos globale che imperversa ci dobbiamo aiutare da soli. Se, ad esempio, abbiamo un’indole più riservata per natura, in quest’ambiente mediatico pare quasi impossibile mantenerla. A questo proposito, Twerski ci consiglia: <strong>“Le relazioni sociali non son sempre una solida base di appoggio.”</strong> Figurarsi in un simile contesto mediatico, dico io. Rendersi conto delle proprie capacità e incapacità invece è la vera base per trovare un posto nel caos che ci circonda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così ci avviciniamo alla conclusione di questa guida <em>spirituale</em> in cui, se abbiamo prestato sufficientemente attenzione, ci rendiamo conto che non è più di noi che si parla, ma del <em>noi in relazione agli altri</em>. Si, perché è proprio qui che si devono mettere in pratica gli insegnamenti di Twerski, nella <strong>nostra capacità di aprirci agli altri, alla diversità, alla paura dell’incomunicabilità.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>L’Auto-analisi Come Passo Decisivo Verso La Coscienza Dell’Individuo</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutte le parole e i racconti possono intervenire nelle coscienze e quindi offrire un’opportunità di cambiamento a ognuno. Ho vissuto negli Stati Uniti da oltre due anni ed è da qui che scrivo per raccantarvi di Abraham J. Twerski.<strong> In questi anni mi è stato vicino mentre scrivevo, mangiavo, bevevo e mi disperavo. Mi è stato accanto mentre di notte cercavo brandelli di pace interiore.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abraham J. Twerski non mi ha proposto delle soluzioni su come rompere una dipendenza psicologica o affettiva. Mi ha semplicemente dato il permesso di sorridere alle sventure di personaggi immaginari, ordinandoli a seconda dei domini a cui esse appartengo: autostima, amore, amicizia, ansia, depressione, senso di colpa, senso di responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così mi sono reso conto di una cosa. Per quanto possa vantarmi della mia cultura e delle mie radici, in riferimento ai campi di letteratura e saggistica, <strong>un merito esclusivo lo voglio dare agi Americani: “Thinking outside the box”</strong> dicono loro, e io concordo in pieno perché penso che è quello che sanno fare meglio di tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Twerski è stato in grado di estrapolare un grande problema di natura scientifica e risolverlo attraverso delle strisce a fumetti che si era portato da casa per ridurre lo stress su lavoro durante la pausa pranzo. Allora, eccovi un piccolo aiuto psichiatrico, 5 cents only: <em>Su Con La Vita, Charlie Brown! </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Consigliato allo studente di psicologia come al Millennial che attraversa una piccola crisi quotidiana. Un libro leggero e ricco di soluzioni che spesso passano inosservate perché abbandonate al caso.</p>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Come sopravvivere a febbraio tra spacciatori e drogati davanti alla tv</title>
		<link>https://themillennial.it/cultura/cosa-fare-febbraio-consigli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ray Banhoff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 09:14:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/cosa-fare-febbraio-consigli/" title="Come sopravvivere a febbraio tra spacciatori e drogati davanti alla tv" rel="nofollow"><img width="1020" height="680" src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico.jpg 1020w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-550x367.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-520x347.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-625x417.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-810x540.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-150x150.jpg" width="150" height="150" title="narcos messico" alt="" /></div><div>Febbraio febbraietto, corto e maladetto… recita un arcaico e nefasto proverbio toscano. Ma prendiamone il buono. Siamo in un mese di cicli lunari folli, le temperature sono in ribasso e la primavera è ancora lontana. Motivo ottimo per piantarsi di fronte a uno di quei begli schermi 4k delle vostre smart tv visto che stanno [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/cosa-fare-febbraio-consigli/" title="Come sopravvivere a febbraio tra spacciatori e drogati davanti alla tv" rel="nofollow"><img width="1020" height="680" src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico.jpg 1020w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-550x367.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-520x347.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-625x417.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-810x540.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-150x150.jpg" width="150" height="150" title="narcos messico" alt="" /></div><div><img width="1020" height="680" src="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico.jpg 1020w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-550x367.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-520x347.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-625x417.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-810x540.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2020/02/narcos-messico-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /><h4 dir="ltr">Febbraio febbraietto, corto e maladetto… recita un arcaico e nefasto proverbio toscano. Ma prendiamone il buono. Siamo in un mese di cicli lunari folli, le temperature sono in ribasso e la primavera è ancora lontana. Motivo ottimo per piantarsi di fronte a uno di quei begli schermi 4k delle vostre smart tv visto che stanno per uscire delle grandi serie Netflix e Sky. Ovvero ciò che più piace fare a un Millennial.</h4>
<p dir="ltr"><strong>E se siete venuti su con Chips, X-Files, Twin Peaks etc… non potete rinnegare il vostro amore per il poliziesco psichedelico.</strong></p>
<h2 dir="ltr">Narcos Messico</h2>
<p dir="ltr">Di Narcos e dell’iconografia di Pablo Escobar non mi è mai fregato niente, anzi li trovo piuttosto banali. Ma <strong><em>Narcos Messico</em> è un discorso a parte</strong>. La prima stagione è stata folgorante e si è incentrata sulle vicende di una squadra di poliziotti contro un astro nascente della criminalità. Ovvero gli agenti della Dea tra cui Kiki Camarena (un personaggio assolutamente vicino all’immaginario di Don Winslow) vs. Felix Gallardo, il boss del clan di Guadalajara. Non voglio spoilerarvi la prima stagione ma è finita male male con lacrime e tensione. <strong>Non siamo di fronte alla solita sbruffonata dei narcotrafficanti che imitano Al Pacino fatto e violento</strong>. Ma ad una storia molto più messicana, quindi <strong>vicina alla gente normale, ai tacos, alle pecore, alla criminalità becera</strong>, agli alibi che si mischiano con le ragioni in cui tutti sono cattivi ma hanno anche un che di umano. Insomma un vero drammone girato con un sacco di ritmo e con attori della madonna. Giovedì 13 la ritroveremo su Netflix.</p>
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</a></p>
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<h2>Il Cacciatore</h2>
<p dir="ltr">Sempre in tema poliziesco/storico torniamo in Italia con quella che è stata la serie tv più bella da un pezzo a questa parte (assieme a <em>Gomorra</em> e <em>Suburra</em>) ovvero <em>Il Cacciatore</em>. Il 19 febbraio torna su Rai 2 la serie interpretata da Francesco Montanari che dal suo ottimo Libanese in <em>Romanzo Criminale</em> non ha più sgarrato un ruolo. Al suo fianco c’è Edoardo Pesce che interpreta un inquietante Giovanni Brusca. Abominevole, cattivo, pericoloso, un po’ come il ruolo che ha avuto in <em>Dogman</em> di Garrone, ma questa è un’altra storia.<strong> <em>Il Cacciatore</em> è la storia di un magistrato antimafia che sta addosso a Cutolo, Brusca &amp; co.</strong> Siamo nella Palermo degli anni ‘90 in cui si spara in città e si mettono bombe.</p>
<p dir="ltr">La giustizia per essere tale non può mai aggirare le regole e Saverio Barone (il protagonista) lo ha imparato a son di strigliate e fallimenti, anche per via di un passato in cui non è stato esattamente un ragazzo pulito. <strong>La prima stagione era girata da dio (La fotografia è ottima, la colonna sonora perfetta e il ritmo è serrato)</strong>, quindi c’è da sperare bene anche per la seconda. Unica pecca? Questa ha solo 4 puntate. Non ho idea del perché ma pare sia così.</p>
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<h2>ZeroZeroZero</h2>
<p dir="ltr">Rimanendo in tema buoni-contro-cattivi c’è da dare una chance a <em>ZeroZeroZero</em> tratta dall’omonimo libro di Roberto Saviano. Una serie importante sul traffico di droga tra Calabria e Messico, <strong>con Sollima alla regia (sperando che non sia in versione hollywoodiana sborona come in <em>Sicario</em>)</strong>. <em>Gomorra</em> è ancora la serie di punta di Sky ma forse ci avviamo a una conclusione e magari alla produzione è sembrato bene puntare su una sorta di passaggio del testimone indolore, vista la vicinanza dei temi. Però il trailer sembra piatto ed è probabile che sia un pacco. Ci chiariremo le idee il 14 febbraio su Sky Atlantic.</p>
<div class="filmConsigliato">
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<h2>Better Call Saul</h2>
<p dir="ltr">Sempre a febbraio, il 25 torna la bomba dell’anno, ovvero <em>Better Call Saul</em>. Non mettete le mani avanti menandola con ”che palle Breaking Bad”, perché la storia di Saul è assolutamente a se stante e ha stregato tutti. <strong>Chiaramente non è un poliziesco ma un dramma comico e d’azione allo stesso tempo</strong>, in cui i fatti criminali si livellano su un piano in cui la violenza è più accennata che svelata e questo lo rende picaresco e shakespiriano. Bob Odenkirck è carico a molla e il suo personaggio resterà nell’immaginario collettivo come Don Chisciotte. Ritroveremo a suo fianco Mike Ehrmantraut (il duro stile Mr.Wolf e risolvo i problemi di Jonathan Banks), la bellissima e inspiegabilmente innamorata di Saul, mrs. Kim Wexler (Rhea Seehorn) e pure il vecchio agente della DEA e cognato di Walter White: lo zio Hank (interpretato da Dean Norris). Siamo ormai alla penultima stagione che si sviluppa come al solito su archi temporali diversi: c’è il pre Breaking Bad, il post Breaking Bad e il presente. <strong>Anche per Saul vale il discorso sopra: l’unica pecca è che sta per finire.</strong></p>
<div class="filmConsigliato">
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<p dir="ltr">Millenial, qualsiasi piano infrasettimanale avevate per febbraio, ci sta che dobbiate glissarlo su marzo.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Per celebrare i 40 anni di The Wall dei Pink Floyd meglio fare mostre che concerti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Millennialist]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 16:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 70]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[millennials e musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/pink-floyd-the-wall/" title="Per celebrare i 40 anni di The Wall dei Pink Floyd meglio fare mostre che concerti" rel="nofollow"><img width="640" height="473" src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky.jpeg 640w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-300x222.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-550x406.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-520x384.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-625x462.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-15x11.jpeg 15w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-150x150.jpeg" width="150" height="150" title="Prima dei vegani: nel mirino di The wall dei Pink Floyd, gli allevamenti intensivi. " alt="" /></div><div>Dal 26 settembre a Bologna una mostra ripercorre la storia controversa e polemica dei Pink Floyd a 40 anni da The Wall (e a 30 dalla devastazione di Venezia) Il 30 novembre ricorrono i 40 anni dell&#8217;uscita di The Wall dei Pink Floyd. Adesso i Pink Floyd, sono dei signori anziani anche discretamente rincoglioniti. Ma [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/pink-floyd-the-wall/" title="Per celebrare i 40 anni di The Wall dei Pink Floyd meglio fare mostre che concerti" rel="nofollow"><img width="640" height="473" src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky.jpeg 640w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-300x222.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-550x406.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-520x384.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-625x462.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-15x11.jpeg 15w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-150x150.jpeg" width="150" height="150" title="Prima dei vegani: nel mirino di The wall dei Pink Floyd, gli allevamenti intensivi. " alt="" /></div><div><img width="640" height="473" src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky.jpeg 640w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-300x222.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-550x406.jpeg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-520x384.jpeg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-625x462.jpeg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Animals-homage-©-Jill-Furmanovsky-15x11.jpeg 15w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><h3>Dal 26 settembre a Bologna una mostra ripercorre la storia controversa e polemica dei Pink Floyd a 40 anni da The Wall (e a 30 dalla devastazione di Venezia)</h3>
<p>Il <strong>30 novembre ricorrono i 40 anni dell&#8217;uscita di The Wall dei Pink Floyd</strong>. Adesso i <strong>Pink Floyd</strong>, sono dei signori anziani anche discretamente rincoglioniti. Ma c&#8217;è stato indubbiamente qualcosa di visuale nella loro musica, i primi rumori industriali campionati dentro note elettroniche, le grafiche di Gerald Scarfe che toccano l&#8217;anima e molto altro.</p>
<div id="attachment_11997" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-11997" decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-11997" src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/©-Colin-PrimeJFA-300x283.jpeg" alt="" width="300" height="283" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/©-Colin-PrimeJFA-300x283.jpeg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/©-Colin-PrimeJFA-15x14.jpeg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/©-Colin-PrimeJFA.jpeg 508w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-11997" class="wp-caption-text">I Pink Floyd in un ritratto di Colin Prime in mostra a Bologna. Courtesy ONO arte.</p></div>
<p><em>Shine on your Crazy Diamond</em>, per esempio, è un&#8217;incursione a drone dentro l&#8217;anima, ti fa sorvolare, e senza alcun ausilio alcaloide, paesaggi senza tempo, per oltre un quarto d&#8217;ora. Il film di<strong> The Wall dei Pink Floyd</strong> per chi l&#8217;ha visto, teletrasporta dentro la miglior sintesi della società post industriale che sia mai stata fatta. E lo fa in un formato che è quello dell&#8217;opera rock lunga 26 brani (il film dura un&#8217;ora e 20 minuti).</p>
<h3>I Pink Floyd ieri e oggi</h3>
<p>Se, con sguardo millennial, avete visto il 76enne, <strong>Roger Waters, uno dei Pink Floyd, al Festival di Venezia 2019</strong>, alzare il pugno e dire: «Grazie a Dio Salvini se n&#8217;è andato» vi sarete resi conto di quanto quel gesto antico non fosse altro che il retaggio di un tempo in cui c&#8217;era un solo modo di essere contro qualcosa o qualcuno. Ma poi loro, oltre al retaggio di un album capolavoro, nel 1989 ci hanno lasciato un altro retaggio, decisamente vergognoso.</p>
<p>Era il <strong>luglio del 1989, infatti, quando Venezia fu devastata</strong> dalla folla di fan che andarono al loro concerto, lasciando in piazza San Marco tonnellate di rifiuti. Ci sono foto che farebbero venire un infarto a Greta Thunberg, speriamo non le veda mai.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-11995" src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/499872_0140715_mai_pi-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/499872_0140715_mai_pi-300x165.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/499872_0140715_mai_pi-550x302.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/499872_0140715_mai_pi-520x285.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/499872_0140715_mai_pi-15x8.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/499872_0140715_mai_pi.jpg 620w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Quella fu probabilmente la peggior dimostrazione di quanto il mainstream possa distruggere una band che aveva rivoluzionato 10 anni prima, la storia della musica ma anche, solo in parte, la storia delle arti visive multimediali.</p>
<h3>La mostra</h3>
<p>Oggi, ONO arte presenta a Bologna <strong>la mostra Pink Floyd: il lato oscuro</strong> che ripercorre la carriera del gruppo attraverso le immagini di <strong>Storm Thorgerson</strong>, artista grafico che ha contribuito all’identità visiva della band, <strong>Jill Furmanovsky</strong>, una delle fotografe britanniche più importanti nel mondo del rock, Colin Prime e Baron Wolman.</p>
<p><strong>I Pink Floyd nascono a Londra nel 1965</strong>, all’apice della Beatlesmania. A metà degli anni 60 le mode psichedeliche aprirono un dibattito nella musica pop britannica. A segnare profondamente, anni dopo, <strong>The Wall dei Pink Floyd</strong>, fu la storia di <strong>Syd Barrett</strong>. Era un piccolo e irriverente genio, Syd Barrett: dipingeva, disegnava, praticava il nonsense. A Cambridge negli anni della sua adolescenza non c&#8217;era granché da fare, però. E il consumo di LSD si diffuse in città molto velocemente.</p>
<p>Syd iniziò a comporre, <strong>sotto l’effetto di droghe</strong>, canzoni con riferimenti alle sue passioni, come appunto il nonsense e l’arte. Incontrò <strong>Roger Waters</strong>, aspirante musicista, il quale in seguito introdurrà gli altri futuri membri del gruppo, Mason e Wright.</p>
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<p>Il nome della band unisce i nomi di battesimo dei bluesman <strong>Pink Anderson e Floyd &#8220;Dipper boy&#8221; Council</strong> e i media cominciano a parlare di loro. Se l’utilizzo massiccio di droghe aiutava Barrett a produrre ottima musica, allo stesso tempo l’eccesso di LSD rese problematica le registrazioni e i concerti. , diventava scarsamente professionale e collaborativo.</p>
<p>Nel 1968 sarà il suo amico di infanzia David Gilmour a sostituirlo. Lui finì in una clinica e non si riprese. Il brano <em>Wish you were here</em> è letto da sempre come un tributo a lui. Waters prese la guida dei Pink Floyd e, con Gilmour come chitarrista, ne fece uno dei gruppi di maggior successo nella storia del rock. Ma erano anche anche meno visionari e surreali.</p>
<p>«Un altro grande protagonista della storia<strong> è stato Storm Thorgerson</strong>, fotografo e graphic designer co-fondatore nel 1968 dello Studio Hypgnosis, studio che ha realizzato le copertine più iconiche e memorabili come quella di <strong>The Wall dei Pink Floyd</strong>. Thorgerson ha catturato l’essenza della loro musica dando vita ad immagini inscindibili dalla produzione artistica dei Pink Floyd» dice lo statement della mostra.</p>
<p>A Bologna ci aspetta una selezione di questi lavori a testimonianza di una collaborazione che dalla fine degli anni 60, fu simbiotica.</p>
<p>Le foto di <strong>Jill Furmanovsky</strong> invece mostrano il gruppo al pieno del suo splendore, mentre quelle di Baron Wolman immortalano i <strong>Pink Floyd, con Syd Barrett</strong>, a San Francisco, durante il loro primo tour americano nel 1967.</p>
<p><strong>La mostra (26 settembre – 30 novembre) si compone di 40 scatti e presenta i lavori di Storm Thorgerson, Jill Furmanovsky, Baron Wolman e Colin Prime.</strong></p>
<p>LEGGI ANCHE:</p>
<p><a href="https://themillennial.it/lifestyle/moda-anni-70-cocktail/">La drink mania anni 70</a></p>
<p><a href="https://themillennial.it/relazioni/psico/ambiente-e-psicologia-millennial/">Ambiente e psicologia Millennial: quanto ci hanno influenzato i genitori?</a></p>
<p><a href="https://themillennial.it/relazioni/psico/disturbi-psichiatrici-aumento-prestazioni-generazione-x/">Disturbi psichiatrici, 12 milioni di prestazioni: alé, la generazione X dà di matto!</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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	<media:copyright>The Millennial</media:copyright>
	<media:title>Prima dei vegani: nel mirino di The wall dei Pink Floyd, gli allevamenti intensivi. </media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[Una immagine in mostra a Bologna, un maiale che vola sopra a un inceneritore Animals homage © Jill Furmanovsky]]></media:description>
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	</item>
		<item>
		<title>Libro: Il mio anno di riposo e oblio. La tua vita fa schifo? Dormi!</title>
		<link>https://themillennial.it/cultura/il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Mangano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 06:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione/" title="Libro: Il mio anno di riposo e oblio. La tua vita fa schifo? Dormi!" rel="nofollow"><img width="620" height="334" src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione.jpg 620w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-300x162.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-550x296.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-520x280.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-15x8.jpg 15w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Il mio anno di riposo e oblio recensione" alt="" /></div><div>Quante volte nella vostra vita vi siete detti “basta, voglio solo rimanere sotto le coperte e dormire fino a primavera”? Questa, tanto per chiarire subito, è la politica perseguita dalla protagonista di Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh (pubblicato da Feltrinelli). Anche se è sulla carta avrebbe soldi, un bell’aspetto e [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione/" title="Libro: Il mio anno di riposo e oblio. La tua vita fa schifo? Dormi!" rel="nofollow"><img width="620" height="334" src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione.jpg 620w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-300x162.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-550x296.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-520x280.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-15x8.jpg 15w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Il mio anno di riposo e oblio recensione" alt="" /></div><div><img width="620" height="334" src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione.jpg 620w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-300x162.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-550x296.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-520x280.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/Il-mio-anno-di-riposo-e-oblio-recensione-15x8.jpg 15w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /><h3>Quante volte nella vostra vita vi siete detti “basta, voglio solo rimanere sotto le coperte e dormire fino a primavera”?</h3>
<p>Questa, tanto per chiarire subito, è la politica perseguita dalla protagonista di <em>Il mio anno di riposo e oblio </em>di Ottessa Moshfegh (pubblicato da Feltrinelli). Anche se è sulla carta avrebbe soldi, un bell’aspetto e una discreta intelligenza (anzi forse più che discreta), <strong>vuole solo alienarsi dal mondo circostante. E per farlo sceglie la via, legale, delle pastiglie.</strong></p>
<p>Trova una psichiatra, probabilmente laureata in una prestigiosa università, a cui rifila una serie di sintomi sempre più gravi per ottenere in cambio <strong>potentissimi sonniferi, antidolorifici e oppioidi vari</strong>. Che mischia con la nonchalance di una tossica consumata a litri di alcol</p>
<p>Ci sono le pillole per rilassarsi e quelle per tirarsi su, in un’altalena chimica che la conduce a volere provare uno stato di ibernazione quasi totale. <strong>Lasciando il lavoro e dormendo per un anno di fila almeno.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-11986 size-full" src="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/780-20190624200007.jpg" alt="" width="221" height="346" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/780-20190624200007.jpg 221w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/780-20190624200007-192x300.jpg 192w, https://themillennial.it/data/uploads/2019/09/780-20190624200007-15x23.jpg 15w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></p>
<p>Attorno a questa ragazza c’è il vuoto pneumatico, fatta eccezione per un fidanzato fantasma e per l’amica/nemica Reva. Quest’ultima è un coacervo di insicurezza, provincialità e arrivismo, che si sfogano tutte sulla protagonista, ma non temete, è ampiamente ricambiata.</p>
<p>A colpire è l’attualità dei temi della depressione e della dipendenza da sostanze legali. Se pensiamo che <strong>negli Stati Uniti dagli Novanta a oggi sono stati più di 400.000 i decessi per overdose da antidolorifici</strong> e che attualmente diversi stati americani stanno intentando (e vincendo) cause milionarie contro le grandi aziende farmaceutiche.</p>
<p>Ne <em>Il mio anno di riposo e oblio</em> a essere messo sotto osservazione non è solo il sistema sanitario statunitense, che appare come molto permissivo nella prescrizione di farmaci potenti. Ma anche <strong>la sostanziale inefficacia dell’approccio solo farmacologico alle problematiche della depressione.</strong></p>
<p>Sicuramente questo romanzo tocca corde molto delicate, con una certa irriverenza a volte e anche leggerezza che divertono all’inizio e solo dopo fanno riflettere.</p>
<p>Consigliato a chi ama i protagonisti politicamente scorretti e antipatici che però alla fine sono i migliori.</p>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	<media:copyright>The Millennial</media:copyright>
	<media:title>Il mio anno di riposo e oblio recensione</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>L’uccisione di Babbo Natale testo: De Gregori e i due Millennial in bad trip</title>
		<link>https://themillennial.it/cultura/musica/l-uccisione-di-babbo-natale-testo-significato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Consuelo Crespi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Dec 2018 07:34:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Natale 2018]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>
		<category><![CDATA[testo significato]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/musica/l-uccisione-di-babbo-natale-testo-significato/" title="L’uccisione di Babbo Natale testo: De Gregori e i due Millennial in bad trip" rel="nofollow"><img width="1094" height="585" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo.png 1094w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-300x160.png 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-768x411.png 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-1024x548.png 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-550x294.png 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-520x278.png 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-625x334.png 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-15x8.png 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-810x433.png 810w" sizes="(max-width: 1094px) 100vw, 1094px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-150x150.png" width="150" height="150" title="l'uccisione di babbo natale testo" alt="" /></div><div>Una delle canzoni di Natale più belle e famose della musica italiana parla di due ragazzi che uccidono Babbo Natale, ed è stata scritta nel 1976 da Francesco De Gregori. L’uccisione di Babbo Natale testo non è la tipica canzone che canteresti davanti a un focolare natalizio con la famiglia perché è abbastanza strana e [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/musica/l-uccisione-di-babbo-natale-testo-significato/" title="L’uccisione di Babbo Natale testo: De Gregori e i due Millennial in bad trip" rel="nofollow"><img width="1094" height="585" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo.png 1094w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-300x160.png 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-768x411.png 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-1024x548.png 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-550x294.png 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-520x278.png 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-625x334.png 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-15x8.png 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-810x433.png 810w" sizes="(max-width: 1094px) 100vw, 1094px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-150x150.png" width="150" height="150" title="l'uccisione di babbo natale testo" alt="" /></div><div><img width="1094" height="585" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo.png 1094w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-300x160.png 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-768x411.png 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-1024x548.png 1024w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-550x294.png 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-520x278.png 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-625x334.png 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-15x8.png 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/12/luccisione-di-babbo-natale-testo-810x433.png 810w" sizes="(max-width: 1094px) 100vw, 1094px" /><h3>Una delle canzoni di Natale più belle e famose della musica italiana parla di due ragazzi che uccidono Babbo Natale, ed è stata scritta nel 1976 da Francesco De Gregori.</h3>
<p><em>L’uccisione di Babbo Natale</em> testo <strong>non è la tipica canzone che canteresti davanti a un focolare natalizio con la famiglia</strong> perché è abbastanza strana e rischierebbe di far venire un infarto alla nonna e distruggere i sogni del tuo cuginetto di tre anni. Però se il vostro obiettivo è rovinare le feste natalizie, proprio come fanno i due protagonisti del brano, è la canzone perfetta per voi.</p>
<p>Ne <em>L’uccisione di Babbo Natale</em> testo, <strong>il primo personaggio che ci presenta De Gregori è una ragazza che si chiama Dolly del mare profondo (in che senso scusa?)</strong>, che ha una tresca amorosa col figlio del figlio dei fiori. Sì, lo so, ci vuole un attimo per collegare tutti i puntini già solo nelle prime righe del brano.</p>
<p>Comunque, il figlio del figlio dei fiori e Dolly del mare profondo vanno a fare una scampagnata in campagna pochi giorni prima di Natale.<br />
Sono una coppia romanticissima e dopo una lunga camminata si riposano nel solito posto, vicino al cadavere di un grillo morto rinsecchito. Sicuramente quello che intuiamo è che non sono due tipi normalissimi, persino la luna è spaventata al loro passaggio e le stelle si proteggono con punte di spillo.</p>
<p><strong>Seduti abbracciati vicino al grillo morto decidono di dividersi un fungo allucinogeno</strong>, così… tanto per ingannare il tempo e mentre lo mangiano arriva Babbo Natale con del ferro e del carbone<strong>.</strong></p>
<p><strong>Probabilmente Babbo Natale rappresenta tutti i sensi di colpa che ti attanagliano l’anima dopo che assumi qualche sostanza illegale</strong> e allora inizi a vedere tua madre che piange sul tuo letto di morte, la tua vita totalmente rovinata senza più alcun senso di esistere, ti si impianta nelle testa la tua immagine di quando eri bambino e non riesci a reggere lo sguardo di quegli occhi così innocenti e quindi piangi, ti disperi, vuoi che tutto finisca all’istante ecc ecc.</p>
<p><strong>O nel peggiore dei casi vedi Babbo Natale in sembianze demoniache</strong> pronto ad ucciderti con delle tenaglie di ferro come succede in <em>L’uccisione di Babbo Natale</em> testo</p>
<p>Ma in questa storia i nostri protagonisti non si fanno annebbiare dalle angosce di un “bad-trip” e il figlio del figlio dei fiori, che porta degnamente questo nome, <strong>decide di uccidere Babbo Natale con un coltello e un bastone</strong>.<br />
Molto probabilmente era soltanto un comune pastore che passava di lì ma sotto l’effetto di funghi allucinogeni anche la tua ombra può diventare minacciosa. Un minuto di silenzio per il povero pastore.</p>
<p>Dolly del mare profondo cerca di risolvere la situazione prendendo ciò che lei crede essere una fetta di pane, e inizia a pulire le mani piene di sangue del figlio del figlio dei fiori.</p>
<p>Quando comincia a nevicare i due decidono che forse è il caso di andarsene…così, ancora una volta come se nulla fosse successo, incuranti del cadavere del pastore morto.</p>
<p><strong>Anche se è stata scritta nel 1976 i due protagonisti assomigliano molto a noi Millennial, che dopo averne combinate di ogni, torniamo a casa dai nostri genitori</strong>. Seduti sul divano con la madre che ci porta una coperta e un bel piatto di pasta al forno, boccone dopo boccone dimentichiamo tutti i nostri problemi mettendoli sulle spalle di mammina e panino. Per poi uscire di nuovo, rifare le stesse identiche cose e ritornare a casa in questo loop continuo che forse non finirà nemmeno quando diventeremo adulti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>L’uccisione di Babbo Natale</em> testo</strong></p>
<p><em>Dolly del mare profondo, figlia di minatori,</em></p>
<p><em>si leva le scarpe e cammina sull&#8217;erba</em></p>
<p><em>insieme al figlio del figlio dei fiori.</em></p>
<p><em>E fanno la solita strada fino al cadavere del grillo,</em></p>
<p><em>la luna impaurita li guarda passare</em></p>
<p><em>e le stelle sono punte di spillo.</em></p>
<p><em>E mentre le lancette camminano</em></p>
<p><em>i due si dividono il fungo e intanto mangiando</em></p>
<p><em>ingannano il tempo ma non dovranno ingannarlo a lungo.</em></p>
<p><em>Infatti arriva Babbo Natale,</em></p>
<p><em>carico di ferro e carbone,</em></p>
<p><em>il figlio del figlio dei fiori lo uccide</em></p>
<p><em>con un coltello e con un bastone.</em></p>
<p><em>E Dolly gli pulisce le mani con una fetta di pane,</em></p>
<p><em>le nuvole passano dietro la luna</em></p>
<p><em>e da lontano sta abbaiando un cane.</em></p>
<p><em>E la neve comincia a cadere,</em></p>
<p><em>la neve che cadeva sul prato</em></p>
<p><em>e in pochi minuti si sparse la voce</em></p>
<p><em>che Babbo Natale era stato ammazzato.</em></p>
<p><em>Così Dolly del mare profondo</em></p>
<p><em>e il figlio del figlio dei fiori si danno la mano</em></p>
<p><em>e ritornano a casa, tornano a casa dai genitori.</em></p>
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</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sparare alla luna testo: Salmo e Coez feat. cartello della droga messicano</title>
		<link>https://themillennial.it/cultura/musica/sparare-alla-luna-testo-e-significato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Consuelo Crespi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 07:06:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[netflix]]></category>
		<category><![CDATA[rap]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[testi canzoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/musica/sparare-alla-luna-testo-e-significato/" title="Sparare alla luna testo: Salmo e Coez feat. cartello della droga messicano" rel="nofollow"><img width="740" height="350" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo.jpg 740w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-300x142.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-550x260.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-520x246.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-625x296.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-15x7.jpg 15w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Sparare alla luna testo" alt="" /></div><div>Cosa sta combinando Salmo aka signorino Lebonwski? Veramente di tutto pur di rendere estremo il suo ultimo album. Capiamo un po&#8217; insieme da quale guazzabuglio di stupefacenti latinoamericani salta fuori Sparare alla luna testo. &#160; &#160; Per promuovere il disco Playlist, per esempio, ha aperto un canale personale su PurnHub, contenente un video in cui una [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/musica/sparare-alla-luna-testo-e-significato/" title="Sparare alla luna testo: Salmo e Coez feat. cartello della droga messicano" rel="nofollow"><img width="740" height="350" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo.jpg 740w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-300x142.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-550x260.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-520x246.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-625x296.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-15x7.jpg 15w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Sparare alla luna testo" alt="" /></div><div><img width="740" height="350" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo.jpg 740w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-300x142.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-550x260.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-520x246.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-625x296.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/11/Sparare-alla-luna-testo-15x7.jpg 15w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><h3>Cosa sta combinando Salmo aka signorino Lebonwski? Veramente di tutto pur di rendere estremo il suo ultimo album. Capiamo un po&#8217; insieme da quale guazzabuglio di stupefacenti latinoamericani salta fuori <em>Sparare alla luna</em> testo.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per promuovere il disco <em>Playlist, </em>per esempio, ha aperto <strong>un canale personale su PurnHub</strong>, contenente un video in cui una Milf scopre il figlio mentre si trastulla con le canzoni di Salmo.</p>
<p>Ma le sue genialate non sono finite qui: per presentare il singolo <em>Sparare alla Luna</em> ha preso un volo diretto Guadalajara, insieme al suo amichetto Coez, e ha girato un video clip con il temuto cartello della droga messicano. E’ tornato sano e salvo perché, per sua fortuna, i temuti boss erano solo <strong>gli attori della nuova serie Netflix, Narcos Messico</strong>.</p>
<p>Il video è appena uscito, e lo si può trovare tra i contenuti della serie tv Narcos: c’è da specificare che <strong>Salmo è il primo artista italiano che esce su una piattaforma internazionale, dunque un traguardo importantissimo</strong>.<br />
Per capire <em>Sparare alla luna</em> testo bisogna metterlo in relazione con il videoclip girato tra le strade della città Messicana di Guadalajara e sul set di Narcos in cui Salmo recita come attore, nei panni di un personaggio della serie. Con scarpe pitonate, una sigaretta in bocca e la faccia ricoperta di cicatrici, si muove tra una merce smistata e una sparatoria. Pablo Escobar sarebbe fiero di lui… forse meno del Coez che, con degli occhialetti da nerd universitario, sembra un pischello capitato per caso tra i boss del cartello. In ogni caso il video clip assomiglia a un trailer cinematografico e la storia che ci racconta Salmo non ha nulla da invidiare ad una delle puntate più avvincenti della serie. Vediamola assieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Sparare alla luna</em> testo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Ho una appunta’ per le nove in punto, sarò il tipo sulla punto senza l’antifurto”. </em></p>
<p>Siamo nel 1980, in Messico, periodo di tensioni che ha portato alla nascita del nuovo cartello della droga di Guadalajara, con il boss Miguel Gallardo. <strong>Il loro business aveva come principale obiettivo l’introduzione di eroina e marijuana negli Stati Uniti</strong>, furono il primo gruppo criminale messicano a collaborare con i cartelli colombiani. Ed è in questo clima storico che vediamo il nostro Salmo smerciare droga per conto del cartello “<em>Mi restano 24 ore e una 24 ore”. </em></p>
<p>Per quanto oggi i boss narcotrafficanti siano considerati fichi, per via appunto della trasposizione mediatica dovuta a film e serie tv, il concetto che vuole mostrare Salmo è un pochino diverso e <strong>il sentimento principale</strong> che si percepisce nel videoclip e all’interno di <em>Sparare alla luna</em> testo <strong>è la paura</strong>.</p>
<p>Paura per essersi catapultati in un giro losco, quello della morte e delle grosse quantità di denaro, dove ogni minimo errore viene pagato con la vita stessa “ <em>Vogliono la mia carne cruda, ho l’anima che suda sotto la mia giacca, vogliono prendere la luna riflessa nell’acqua”. </em>Un mondo in cui i cartelli non si accontentano del massimo, ma vogliono ancora di più, la luna riflessa nell’acqua. <strong>Il denaro diventa la droga più potente, non esiste un rimedio per disintossicarsi</strong>, e alla fine l’arricchimento passa in secondo piano rispetto al potere. Ricordiamo tutti le scene di Narcos in cui Pablo Escobar non sa dove mettere i suoi soldi e li seppellisce o li infila all’interno dei suoi divani e i materassi lasciandoli marcire e accumulandoli fino all’esagerazione.</p>
<p>Salmo è quell’uomo che vive tutto questo, un circolo vizioso senza via d’uscita: <em>“Non servirà sparare alla luna per dormire sta notte”. </em> I problemi, in un cartello, vengono risolti eliminando fisicamente il problema, non esiste un’altra via, ma quando il problema diventa la tua vita stessa all’interno di un’organizzazione criminale, quando cerchi di scappare, redimerti e rifarti una vita le cose si complicano, non esiste una soluzione: <strong>o fai fuori tutti, spari alla luna, o puoi considerati già morto</strong>. Ancora una volta ritorna la paura.</p>
<p>Nella seconda strofa di <em>Sparare alla luna</em> testo le cose si complicano ancora di più: scopriamo che Salmo non è soltanto un membro del cartello ma <em>“In questo gioco sporco sono il verme per l’</em><em>esca, ho il pacco con il fiocco non mi serve la festa”.</em> L’uomo incappucciato nella macchina, pronto all’esecuzione che vediamo in vari stacchi del videoclip è ancora una volta il nostro Salmo. Il suo ruolo all’interno del cartello era quello di fungere da esca, una spia per conto della DEA, la polizia antidroga statunitense: “<em>Uomo a terra come in trincea, come in moschea, sono io l’infiltrato, il boss della DEA</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SPOILER!!!</p>
<p>Nel videoclip, uscito su Netflix, la storia continua, Salmo viene catturato e consegnato a Miguel Gallardo, ovviamente non prenderanno tè e biscotti assieme ma verrà accolto come un vero ospite del cartello: <strong>con quattro colpi di pistola alla testa</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Considerazione finale velocissima su Sparare alla luna testo: Dopo essermi fumata le nottate guardando Narcos &#8211; ho già finito Narcos 4 che è uscito tipo ieri &#8211; dopo aver guardato Gomorra la serie, ho pensato che tutto ciò fosse fighissimo, soprattuto io che amo le figate d’azione e la gente con la testa spappolata sui marciapiedi. <strong>Tutto ciò però mi fa dimenticare che queste cose sono la realtà e non un semplice film d’azione come può esserlo Terminator</strong>. Quindi mi domando quanto possa essere giusto continuare a commercializzare certe storie di morte, che come protagonisti hanno veri uomini e non attori bellocci. L’unico effetto è quello di renderci meno sensibili alle realtà che ci circondano.</p>
<p>Ammettiamolo, nessuno, guardando Narcos, ha pensato che Pablo Escobar fosse un grande figlio di buona donna, ma al contrario, un fottutissimo genio e la gente piangeva per la sua morte cinematografica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Solo il il povero Coez, nonostante abbia cercato di rendersi più fico con una pistola in mano e la faccia cattiva mentre spara a casaccio, è riuscito a creare l’effetto opposto, ovvero pietà. Risparmiaci questa sceneggiata e torna a: “<em>bella che non ti va di ballare</em>”, per favore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Alice nel Paese delle Meraviglie versione Millennial. Alla corte della regina di cuori di Tinder&#8230;</title>
		<link>https://themillennial.it/news/storie/alice-nel-paese-delle-meraviglie-per-millennial/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Franchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2018 07:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[millennial life]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/storie/alice-nel-paese-delle-meraviglie-per-millennial/" title="Alice nel Paese delle Meraviglie versione Millennial. Alla corte della regina di cuori di Tinder&#8230;" rel="nofollow"><img width="859" height="564" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto.jpg 859w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-300x197.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-768x504.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-550x361.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-520x341.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-625x410.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-810x532.jpg 810w" sizes="(max-width: 859px) 100vw, 859px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div>Se Alice nel paese delle meraviglie fosse una Millennial, che mondo troverebbe? Quali sarebbero le sue meraviglie? Tra la Regina di Cuori di Tinder e un Brucaliffo che fuma erba legale&#8230; &#160; Alice nella tana del Bianconiglio c’è caduta per sbaglio, un errore fastidioso come un pop up che si apre per errore. Non è [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/storie/alice-nel-paese-delle-meraviglie-per-millennial/" title="Alice nel Paese delle Meraviglie versione Millennial. Alla corte della regina di cuori di Tinder&#8230;" rel="nofollow"><img width="859" height="564" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto.jpg 859w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-300x197.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-768x504.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-550x361.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-520x341.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-625x410.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-810x532.jpg 810w" sizes="(max-width: 859px) 100vw, 859px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div><img width="859" height="564" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto.jpg 859w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-300x197.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-768x504.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-550x361.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-520x341.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-625x410.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/07/gatto-alice-nel-paese-delle-meraviglie-stregatto-810x532.jpg 810w" sizes="(max-width: 859px) 100vw, 859px" /><h2>Se <em>Alice nel paese delle meraviglie</em> fosse una Millennial, che mondo troverebbe? Quali sarebbero le sue meraviglie? Tra la Regina di Cuori di Tinder e un Brucaliffo che fuma erba legale&#8230;</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alice nella tana del Bianconiglio c’è caduta per sbaglio, un errore fastidioso come un pop up che si apre per errore. Non è stata una scelta, come non lo è stato nascere tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90. Una caduta. Passando per una fessura, dal mondo reale si va in quello fantastico.</p>
<p>Leggings che si lacerano nel volo a strapiombo. Mi ritrovo tra lestrigoni e ciclopi, in questa tana dalle pareti di gesso che sudano acetone, si presenta davanti a me questo coniglio del Chiambretti Night. Mi offre due pillole: una gialla e l’altra pure; le prendo entrambe.</p>
<p>In questo mondo dominato da Tinder, la Regina di Cuori dei match, non di boxe ma di sesso palliativo, mi incammino insieme al Cappellaio Matto, il lutto per il fallimento di Borsalino.</p>
<p>Cammino fino a scordarmi del perché ho iniziato a camminare e gli chiedo se ci sono o ci faccio; Dante e Beatrice non possono che invidiare questo panorama e le ostriche cantano al posto degli angeli. Ci rincorre il Bianconiglio, ripete che per le partite iva il tempo è denaro e che tutti dobbiamo lavorare per il Signor Tricheco senza volto, che siede in cima alla piramide decorata da arabeschi di trucioli.</p>
<p>Mi insegue la Regina di Cuori, mi insegue ma mi nascondo, mi rendo invisibile dietro i suoi stessi grattacieli. Gioco a nascondino con lo Stregatto, super star della pagina Instagram Cats of Instagram. Mi perdo, cercando di scovarlo nella stanza degli specchi-photoshop dove l’unico riflesso che vedo è quello di un’altra: non mi riconosco più. Ora vedo una tizia vestita con la camicia e i pantaloni di raso e la bocca a culo di gallina.</p>
<p>Sono stanca di tutto questo correre, e affamata. Non c’è abbastanza torta per tutti e decido di mangiarla tutta io. Mi sento grande, gigante, ingrassata dai miei sensi di colpa. Chiedo aiuto al Cappellaio Matto che mi offre un gin tonic. L’alcool mi fa tornare una piccina indifesa. Gioco a guardie e ladri con Pinco Panco e Panco Pinco ma non so chi insegue chi e mi confondo. Tra poliziotti e criminali non ho mai ben capito la differenza quando sono entrambi al di fuori delle regole.</p>
<p>Così confusa da cercare aiuto, grido nel bosco della sanità pubblica. Trovo l’artefice e l’artefatto con cui confidarmi. Mi confesso con lo psicoanalista Leprotto Bisestile. Dice che ogni mia personalità non riconosce l’altra perché si accusano a vicenda di essere bipolari e mi consiglia delle pillole blu. Non le prendo, sono sazia, ringrazio comunque.</p>
<p>Ora tutto quello che voglio è tornare su, aspiro forte marjuana legale con il Brucaliffo. Vedo però che vuole appropriarsi della carica di sceicco saudita allora io salgo in alto e scompaio nel fumo aspettando che scenda. Fino a quando non aprirò gli occhi nessun re nudo potrà venirmi a rinchiudere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo aver scoperto <em>Alice nel paese delle meraviglie</em> versione Millenial, LEGGI ANCHE:</p>
<p><a href="https://themillennial.it/news/storie/droghe-di-guerra-nazismo/">Senza droghe di guerra certi conflitti sarebbero andati diversamente?</a></p>
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<p>&nbsp;</p>
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</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Senza droghe di guerra certi conflitti sarebbero andati diversamente?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Millennialist]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 07:28:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/storie/droghe-di-guerra-nazismo/" title="Senza droghe di guerra certi conflitti sarebbero andati diversamente?" rel="nofollow"><img width="800" height="539" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-300x202.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-768x517.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-550x371.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-520x350.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-625x421.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Photo by Jason Leung on Unsplash" alt="" /></div><div>Dall&#8217;anfetamina nazista al Captagon: cos&#8217;è successo veramente negli eserciti del 900? Inchiesta sulle droghe di guerra Il libro di Norman Ohler L&#8217;ultimo a indagare sulle droghe di guerra è stato il giornalista e scrittore tedesco Norman Ohler, autore di  L&#8217;arma segreta del Reich. La droghe nella Germania nazista ha scavato per 5 anni nel rapporto del Terzo Reich [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/storie/droghe-di-guerra-nazismo/" title="Senza droghe di guerra certi conflitti sarebbero andati diversamente?" rel="nofollow"><img width="800" height="539" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-300x202.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-768x517.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-550x371.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-520x350.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-625x421.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Photo by Jason Leung on Unsplash" alt="" /></div><div><img width="800" height="539" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-300x202.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-768x517.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-550x371.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-520x350.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-625x421.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/jason-leung-711211-unsplash-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><h3>Dall&#8217;<strong>anfetamina nazista</strong> al <strong>Captagon</strong>: cos&#8217;è successo veramente negli eserciti del 900? <strong>Inchiesta sulle droghe di guerra</strong></h3>
<p><strong><em>Il libro di Norman Ohler</em></strong></p>
<p>L&#8217;ultimo a <strong>indagare sulle droghe di guerra</strong> è stato il giornalista e scrittore tedesco <u><strong>Norman Ohler</strong><span style="color: #000000;">, autore di  </span></u><em>L&#8217;arma segreta del Reich. La <strong>droghe nella Germania nazista</strong></em> ha scavato per 5 anni nel rapporto del Terzo Reich con la chimica farmacologica.</p>
<p>È dagli archivi tedeschi e americani che Ohler ha tratto gli elementi più impressionanti: «Le <strong>droghe, l&#8217;anfetamina, la cocaina, gli oppiacei</strong>, erano ovunque», scrive lo storico. Il <strong>consumo di sostanze psicotrope </strong>era diffuso in tutti i settori: da quelli civili ai campi militari, fino alla classe politica. Lo stesso <strong>Adolf Hitler era un tossico</strong>. Uno strafattone sempre impallato tipo Scarface. Le sostanze stupefacenti erano assunte in pillole di <strong>Pervitin,</strong> farmaco sperimentato per primo nel 1937 da <strong><u>Theodor Temmler</u></strong>.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-7218" src="https://themillennial.it/data/uploads/2017/05/static1.squarespace-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2017/05/static1.squarespace-300x169.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/05/static1.squarespace-550x310.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/05/static1.squarespace-520x293.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/05/static1.squarespace-15x8.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/05/static1.squarespace.jpg 610w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Certo, a tutti piacerebbe pensare che Hitler e tutti i tedeschi coinvolti nei massacri e nelle occupazioni del Reich non fossero in grado di intendere e di volere <strong>a causa di anfetamina, metanfetamina e cocaina</strong>. Darebbe un senso a una politica incomprensibile. Ma il libro non consente questo. Dunque la discussione può seguire solo due strade: la fantapolitica o la valutazione su un lavoro di ricerca difficile. Chi pensa che la storiografia sia una scienza facile e innocua perché parla del passato si inganna. Sul <strong>rapporto droghe e guerra</strong> c&#8217;è infatti parecchia merda sepolta. Tanta da far aprire finestre sul presente, e dunque calpestare i piedi a chi, dopo Hitler si è dilettato e si sta ancora dilettando in questa porcata del soldato strafatto.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-7253" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/ricostruzione-storica-battaglia-nazistas-252x300.jpg" alt="" width="252" height="300" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/ricostruzione-storica-battaglia-nazistas-252x300.jpg 252w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/ricostruzione-storica-battaglia-nazistas-461x550.jpg 461w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/ricostruzione-storica-battaglia-nazistas-436x520.jpg 436w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/ricostruzione-storica-battaglia-nazistas-524x625.jpg 524w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/ricostruzione-storica-battaglia-nazistas-15x18.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/ricostruzione-storica-battaglia-nazistas.jpg 634w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /></p>
<p>«È abbastanza logico pensare che senza i <strong>suoi staff di chimici a loro volta tossici</strong>, il nazionalsocialismo tedesco non avrebbe raggiunto vette così elevate di malvagità. E neanche vittorie e invasioni sarebbero state forse così rapide. Basti pensare al <strong>Pervitin dato ai soldati</strong> ma anche ai gas per gli stermini, alle armi chimiche e via via fino alle fialette di veleno istantaneo con le quali il dittatore si suicidò» ha scritto Gunther Herrera, politologo di Bogotà e storico del narcotraffico.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-7250" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash-768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash-550x366.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash-520x346.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash-625x416.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash-272x182.jpg 272w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/trey-gibson-710983-unsplash.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>«La situazione economica disastrosa che, dopo la Prima Guerra Mondiale aveva portato i tedeschi alla fame, era comunque una bomba sociale e dunque per il contesto storico di quel periodo un regime autoritario è col senno di oggi, da considerarsi una risposta prevedibile e purtroppo inevitabile. Come del resto è successo in Italia, in Spagna e, con partiti rivoluzionari diversi, anche in Russia e in altri paesi del mondo».</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-7258" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/images-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/images-186x300.jpg 186w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/images-15x24.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/images.jpg 200w" sizes="(max-width: 186px) 100vw, 186px" /></p>
<p>S&#8217;intuisce che Herrera, pur senza spingersi troppo lontano, in quanto le ferite sono ancora tutto sommato fresche, immagina che l&#8217;evoluzione dei<strong> singoli regimi dittatoriali avrebbe potuto avere certamente un lato antidemocratico</strong>, fortemente autoritario e repressivo ma senza quelle follie assolute e sanguinarie del Terzo Reich. Ossessioni senza una giustificazione politica ed economica ma sostanzialmente esoterica con forti cause psicopatologiche.</p>
<p>Per farla breve mentre i regimi dittatoriali fascisti e comunisti si solidificavano intorno all&#8217;idea di un ordine politico e sociale, anche richiamandosi a fasti imperiali del passato, il regime nazista si stratificava sulle paure, per esempio di popoli nomadi o sugli ebrei <strong>indicandoli come responsabili dei mali del mondo</strong> e come diaboliche creature impegnate nella distruzione del popolo teutonico.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-7257" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/61yMtMIesgL._SR600315_PIWhiteStripBottomLeft035_SCLZZZZZZZ_-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/61yMtMIesgL._SR600315_PIWhiteStripBottomLeft035_SCLZZZZZZZ_-300x175.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/61yMtMIesgL._SR600315_PIWhiteStripBottomLeft035_SCLZZZZZZZ_-550x321.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/61yMtMIesgL._SR600315_PIWhiteStripBottomLeft035_SCLZZZZZZZ_-520x303.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/61yMtMIesgL._SR600315_PIWhiteStripBottomLeft035_SCLZZZZZZZ_-15x9.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/61yMtMIesgL._SR600315_PIWhiteStripBottomLeft035_SCLZZZZZZZ_.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Come sottolinea <strong>David Del Pistoia</strong> in <em>Nazismo tra mito politico e modernità</em> fu appunto l&#8217;ossessione di un nemico dotato di poteri soprannaturali e comunicato come tale al popolo per decenni a generare la follia. E le<strong> droghe</strong>? Facile intuire <strong>l&#8217;effetto di potenti eccitanti sul disturbo ossessivo</strong>. Furono forse determinanti per passare dalle più angosciose fantasie all&#8217;azione. Per quel nemico non bastava certo una pinta di olio di ricino.</p>
<p>Non sarà quindi il libro di Ohler a darci una visione di ciò che poteva o non poteva accadere. Peraltro il ricercatore si è preso le sue, perché, come si diceva, il tema tocca ancora nervi scoperti. Tra i critici, <strong>Nicholaus Wachsmann</strong>, che lo accusa di mescolare realtà e finzione, mentre <strong>Richard J. Evans</strong>, professore a Cambridge e autore di una <i>Storia del Terzo Reich</i> in tre volumi, sostiene che «le generalizzazioni di <strong>Ohler</strong> sono del tutto implausibili e il libro è un resoconto volgare e moralmente e politicamente pericoloso». Perché sottende che Hitler non fosse davvero responsabile delle proprie azioni.</p>
<p><sup id="cite_ref-11" class="reference"></sup>Aggiungiamo noi che <strong>l&#8217;abitudine alle azioni efferate può anche essere forse resa più efficace dalle droghe in guerra</strong>, ma che non è così credibile che tutti si facessero allo stesso modo ed è <strong>difficile anche pensare che le droghe cancellassero ogni possibile dissidenza</strong> in un popolo di milioni di abitanti.</p>
<p>Intanto che lo schieramento nemico si diramava sul confine tedesco, <strong>i medici dopavano la fanteria come si fa con i cavalli da corsa</strong>. I soldati erano certamente svegli e <strong>in grado di mantenere lo sprezzo del pericolo 24 ore su 24</strong>. Ma il dubbio è che Ohler davvero esageri quando spiega che <strong>tutta la popolazione si impasticcava di Previtin</strong>. Come è possibile che <strong>le droghe da guerra</strong> fossero in tutte le case dei tedeschi? Lui se la cava sostenendo che era un farmaco legale e commercializzato come un «<em>qualcosa di buono per combattere la depressione e la noia»</em>.</p>
<h3><strong><em>Il Captagon</em></strong></h3>
<p>Oggi del <strong>Pervitin</strong> non abbiamo più notizie, ma sappiamo che c&#8217;è un pasticcone che toglie ai <strong>terroristi dell&#8217;Isis</strong> ogni residuo di umanità. Sappiamo che si chiama <strong>Captagon</strong> e che si abbina in maniera ideale a fanatismi religiosi e ideologie. Di nuovo ritroviamo la premiata ditta <strong>droga e guerra soprannaturale</strong>.<strong> Il Captagon è la droga della Jihad</strong>, è un <strong>cloridrato di fenetillina</strong>, un <strong>composto di anfetamina e altre sostanze stimolanti da decenni diffuso nei Paesi del Golfo</strong>.</p>
<p><span class="ATextTitle">Gli </span><span class="ATextTitle"><strong>effetti: p</strong></span><strong>erdita di giudizio, resistenza alla fatica, euforia e abbandono di ogni inibizione.</strong> Si vende a prezzi che vanno da 5 a 20 dollari a dose. Chi lo assume può <strong>non mangiare o dormire per giorni</strong>, ed è pervaso da un <strong>senso di onnipotenza</strong>. Siringhe con tracce di <strong>Captagon</strong> sono state trovate nella casa di uno degli attentatori del Bataclan di Parigi e la stessa droga era nel sangue di uno dei terroristi di <strong>Sousse, Tunisia</strong>. Ma quella tra guerre e droghe è un&#8217;associazione ricorsa più volte negli anni bui dell&#8217;ultimo secolo.</p>
<p><span class="ATextTitle">Anche </span><span class="ATextTitle"><strong>l&#8217;esercito giapponese non risparmiò in fatto di droghe da guerra</strong></span><span class="ATextTitle">: dosi di </span><strong>metanfetamina furono distribuite il 1939 e il 1945</strong>, ai soldati. Nel dopoguerra il Giappone pagò caro: l&#8217;abuso di droghe militari ebbe gravi conseguenze sociali.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-7254" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/81212750_s-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/81212750_s-300x199.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/81212750_s-768x510.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/81212750_s-550x365.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/81212750_s-520x345.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/81212750_s-625x415.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/81212750_s-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/81212750_s-810x538.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/81212750_s.jpg 849w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Per non essere da meno, <strong>i militari americani</strong>, soggetti a molti viaggi lungo raggio, furono dotati di anfetamine: i vertici non volevano che i propri piloti si sentissero meno reattivi rispetto ai tedeschi. I <strong>piloti alleati</strong> accusarono <strong>effetti collaterali come forte irritabilità e deconcentrazione</strong>. Molti militari diventarono dipendenti da queste sostanze. Ma, evidentemente, la lezione non fu capita. Perché<span class="ATextTitle"> d</span>urante il conflitto in <strong>Vietnam (1955-1975)</strong>, l&#8217;abuso di<strong> eroina, marijuana</strong> e altre droghe divenne talmente frequente tra i <strong>soldati Usa</strong> che il 10-15% di loro sviluppò una qualche forma di dipendenza e il Presidente <strong>Nixon</strong> inventò programmi per il trattamento delle<strong> dipendenze da droghe di guerra</strong>.</p>
<p><strong><em>Il Modafinil</em></strong></p>
<p>E oggi? Un farmaco stimolante creato per curare la narcolessia e inserito nella lista delle sostanze dopanti è il <em><strong>Modafinil</strong> . </em>Testato <a href="http://www.slate.com/articles/health_and_science/superman/2013/05/sleep_deprivation_in_the_military_modafinil_and_the_arms_race_for_soldiers.html" target="_blank" rel="noopener">su soldati di varie nazioni</a> per prolungare la lucidità notturna delle truppe (<strong>48 ore di veglia continuative</strong>) è stato assunto per la prima volta dai piloti dell&#8217;<strong>Air Force americana</strong> nel 2003 in occasione dell&#8217;invasione in Iraq. Con successo, se è vero che gli esperimenti continuano alla ricerca di una molecola ancora più efficace contro il sonno.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-7255" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/modafinil-300x251.jpg" alt="" width="300" height="251" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/modafinil-300x251.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/modafinil-768x643.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/modafinil-550x461.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/modafinil-520x435.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/modafinil-625x523.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/modafinil-15x13.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/modafinil-810x678.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/modafinil.jpg 843w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Tutti gli utilizzi di droghe di guerra sono sempre avvolti dall&#8217;ambivalenza tipica dei governi: si fa ma non si dice. E, quando si dice, è troppo tardi: <strong>l&#8217;uso anfetaminetra i soldati americani in Afghanistan</strong> è emerso, per esempio, solo grazie <strong>all&#8217;incidente della Tarnak farm</strong>, nel <strong>2002</strong>, quando il pilota di un F-16 statunitense, forse sotto anfetamine, <strong>uccise con fuoco amico quattro soldati canadesi</strong>.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-7256" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/Gli-uomini-e-il-fuoco-300x143.jpg" alt="" width="300" height="143" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/Gli-uomini-e-il-fuoco-300x143.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/Gli-uomini-e-il-fuoco-550x261.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/Gli-uomini-e-il-fuoco-520x247.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/Gli-uomini-e-il-fuoco-625x297.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/Gli-uomini-e-il-fuoco-15x7.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/06/Gli-uomini-e-il-fuoco.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nella programmazione <strong>Netflix, nella Serie 3 di <em>Black Mirror</em></strong> si trova un episodio ispirato a queste indagini: <em>Gli uomini e il fuoco</em>, in cui i soldati combattono contro i &#8220;parassiti&#8221;, uomini affetti da una malattia che li rende animali mostruosi. In realtà l&#8217;aspetto di di questi nemici è modificato proprio <strong>da droghe di guerra e tecnologia</strong>.</p>
<p>LEGGI ANCHE:</p>
<p><a href="https://themillennial.it/lifestyle/nightlife/come-smettere-di-pippare-coca/">I millennial sniffano il cioccolato?</a></p>
<p><a href="https://themillennial.it/cultura/strani-effetti-marijuana/">La cannabis fa ingrassare i maiali</a></p>
<p align="justify"><a href="https://themillennial.it/news/cannabis/">Chissà perché in Islanda la gente non fuma più canne. Boh</a></p>
<p align="justify"><a href="https://www.mygreeksalad.it/nescafe-frappe-guida-12-06-2017/">Nostalgia delle vacanze? Mal di Grecia? Cambiate caffè!</a></p>
</div>]]></content:encoded>
					
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	<media:title>Photo by Jason Leung on Unsplash</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Pablo Escobar è vivo: l&#8217;antieroe più longevo di Hollywood. Non è ora che muoia?</title>
		<link>https://themillennial.it/cultura/tv/pablo-escobar-e-vivo-opinioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pesce Pilota]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2018 08:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/tv/pablo-escobar-e-vivo-opinioni/" title="Pablo Escobar è vivo: l&#8217;antieroe più longevo di Hollywood. Non è ora che muoia?" rel="nofollow"><img width="800" height="400" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-300x150.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-768x384.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-550x275.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-520x260.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-625x313.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-15x8.jpg 15w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div>Pablo Escobar è vivo e spaccia insieme a noi. Da qualche settimana nei cinema italiani c&#8217;è il trailer di un nuovo film su Pablo Escobar. La pellicola prende il nome di Loving Pablo, tradotta in italiano in Escobar &#8211; Il fascino del male (sì, sembra la rivisitazione del titolo del film su Vallanzasca) e viene definita &#8220;La [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/cultura/tv/pablo-escobar-e-vivo-opinioni/" title="Pablo Escobar è vivo: l&#8217;antieroe più longevo di Hollywood. Non è ora che muoia?" rel="nofollow"><img width="800" height="400" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-300x150.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-768x384.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-550x275.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-520x260.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-625x313.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-15x8.jpg 15w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-150x150.jpg" width="150" height="150" title="" alt="" /></div><div><img width="800" height="400" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-300x150.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-768x384.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-550x275.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-520x260.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-625x313.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/04/loving-pablo-cover-clip-15x8.jpg 15w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><h3>Pablo Escobar è vivo e spaccia insieme a noi. Da qualche settimana nei cinema italiani c&#8217;è il trailer di un nuovo film su Pablo Escobar. La pellicola prende il nome di <em>Loving Pablo,</em> tradotta in italiano in <em>Escobar &#8211; Il fascino del male</em> (sì, sembra la rivisitazione del titolo del film su Vallanzasca) e viene definita &#8220;La storia di Escobar come non l&#8217;avete mai vista prima&#8221;. Ma è davvero così?</h3>
<p>Andiamo indietro negli anni. Nel 2001 esce un film che è diventato un cult per i Millennial solo una decina di anni dopo, il film in questione è <em>Blow</em>. <em>Blow</em> è una pellicola con Johnny Depp che vede come protagonista George Jung, un noto narcotrafficante legato al cartello di Medellin. Già in questo film, tratto da una storia vera, si sente parlare sul grande schermo di Pablo Escobar. Proprio Pablo Escobar è vivo già da allora nell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento, in quanto principale &#8220;fornitore&#8221; di George Jung.</p>
<p>Nel 2015 Netflix rilascia Narcos, una serie tv che racconta la storia del narcotraffico partendo dalla nascita del famigerato cartello di Medellin. Lì, Pablo Escobar è vivo più che mai. La serie diventa subito un capolavoro e la gente impazzisce, tanto da crearsi una sorta di Escobar mania tra i Millennial. Le prime due stagioni di Narcos raccontano vita, morte e &#8220;miracoli&#8221; di Pablo Escobar, in modo estremamente dettagliato e crudo, non ci sono attori famosi, ma non importa, è diventato cult nel giro di 6 mesi.</p>
<p>Ma quindi perchè creare un film su Pablo Escobar con la presunzione che questo film sia davvero la storia di Pablo Escobar come non l&#8217;abbiamo mai vista?</p>
<p>Il cast è sicuramente un punto di forza del film. Nonostante la produzione spagnola, il film vanta nomi come Javier Bardem e Penelope Cruz.</p>
<p>Noi che abbiamo visto (e forse rivisto) Narcos perché dovremo interessarci nuovamente ad un prodotto su Pablo Escobar?</p>
<p><em>Loving Pablo</em> è stato tratto dal romanzo di Virginia Vallejo, proprio l&#8217;amante di Escobar, quindi probabilmente sarà una storia d&#8217;amore molto animata con guerre tra policia e gringos, ma noi veri fan di Escobar siamo poco interessati ad una storia d&#8217;amore e il resto della sua vita la conosciamo già abbastanza bene da ripeterne le battute a memoria.</p>
<p>E voi andrete a vedere Loving Pablo oppure lo snobberete solamente perché vi siete tatuati le frasi di Narcos e ormai Pablo Escobar è vivo perfino sulla vostra pelle?</p>
<div class="filmConsigliato">
<h2>Guardalo ora</h2>
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</a></p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</item>
		<item>
		<title>Intervista impossibile al Vate su sesso, cocaina e fascismo a 80 anni dalla morte di Gabriele D&#8217;Annunzio</title>
		<link>https://themillennial.it/news/gabriele-dannunzio-intervista-sesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Dal Buono]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 13:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[intervista impossibile]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera d'amore]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/gabriele-dannunzio-intervista-sesso/" title="Intervista impossibile al Vate su sesso, cocaina e fascismo a 80 anni dalla morte di Gabriele D&#8217;Annunzio" rel="nofollow"><img width="800" height="600" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-300x225.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-768x576.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-550x413.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-520x390.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-625x469.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-15x11.jpg 15w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Gabriele D'Annunzio e le sue costole" alt="" /></div><div>A 80 anni dalla morte del Vate, eccoci a scambiare quattro chiacchiere con lui a proposito di sesso, cocaina e fascismo. &#160; &#160; Gabriele d&#8217;Annunzio, non ritiene che la costante ricerca del piacere fisico sia in contrasto con una vita dedicata alla cultura?   Tutt’altro. Il libertinaggio mi consente di avere ancora più sete della [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/gabriele-dannunzio-intervista-sesso/" title="Intervista impossibile al Vate su sesso, cocaina e fascismo a 80 anni dalla morte di Gabriele D&#8217;Annunzio" rel="nofollow"><img width="800" height="600" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-300x225.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-768x576.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-550x413.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-520x390.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-625x469.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-15x11.jpg 15w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Gabriele D'Annunzio e le sue costole" alt="" /></div><div><img width="800" height="600" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-300x225.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-768x576.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-550x413.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-520x390.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-625x469.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/02/d-annunzio-790763-15x11.jpg 15w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><h2>A 80 anni dalla morte del Vate, eccoci a scambiare quattro chiacchiere con lui a proposito di sesso, cocaina e fascismo.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gabriele d&#8217;Annunzio, non ritiene che la costante ricerca del piacere fisico sia in contrasto con una vita dedicata alla cultura?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Tutt’altro. Il libertinaggio mi consente di avere ancora più sete della mia arte. La sensualità, che alimenta l’immaginazione, è la condizione necessaria perché un’anima possa esprimersi e io ho sempre potuto vivere solo così: <em>esprimendomi</em>. Non chi più soffre ma chi più gode conosce!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come mai una normale guardarobiera come Amélie, ribattezzata da lei Aélis, è stata la compagna più fedele dei suoi ultimi decenni?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Era piena di una devozione commovente. E, per soprammercato, era dotata di un’abilità eccellente nella fellatio, tanto che la soprannominai <em>hélice</em>, elica. È stata la suprema guardiana dei miei “capitoli”, com’io ero solito chiamare gli orgasmi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Eppure si circondò di innumerevoli altre donne. Non le fu mai fedele?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Come scrissi nel <em>Piacere</em>, l’ideale per un uomo è essere infedele a una donna fedele. Non v’è coppia fedele per amore. Anzi io, per amore, sono infedele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Com’è nato in lei questa vocazione all’edonismo?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Giunsi a Roma dall’Abruzzo. La frustrazione per le mie origini provinciali, gli sfottò dei compagni di studi per le mie vocali chiuse, accrebbero in me la brama di rivalsa. Nella Città Eterna mi s’offrì subito un caleidoscopio di bellimbusti, balli e dame impellicciate che non tardai a immortalare col mio personalissimo stile sui giornali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non tardò neppure a scialacquare, a quanto ne sappiamo.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Una tendenza che ereditai da mio padre. Disprezzo il concetto di denaro, ma come fare a vivere nel <em>bello</em> senza avvalersi del suo potere?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Anche coi figli non si è risparmiato, caro signor Gabriele D&#8217;Annunzio. Ne ebbe tre solo da sua moglie, Maria, giusto?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sì, ahimè. Eccezionalmente, sbagliai. Un artista dovrebbe augurarsi che il suo spirito sia fecondo e la sua carne sterile. Dovrebbe rinunziare alla posterità carnale in profitto della sua opera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che cosa ama di più in una donna?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ciò che ha di misterioso e irrisolvibile. Quel qualcosa di indicibile al quale allude solo attraverso le movenze e i gesti. Forse amo le donne tragiche. Non voglio dire che non si possa sviluppare una certa tecnica interpretativa, piuttosto ritengo che la donna sia la sola scienza che si possa apprendere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lei non è, ci sia concesso, bello nell’accezione classica, o sommo Vate. Come ha fatto a sedurre centinaia di donne?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Già prima dei trent’anni godevo di fama mondiale. Fui sempre signore, anche se non sempre ricco. Le modellature del mio cranio sono tra le più espressive bellezze del mondo e ho mani tanto aggraziate che sembrano appartenere alla flora sottomarina. Do a ciascuna donna l’impressione di essere al centro dell’universo. Soprattutto fui dotato dalla natura di un membro che non a caso si guadagnò gli epiteti di “gonfalon selvaggio”, “principino”, “catapulta perpetua” e “monaco di ferro”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come riuscì a conservare tanto a lungo questa potenza sessuale?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>I maligni mi giudicherebbero ipocondriaco. In un piccolo studio, adiacente alla mia camera da letto, collezionai colliri, lozioni, digestivi, purganti, che inibirono l’inevitabile progredire degli acciacchi dovuti all’età.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non disdegnò neppure la cocaina, lo conferma?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Fu una passione che si acuì più che altro negli ultimi anni. Mi vergognavo di una dipendenza che mi obbligava ad alternare periodi di inappetenza e depressione, ad altri in cui mi abbuffavo di cibo, di donne e di vita. Un superuomo dovrebbe essere immune da ogni costrizione e allo stesso tempo non negarsi nulla di quello che brama la sua volontà. Rimasi vittima di questo paradosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa ci può dire del suo ambiguo rapporto col fascismo, signor Gabriele D&#8217;Annunzio.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Non ho voglia di parlarne. Basti sapere che sono sempre stato un capo senza partigiani, un condottiero senza seguaci, un maestro senza discepoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lei sviluppò una sensazionale conoscenza della cultura classica. Disdegnò quindi il progresso?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Là dove c’è il bello, ci sono io. E i ritrovati della tecnica possono essere a loro volta opere d’arte. Acquistai un idrovolante, l’Alcyone. Una Trikappa Torpedo, varie Lancia Lambda, una Fiat 509, una Fiat Tipo 4, un’Isotta Fraschini. L’automobile ha la grazia, la snellezza e la vivacità di una seduttrice. Ma rispetto alla femmina ha una virtù in più: la perfetta obbedienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che cosa la eccita di più in un rapporto sessuale?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Probabilmente penetrare in una donna gracile, violentemente, come sferrando un colpo di coltello per passarla da parte a parte. Ma l’atto sessuale dev’esser preceduto da una preparazione che coinvolge tutte le facoltà, tesa a liberare dalla civiltà, dalla tradizione, dal costume, da tutto quel che nei secoli ha diminuito l’uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le sue ospiti devono agghindarsi in qualche maniera particolare prima di offrirsi?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ho messo a disposizione per loro profumi che vanno dal gelsomino di Corsica al lillà bianco, e vestiti che faccio giungere dalle migliori sartorie italiane e ai quali appongo la mia etichetta, Gabriel Nuntius Vestiarius.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Si ritiene quindi un appassionato di moda?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Nonostante al Vittoriale conservassi un centinaio di vestiti, trecento camicie di seta, duecento paia di scarpe, una cinquantina di cappelli e più di cinquecento cravatte, ho sempre detestato le donne che falsificano loro stesse, che vanno dal parrucchiere, che si depilano fanaticamente, che cancellano tutti i rilievi energici del loro carattere per diventare donnette alla moda, <em>mannequin à la page</em>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quale donna ha amato di più?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Questo non saprei dirlo. Ma quella che mi ha ossessionato di più, soprattutto dopo la sua morte, è stata Eleonora Duse, che fu mia amante dal 1894 per una decina d’anni. Ricercavo i suoi tratti nelle mie nuove conquiste, parlavo di lei con le donne che vivevano al mio fianco fino a farle impazzire di gelosia per il passato, amai sempre le rose bianche che lei stessa amava. Nella mia <em>Officina</em> ero solito scrivere sotto il calco in gesso del suo volto, anche se, quando mi riproponevo di creare sul serio, lo bendavo con un fazzoletto di seta, perché non potevo lavorare se Eleonora mi guardava.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Con la sua passione per i neologismi e la sua lungimiranza si ritiene un capostipite di quello che oggi chiamiamo marketing? </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Direi di sì. Capii che potevo essere al contempo un testimonial e un copywriter, come si dice. Così non pagavo i vestiti che i migliori sarti del mondo confezionavano per me, perché eravamo tutti consapevoli della pubblicità che così ne ricavavano. Venni incaricato da una società di Bologna di creare nomi per nuovi profumi, come “L’ardore del Carso” o “La rosa degli uscocchi”. Fui io a inventare i nomi dell’Unicum, de La Rinascente, dello Scudetto come simbolo della vittoria nel campionato di calcio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A proposito di sport, Lei, Gabriele D&#8217;Annunzio, ritiene di avere sovvertito anche lo stereotipo del letterato gracile e inattivo?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Già al collegio mi guadagnai le lodi degli educatori per la scherma e la ginnastica. Basti pensare, per comprendere la mia lungimiranza nell’individuare nello sport uno dei catalizzatori delle passioni della società di massa, che nel 1885, dieci anni prima della nascita della Gazzetta dello Sport, convinsi la Tribuna a farmi inaugurare una rubrica chiamata “Sport e altro”. Non fui mai dedito all’alcol, mi obbligai a lunghi periodi di digiuno e frugalità alimentare, fui sempre ghiotto di frutta che, oltre alle virtù nutritive, è, non a caso, <em>bella</em>.</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Tutto ciò non bastò, ovviamente, a fermare l’avanzare dell’età. Lei che ha fatto dello sfregio della morale una regola di vita, con l’avvicinarsi della morte ha però sperato nella resurrezione cristiana?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>No, sono voluto restare col nulla che mi ero creato, con la mia lussuria sfrenata. Come rinnegare tutto d’un tratto? Piuttosto che condurre una vita da monaco preferisco la polvere, la putretudine, i vermi che ci mangeranno. Tuttavia, anche se la morte mi appariva come la forma della mia perfezione, perché è calda, bella e inebriante come la vita, non seppi mai “essere vecchio”.</p>
<p><em>* La maggior parte delle citazioni e dei riferimenti alla vita di Gabriele D&#8217;Annunzio sono estratti dal libro </em>La mia vita Carnale <em>di Giordano Bruno Guerri, Arnoldo Mondadori, 2013.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E dopo aver conosciuto vita, morte e miracoli sessuali di Gabriele D&#8217;Annunzio, LEGGI ANCHE: <a href="https://themillennial.it/news/basta-ombrelline-f-1-perche/">Basta ombrelline nella F1. Era ora! Finalmente potranno mantenerle i mariti</a></p>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	<media:title>Gabriele D'Annunzio e le sue costole</media:title>
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		<title>Ultima tendenza dei Millennial: pippare coca? No, cioccolato!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2018 11:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Nightlife]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/lifestyle/nightlife/come-smettere-di-pippare-coca/" title="Ultima tendenza dei Millennial: pippare coca? No, cioccolato!" rel="nofollow"><img width="800" height="644" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-300x242.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-768x618.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-550x443.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-520x419.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-625x503.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-15x12.jpg 15w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Willy Wonka fatto di cioccolato " alt="" /></div><div>Pippare coca? No, cioccolato. In questi giorni le città sono tappezzate di locandine che promuovono feste del cioccolato e facebook ci invita gentilmente a eventi cioccolatosi, ma non dovevamo iscriverci in palestra il 1 gennaio? Ahimè, al cioccolato non si dice mai di no. C’è chi dice che è tipo una droga e, beh, non [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/lifestyle/nightlife/come-smettere-di-pippare-coca/" title="Ultima tendenza dei Millennial: pippare coca? No, cioccolato!" rel="nofollow"><img width="800" height="644" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-300x242.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-768x618.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-550x443.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-520x419.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-625x503.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-15x12.jpg 15w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-150x150.jpg" width="150" height="150" title="Willy Wonka fatto di cioccolato " alt="" /></div><div><img width="800" height="644" src="https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka.jpg 800w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-300x242.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-768x618.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-550x443.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-520x419.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-625x503.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2018/01/willy-wonka-15x12.jpg 15w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><h3>Pippare coca? No, cioccolato. In questi giorni le città sono tappezzate di locandine che promuovono feste del cioccolato e facebook ci invita gentilmente a eventi cioccolatosi, ma non dovevamo iscriverci in palestra il 1 gennaio? Ahimè, al cioccolato non si dice mai di no. C’è chi dice che è tipo una droga e, beh, non ha tutti i torti&#8230;</h3>
<p><strong>La nuova tendenza millennial? Pippare coca? Macché, troppo banale. Sniffare Oki? Nemmeno. Sballarsi di cioccolato!</strong> Vi avverto, non provateci con il Nesquik, non è la stessa cosa!</p>
<p><a href="http://iframe%20src=https://giphy.com/embed/qp1hAob4leTsY%20width=480%20height=355%20frameBorder=0%20class=giphy-embed%20allowFullScreen/iframepa%20href=https://giphy.com/gifs/qp1hAob4leTsYvia%20GIPHY/a/p">http://<iframe loading="lazy" class="giphy-embed" src="https://giphy.com/embed/qp1hAob4leTsY" width="480" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></a></p>
<p><a href="https://giphy.com/gifs/qp1hAob4leTsY">via GIPHY</a></p>
<p>Si tratta di una nuova forma di sballo, che grazie alla produzione di endorfine e seratonina, migliora l’umore e la concentrazione, riducendo l’ansia e lo stress. L’effetto dura all’incirca 30 -60 minuti ed è simile a quello delle energetic drink.</p>
<p>I rischi non sono ancora ben chiari e questo è un problema perché spaccia il cioccolato per naturale e non dannoso. In più non provoca il triste risveglio del giorno dopo.</p>
<p>In molti locali nel Nord Europa viene venduta in polvere, in pillole o in forma liquida. I clubbers che ne fanno uso credono nella capacità del cioccolato di ampliare la loro esperienza, in quanto rimangono coscienti ma più euforici.</p>
<p>Il cioccolato sembra infatti, rispondere perfettamente alle esigenze dei millennials, che non vogliono più sballarsi stile Trainspotting. Noi non ci alieniamo nelle piste da ballo, chiusi in noi stessi; noi vogliamo connetterci, vogliamo conoscere le persone e sentirci in sintonia con esse. Ecco perché oggi le droghe stimolanti come la cocaina &#8211; attenzione: non meno dannose &#8211; vincono su quelle allucinogene o dissociative.</p>
<p><a href="http://iframe%20src=https://giphy.com/embed/ym7Q1Zez9EO1a%20width=480%20height=270%20frameBorder=0%20class=giphy-embed%20allowFullScreen/iframepa%20href=https://giphy.com/gifs/ym7Q1Zez9EO1avia%20GIPHY/a/p">http://<iframe loading="lazy" class="giphy-embed" src="https://giphy.com/embed/ym7Q1Zez9EO1a" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></a></p>
<p><a href="https://giphy.com/gifs/ym7Q1Zez9EO1a">via GIPHY</a></p>
<p>Ma la vera domanda che tutte le donne si farebbero è:&#8221; Ma fa ingrassare sniffare il cioccolato?&#8221;</p>
<p>Dopo aver scoperto che invece che pippare coca è meglio pippare cioccolato, LEGGI ANCHE: <a href="https://themillennial.it/cultura/curiosita/perche-alcol-fumo-insieme/">Prima «per me un Moscow Mule» e poi «posso scroccarti una paglia?». Perché l’alcol chiama sempre il fumo?</a></p>
<p>E ANCHE: <a href="https://themillennial.it/news/cannabis-islanda-consumo/">Non si sa bene come, ma in Islanda la gente fuma meno cannabis</a></p>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	<media:title>Willy Wonka fatto di cioccolato </media:title>
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		<title>Non si sa bene come, ma in Islanda la gente fuma meno cannabis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Millennialist]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2017 23:02:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/cannabis-islanda-consumo/" title="Non si sa bene come, ma in Islanda la gente fuma meno cannabis" rel="nofollow"><img width="848" height="565" src="https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga.jpg 848w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-550x366.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-520x346.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-625x416.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-810x540.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-150x150.jpg" width="150" height="150" title="37140078 - iceland flag on cannabis background. drug policy. legalization of marijuana" alt="" /></div><div>Già da tempo In Islanda l&#8217;alcol era considerato lo sballo più cheap. Per non parlar delle sigarette, peraltro care a bestia. Ora è la cannabis che sembra essere considerata una droga da cialtroni. Ok, direte, avranno scoperto un lichene con degli alcaloidi.  E invece no, sembra tutta farina del sacco del governo dell&#8217;Islanda. I dati [&#8230;]</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://themillennial.it/news/cannabis-islanda-consumo/" title="Non si sa bene come, ma in Islanda la gente fuma meno cannabis" rel="nofollow"><img width="848" height="565" src="https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga.jpg 848w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-550x366.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-520x346.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-625x416.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-810x540.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></a><div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-150x150.jpg" width="150" height="150" title="37140078 - iceland flag on cannabis background. drug policy. legalization of marijuana" alt="" /></div><div><img width="848" height="565" src="https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" style="height: auto;margin-bottom:2em;max-width: 600px !important;padding-top: 0.75em;width: 100% !important;" srcset="https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga.jpg 848w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-300x200.jpg 300w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-768x512.jpg 768w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-550x366.jpg 550w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-520x346.jpg 520w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-625x416.jpg 625w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-100x68.jpg 100w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-15x10.jpg 15w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-810x540.jpg 810w, https://themillennial.it/data/uploads/2017/04/islanda-droga-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /><h3>Già da tempo In <strong>Islanda</strong> l&#8217;alcol era considerato lo sballo più cheap. Per non parlar delle sigarette, peraltro care a bestia. Ora è la <strong>cannabis</strong> che sembra essere considerata una droga da cialtroni. Ok, direte, avranno scoperto un lichene con degli alcaloidi.  E invece no, sembra tutta farina del sacco del governo dell&#8217;<strong>Islanda</strong>.</h3>
<p>I dati sull&#8217;<u>uso di <strong>cannabis</strong> tra i giovani</u> resi noti in questi giorni dipingono un paesaggio quasi ideale nel paese nordico, una rehab con i geyser, dove solo il 5% dei giovani tra i 14 e i 16 anni dichiara di avere bevuto alcol nel mese precedente. Allo stesso modo, solo il 3% afferma di aver <u>fumato una sigaretta al giorno</u> e il 7% di essersi fatto una <strong>canna</strong> almeno una volta negli ultimi 30 giorni.</p>
<h2>Sul tema della <strong>droga, l&#8217;Islanda,</strong> non è sempre stato un paese “modello”&#8230;</h2>
<p>Al contrario, verso la fine degli anni Novanta, è stato classificato come lo stato europeo con la più alta incidenza di alcol e tabacco tra gli adolescenti. Come ha fatto allora questo paese a mettere in riga la generazione dei millennial e, a seguire, tutti gli altri?</p>
<p>Tutto è iniziato con un piano lanciato nel 1998, con l&#8217;obiettivo di <u>ridurre l&#8217;abuso di sostanze stupefacenti tra i giovani</u>. Si trattava di un vero e proprio<u> programma nazionale di recupero.</u> L&#8217;<strong>Islanda</strong> diventò la San Patrignano dell&#8217;Atlantico. Il piano era così strutturato:</p>
<ul>
<li>Divieto di pubblicità per qualsiasi tipologia di tabacco;</li>
<li>Divieto di pubblicità per tutte le bevande alcoliche;</li>
<li><u>Divieto di vendita di sigarette ai minori</u> di 18 anni;</li>
<li>Divieto di vendita di alcol ai minori di 20 anni;</li>
<li>Coprifuoco per i giovani compresi tra i 13 e 16 anni;</li>
<li>Introduzione di attività extra scolastiche per aumentare le passioni e diminuire le trasgressioni</li>
</ul>
<p>È così che oggi l&#8217;<strong>Islanda ha vinto sulla droga,</strong> registrando una vittoria contro le dipendenze<u> da droga e alcol</u> rispetto a un decennio fa. In compenso i giovani leggono Heidegger tutto il giorno e fanno 6-7 corsi di ceramica all&#8217;anno. Forse.</p>
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